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L’inaugurazione della Stagione concertistica del Teatro Lirico di Cagliari: una serata da ricordare

Un “Requiem” che non lascia indifferenti: non lo è stato il pubblico delle serate di venerdì 13 e sabato 14 gennaio, che hanno aperto ufficialmente la stagione Concertistica del Teatro Lirico di Cagliari, non lo sono stati i ragazzi delle varie scuole che, a bocca aperta, hanno assistito alle prove. Perché, nonostante la presenza di altri brani, era lui il grande atteso, l’ultimo lavoro incompiuto e testamento spirituale dell’immenso Wolfgang Amadeus Mozart.  Nella prima parte della serata, interamente dedicata al compositore salisburghese, il “Kyrie” in re minore K 341 e la “Sinfonia n. 25” in sol minore K 183 hanno idealmente preparato gli ascoltatori: il direttore Hansjörg Albrech ha guidato l ’Orchestra del Teatro Lirico in modo cristallino e filologico, concedendo poco spazio agli elementi Sturm und drang affioranti in nuce nelle due partiture ma optando per un’interpretazione più classicheggiante e strettamente aderente al testo.  Anche la scelta dei tempi, moderati rispetto alle velocità turbinanti prese dai direttori del passato soprattutto nel caso della “Sinfonia” (famosa per il ruolo fondamentale nella colonna sonora del film “Amadeus di Milos Forman).  Il “Kyrie”, meno noto,  ha svolto una funzione di trait d’union (per l’argomento ecclesiastico, per la tonalità in comune e probabilmente per la data di esecuzione) con il celeberrimo “Requiem” in re minore K 626, eseguito nella seconda parte dello spettacolo. Composto sino all’ottava battuta del “Lacrimosa” e completato, non si sa se in base ad autografi mozartiani o in maniera del tutto autonoma, dall’allievo Süssmayr  (la moglie di Mozart, la famigerata Costanze, non voleva perdere l’occasione di poter vendere l’ultimo lavoro del marito), il “Requiem” è il brano in assoluto più soggetto a fantasie romanzate da parte degli appassionati mozartiani. A partire dal Romanticismo, per il quale il rapporto di odio/amore con la morte, liberatrice dalle sofferenze ma allo stesso tempo ladra dell’esistenza, era fondamentale, sino ai nostri giorni, con il citato film di Forman che ci mostra un Mozart che in agonia detta le sue ultime note,  la tentazione di accostare quella che è una “Messa da morto” (“Requiem”, per l’appunto) alla biografia del compositore deceduto proprio durante la sua stesura  è stata, ed è,  irresistibile.  Ma il M° Albrecht non si è lasciato sedurre e ha continuato con la sua bacchetta priva di sbavature sentimentalistiche. Il Coro del Teatro Lirico di Cagliari, guidato da Gaetano Mastroiaco, ha dato buona prova di sé, nonostante si ripresenti ogni volta il solito problema dell’organico sottodimensionato che penalizza già a priori l’esecuzione.  Buoni i solisti: il basso Filippo Fontana, che dopo una pecca nell’assolo del “Tuba mirum” si è brillantemente ripreso, il tenore Filippo Giusti e il mezzosoprano Arina Ogii, a tratti forse un po’ troppo teatrali.  Ottima invece la performance del soprano Angela Nisi: voce pulita, cristallina, equilibrata nei registri più gravi e con una vibrazione, perfetta per l’occasione, ha brillato di una luce particolare.
Un meraviglioso concerto, insomma, e un degno inizio di stagione per il Teatro cagliaritano

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Un commento

  1. Sabato al Teatro Lirico ho ascoltato una buona esecuzione di Mozart,in particolare del Requiem che sempre mi stravolge e mi turba.
    Francesca ha centrato l’essenza dell’esecuzione. Brava.

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