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Vertenza Sardegna, da visite Gentiloni e De Vincenti solo campagna elettorale

“Dalla doppia visita in tre giorni del premier Gentiloni e del ministro De Vincenti, i sardi hanno avuto modo di apprendere una sola cosa: siamo in campagna elettorale. Per il resto, non c’è proprio niente di nuovo: la situazione nei rapporti tra la Sardegna e lo Stato centrale, nonostante le numerose richieste di vedere rispettati i nostri diritti, non è cambiata di una virgola”, dichiara il capogruppo dei Riformatori Sardi – Liberaldemocratici in Consiglio regionale, Attilio Dedoni.
​“Ancora una volta, i rappresentanti del Governo non hanno fatto mancare le strette di mano, i sorrisi, le pacche sulle spalle, l’ascolto interessato, la condivisione appassionata e le puntuali promesse. Di concreto però, tanto per cambiare, non c’è un bel niente”, prosegue Dedoni. “Niente sulle entrate, con Gentiloni che addirittura ha rispedito al mittente le richieste della Regione, colpevole di aver accettato gli accantonamenti con l’accordo-truffa del 2014. Solo briciole, invece, dal Patto per la Sardegna, di cui nel 2017, a tutto andar bene, i sardi vedranno appena un decimo, peraltro polverizzato in una miriade di interventi nei campi più disparati (viene da chiedersi, ad esempio, quanto possa contribuire a migliorare le condizioni delle ferrovie sarde l’investimento di 15 milioni di euro). Sarebbe utile, allora, sapere quando e come arriverà il resto dei tre miliardi promessi: sarà necessario aspettare dieci anni? I sardi, però, non possono aspettare: l’Isola è stremata dalla crisi e continua ad assistere impotente agli scippi dello Stato che, anziché metterla nelle condizioni di competere ad armi pari con le altre regioni italiane, continua ad usarla come un Bancomat, fregandosi impunemente i suoi soldi senza che nessuno faccia qualcosa per impedirglielo”.
​“Anche questa volta abbiamo visto quanto sia debole la posizione della Giunta regionale che, davanti alle mancate risposte del Governo, non trova niente di meglio da fare che incassare di buon grado i rifiuti e parlare di mezzi successi davanti ai microfoni”, conclude il capogruppo. “C’è bisogno di ben altro atteggiamento per costringere lo Stato a dare ai sardi le risposte che si aspettano: la sudditanza politica della giunta Pigliaru non farà altro che continuare ad aggravare la crisi”.

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