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Viva il Lupo!

Sono stati sufficienti pochi anni per scardinare la porta del Governo ed entrare gridando: “crepi il lupo”.
Chi grida ottiene consenso, chi parla silenzio. D’altra parte si conferma la regola del Re Travicello: “Calò nel suo regno con molto fracasso, le teste di legno fan sempre del chiasso” e i cacciatori, gli allevatori, i sussidiari hanno gridato sapendo bene come costruire il chiasso e il fracasso.
Giorno dopo giorno la stampa ci propone le loro recite, raccoglie i loro lamenti paludati, le subdole intenzioni; come nelle democrazie immature la voce di una campana suona forte mentre l’altra resta muta e, come nelle favole della nonna, il lupo cattivo deve perire. Loro amano la violenza, il sangue, la sofferenza, noi amiamo la pace, un mondo migliore costruito con coscienza e intelligenza.
Ma dov’è la verità? In chi grida o in chi parla, in chi difende un interesse particolare o in chi difende un valore collettivo?
Per il lupo crediamo sia in questi pochi punti:
il lupo è inserito nella lista rossa dell’IUCN delle specie minacciate dal 1971; non si può uccidere;
in Italia non esiste un censimento ma solo una stima approssimativa: dell’ISPRA che ci svela quanti lupi ci sono in Italia, tra i 1.269 e i 1.800 nel periodo 2009-2013 http://www.nationalgeographic.it/natura/animali/2015/10/25/news/uno_nessuno_centomila_quanti_lupi_ci_sono_in_italia_-2817615/ oppure, secondo altri studiosi, la presenza del lupo è stimata in 600-800 individui minimo (Ciucci e Boitani 2004, Apollonio et al. 2004, Ciucci & Boitani 2010, Caniglia et al. 2012) http://www.iucn.it/scheda.php?id=-1801396534 oppure, secondo Wikipedia, in oltre 2000 nel 2016 https://it.wikipedia.org/wiki/Canis_lupus_italicus#cite_note-14; toccano 0,0000033 lupi a cittadino;
gli ibridi, incroci di cani con lupi, si verificano a causa del randagismo per contrastare il quale le istituzioni sono inandempienti fin dalla legge quadro 281 del 1991 visto che i cani randagi, che poi diventano ferali o rinselvatichiti, sono ogni anno di più; infatti i canili da risanare sono sempre da risanare, i canili municipali da costruire sono sempre da costruire, le “buone intenzioni” vengono pubblicamente reiterate anno dopo anno dai nostri amministratori, i progetti svegliati momentaneamente dal letargo tornano a dormire i loro sonni tranquilli; intanto i cani agonizzano nei canili lager, particolarmente del sud, dove fioriscono affari criminali e zoomafiosi, vengono deportati all’estero per la vivisezione, la zoorastia http://www.glob011.com/mondi/item/695-zoorastia-un-orrore-sconosciuto, come cibo per altri animali, la pelle e la pelliccia, senza che nessuno muova un dito;
quando è stato effettuato il controllo sugli individui decapitati, evirati, impiccati dai cacciatori/bracconieri (oltre 300 ogni anno quindi con incidenza tre volte maggiore rispetto al 5% previsto per gli abbattimenti in deroga) http://www.lanazione.it/grosseto/cronaca/lupo-decapitato-1.2848279, in gran parte dei casi è stato riscontrato che l’animale era un ibrido e, proprio in questi giorni, sono stati sequestrati dal Comando dei Carabinieri Cutfaa, 229 ibridi di cane e lupo in 54 province italiane http://www.lastampa.it/2017/01/15/societa/lazampa/cane-cani/cuccioli-di-lupocane-il-business-illegale-dellibrido-bNSq6T9pubWL4TdRKuWx4H/pagina.html;
per catturare 10 esemplari di ibridi in Toscana negli ultimi 30 mesi (La Nazione 27/01/2017), sono stati spesi circa un milione di euro; per finanziare il circo con animali (unico Paese in Europa) l’Italia versa 3 milioni di euro ogni anno (rif. anno 2013, Fondo Unico per lo Spettacolo-FUS); mentre per la lotta al randagismo in Italia (700.000 cani randagi) sono stati stanziati dal Governo 309.000 euro nel 2015, 310.000 nel 2016 e 310.000 nel 2017 http://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_6.jsp?lingua=italiano&id=280&area=cani&menu=abbandono;
Quindi, poichè i lupi se ne stanno alla larga dall’uomo loro maggiore e unico nemico che riescono a fiutare da un km di distanza, si cibano prevalentemente di cinghiali e caprioli (salvo di pecore lasciate incustodite senza cani da guardiania, senza recinzioni, senza…), considerata la persecuzione fino alla quasi estinzione che l’uomo ha praticato nei millenni, non sarebbe giusto, onesto, intelligente da parte nostra accettare il rischio per la morte di qualche pecora, attuare le 21 misure di controllo suggerite dal Piano del Governo (esclusa la 22ma), ricevere i rimborsi dalle Regioni e chiudere con la litania degli abbattimenti che ormai come un dogma sacro viene proposta per ogni animale che ci disturba?
Vediamo ogni giorno come violenza chiami violenza, come l’uomo si stia trasformando in bruto, come dimentichi che è soltanto un’apparizione momentanea nella vita dell’universo, come rinunci facilmente ai valori, all’etica, alla coscienza, ai suoi sentimenti migliori quali la compassione, la giustizia e l’empatia, per fomentare quelle capacità distruttive che, secondo gli scienziati, già lo stanno avviando verso la sua fine.
Noi quindi chiediamo la vostra massima attenzione a quanto sopra esposto, il ritiro dal Piano di conservazione della deroga per l’abbattimento del 5% dei lupi italiani, di rispondere con coraggio a chi grida “attenti al lupo” con la frase positiva “viva il lupo”.
Uccidere una vita non è una magia ma una brutalità da qualunque punto la si guardi perchè nessuno di noi vorrebbe essere al posto di quella vita. Occorre allargare lo sguardo e osservare il mondo a 360 gradi per capirne veramente la bellezza, cullare il bambino e “non buttarlo via con l’acqua sporca”.
Nella speranza di una comprensione alla maniera di Leonardo.

Associazione Gabbie Vuote Onlus Firenze

lupo

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