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Unione Europea celebra 60esimo anniversario dei Trattati di Roma

Sono iniziate questa mattina, nella sala degli Orazi e dei Curiazi del Quirinale, le celebrazioni per il 60esimo anniversario dei Trattati di Roma, che videro nascere il primo pilastro verso la creazione dell’Unione Europea, ossia la CEE (Comunità Economica Europea) la CEEA (Comunità Europea dell’Energia Atomica), chiamata anche EURATOM.

In una Roma blindatissima, anche a causa del recente attentato di Londra, i capi di Stato e di Governo dei 27 Paesi membri firmeranno una dichiarazione congiunta, la cui bozza è stata approvata nei giorni scorsi, per rinnovare quel sodalizio che ha tenuto insieme l’Europa fino ad oggi, nonostante le grandi sfide e il periodo di crisi attraversato, causato dall’emergenza migranti, dal sempre più crescente pericolo del populismo e dalla Brexit, i cui negoziati inizieranno il prossimo 29 marzo.

“I nostri padri fondatori, dopo due guerre mondiali in cui l’Europa era ridotta ad un cumulo di macerie, tra il bene e il male, loro scelsero il bene” – ha esordito il premier italiano, Paolo Gentiloni. “Dal 1957 ad oggi, da 6 stati siamo diventati 27” ha poi continuato il primo ministro italiano. “Abbiamo vissuto sessant’anni di pace e lo dobbiamo al loro coraggio. Adesso stiamo vivendo un periodo di crisi, ma il messaggio che dobbiamo dare è quello che abbiamo imparato la lezione e che l’Unione Europea ripartirà dai propri sbagli. Dobbiamo restituire fiducia ai nostri cittadini”. Ha poi terminato Gentiloni.

A commentare la celebrazione dei sessant’anni dei trattati di Roma, anche il presidente della Commissione Europea, Jean-Claude Juncker, che ha assicurato che ci sarà anche “un centesimo anniversario dell’Unione Europea”. Grande assente invece Theresa May, primo ministro britannico, impegnata con gli ultimi dettagli prima di attivare l’articolo 50 del Trattato di Lisbona, per l’attuazione della Brexit e del conseguente divorzio della Gran Bretagna dall’Unione Europea. Juncker (uno tra i più delusi dalla Brexit), rispondendo ad una domanda di una giornalista della BBC durante una recente intervista, aveva dichiarato che Theresa May “non è un elefante”, ossia una figura ingombrante che tutti fanno finta di non vedere, (l’elefante nella stanza).

L’Unione Europea, che oggi celebra il 60esimo anniversario dei Trattati di Roma, riuscirà a ripartire (a più velocità) anche dopo la Brexit? La Gran Bretagna continuerà su questa strada o farà un passo indietro prima dello scadere dei negoziati nel 2019? È ancora presto per rispondere a queste domande. L’Unione Europea ha ancora delle possibilità per evitare l’autodistruzione e l’avanzata dei populismi, ma deve avere il coraggio di rinnovarsi ed essere un punto di riferimento valido per tutti i cittadini.

Foto: @ Creative Commons – Flickr: Palazzo Chigi.

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