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Sardegna, isola da slot: Il primato spetta a Olbia-Tempio con una slot machine ogni 96 abitanti

Sono 34 mila le slot machine attive in tutto il territorio italiano. Questi numeri non fanno altro che spiegare ulteriormente il fenomeno del gioco d’azzardo, il suo sviluppo a macchia d’olio e il suo inarrestabile successo. slotSi può tranquillamente dire che esse sono come una presenza fissa, una sorta di compagne di vita che spuntano negli angoli dei bar, delle tabaccherie e delle sale giochi. Si parla di un business e di un giro d’affari a dir poco miliardario. Ciò che attira di più gli utenti è, senza alcun dubbio, anche la loro varietà. Vengono in mente Milionaire Genie, dove, grazie all’aiuto di un grande genio blu, si possono vincere addirittura quasi 3 milioni di euro, Nightmare on Elm Street, gioco a tema prevalentemente horror, e Treasure Fair, caratterizzato da enormi jackpot progressivi. Questi tre sono soltanto alcuni dei giochi di slot machine meglio riusciti, ma ne esistono davvero tantissimi altri. Questo è sicuramente un grandissimo punto di forza del settore.

Le cosiddette macchinette mangiasoldi sono equamente e omogeneamente distribuite su tutto il territorio nazionale. Nella classifica delle prime dieci province per numero di slot machine rispetto al numero di abitanti ci sono ben quattro province sarde. Il primato spetta a Olbia-Tempio, dove c’è una slot machine ogni 96 abitanti, mentre al secondo posto c’è Sassari, con una slot ogni 107 abitanti. Dati e statistiche fanno dunque dell’isola la vera e propria regina incontrastata. Non si esagera se si parla di una diffusione a dir poco capillare, che può rappresentare una vera e propria tentazione per gran parte dei cittadini sardi. Il business nasce proprio grazie a questo. Non è infatti un caso che, su scala nazionale, si parla di un fatturato che oscilla tra gli 84,7 e gli 88,7 miliardi di euro. L’incasso dello Stato? Circa otto miliardi di euro. Una cifra davvero imponente.

Ma esiste, come in ogni cosa, l’altra faccia della medaglia. Ci si riferisce alla ludopatia. I dati in Sardegna sono poco precisi, ma, secondo quanto riferito dal Serd, servizio dell’Asl impegnato nelle cura delle varie tipologie di dipendenze, come quella legata al gioco d’azzardo, in terra isolana si spendono la bellezza di 500 mila euro al giorno in slot machine. A livello nazionale si è provato a combattere il fenomeno, investendo circa 9 miliardi di euro. Ma ancora non basta. La diffusione capillare è un aspetto che fa capire quanto sia importante, prima della riabilitazione, la prevenzione. Il Gap è infatti solo la punta di un enorme iceberg. Non ammetterlo potrebbe avere delle conseguenze catastrofiche. E questo perché i ludopatici, come chi è afflitto da una dipendenza, non si rendono conto di quello che fanno e di quanto spendono. Ed è per tale motivo che il rischio di appassire davanti a una slot, dilapidando i risparmi di una vita, diventa giorno dopo giorno sempre giù grande. Dunque, non vi è alcun dubbio che quei 9 miliardi devono essere considerati solo il primo passo di una strada lunga e tortuosa. Un buon inizio a cui occorre necessariamente dare un seguito.

Antonello Di Muccio

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