Home / LE PROVINCE / Cagliari / Interrogazione al Sig. Sindaco di San Vito

Interrogazione al Sig. Sindaco di San Vito

Interrogazione scritta diretta al Sig. Sindaco di San Vito

Interrogazione scritta diretta al Sig. Sindaco di San Vito, concernente la delicata problematica del contesto giovanile Sanvitese e Sarrabese.

I relatori dell’atto consiliare, consiglieri Mattana Gianfranco e Galdi Stefano, lo scorso Giugno sono stati eletti con la lista “Un Patto per San Vito” guidata da Marco Antonio Siddi; lista poi risultata vincente con uno smacco di circa cento voti rispetto all’altra scesa in campo, guidata da Patrizio Buccelli (già Sindaco di San Vito per due legislature – dal 2001 al 2011).
Nel successivo mese di Luglio, i predetti Consiglieri, per motivazioni riconducibili ad un’incompatibilità d’idee e di visuale politica, si distaccavano dal Gruppo d’appartenenza, andando dapprima a formare il gruppo consiliare “Noi con San Vito”, la cui richiesta d’autenticazione veniva però respinta.
Ad oggi i consiglieri Mattana e Galdi, operano in simbiosi ed in piena autonomia, rispettando sempre il programma politico presentato nel corso della campagna elettorale, pur essendo in netta diatriba, escludendo alcuni componenti, con il gruppo di provenienza.
Riportiamo di seguito il testo dell’interrogazione:I sottoscritti consiglieri comunali MATTANA Gianfranco e GALDI Stefano, a mente dell’art. 18 comma 1,2,4 e 5 del Regolamento del Consiglio Comunale, chiedono al Sig. Sindaco in sede e/o all’Assessore competente da lui delegato, affinché si compiaccia nel voler illustrare, in maniera circostanziata e concreta, quanto appresso richiesto.

************************************

* * PREMESSA * * *

1. La presente interrogazione viene inoltrata dai proponenti, in virtù degli ultimi tragici eventi di cronaca che hanno sconvolto notevolmente tutto il circondario del Sarrabus e non solo, ponendo in netto risalto l’odierno contesto giovanile, a volte orfano delle basilari regole comunitarie.

L’interrogazione che si propone, non vuole apparire meramente come un consueto atto politico, volto solo ed esclusivamente a scuotere lo spirito amministrativo di ciascun componente di questo Consiglio, bensì, vuole andare a toccare quella tutela verso i giovani, i nostri figli, perché essa non sia solo un dovere morale, ma soprattutto un dovere che viene proiettato nel futuro, ove quei giovani si ritroveranno a mantener le redini del gioco; un gioco a volte che può esser cosparso da sconcertanti eventi, tante volte frutto dell’inesperienza, dell’immaturità, del mancato recepimento delle regole da rispettare per poter formare il buon vivere comune e quotidiano.

Ogni cittadino Italiano, ogni cittadino Sardo, ogni cittadino Sanvitese, ha il dovere d’impartire alle giovani leve i sani comportamenti da tenere in una società civile. Chi è investito di responsabilità verso il Popolo, come gli Amministratori Comunali, ha il duplice compito di porre in essere quanto anzidetto, in primis perché uomo, donna, padre, madre e 2 poi in ottemperanza al ruolo/carica che il cittadino gli ha permesso di ricoprire.

Nostro malgrado, nonostante vengano posti in essere sforzi di qualunque genere verso l’anzidetta fascia della popolazione, gli stessi non potranno mai colmare l’immane vuoto lasciato con la dipartita di una giovane vita, troppo presto spezzata, forse per un gioco, forse per un’imprudenza, forse per altre ragioni che non ci è dato conoscere.

2. Nell’odierno contesto socio-culturale, l’abuso di sostante alcooliche, e spesse volte anche psicotrope con il consumo di droghe, sia esse naturali che sintetiche, diviene un vezzo, che lascia ampio spazio all’interpretazione, da analizzare sotto vari aspetti.

Gli stessi, potrebbero così classificarsi:

a. Da studi afferenti la problematica, è emerso che i maggiori assuntori di alcool e droghe, risultano essere i giovani, che già in età adolescenziale, ne sono dediti al consumo, anche smodato, creando in alcuni casi, danni irreversibili all’organismo, con prevalenza sul sistema nervoso centrale dell’essere umano.

b. Nonostante le campagne propagandistiche, che cercano, purtroppo senza ottenere risultati soddisfacenti e proficui, di arginare e prevenire la problematica delle cd. tossicodipendenze (nella maggior parte dei casi, s’intende tossicodipendente, il soggetto che diviene completamente schiavo assuefatto di sostanze che il corpo umano richiede in maniera sempre più notevole. Spesso colui che ne è affetto, entra come si suol dire in crisi d’astinenza, e non riuscendo quindi a reperire facilmente quella che viene chiamata “la dose quotidiana”, pone spesso in essere anche reati contro la persona ed il patrimonio. Difatti, il tossicodipendente, vive solo ed esclusivamente per procurarsi l’alcool, lo stupefacente, con la cui somministrazione, egli diviene libero, completamente avulso dalla società che lo circonda, ndr.), lo sforzo di tutte le Autorità (FF.PP., SERD. (Servizio per le dipendenze, gestito dalle ASL. competenti per territorio), Scuola, Servizi Sociali, Autorità Istituzionali, sia esse Nazionali che Locali, Istituzioni Religiose), diviene l’unico punto di forza per poter fronteggiare una tale osmosi, per l’appunto divisa da una sottile membrana, che possiamo configurare come la psiche umana, fragile in tutti i frangenti della vita d’un uomo, d’una donna, che vive solo ed unicamente per procurarsi i veleni delle tossiche sostanze da cui dipende.

c.Tanto c’è da fare, ancora lungo è il cammino da percorrere per permeare la società con quello che dev’essere il rispetto per la vita, perché la vita, sin da giovani, può essere vissuta si con emozioni, con il brivido che ti fa gelare il sangue nelle vene, con la voglia di divertirsi, con la voglia di apparire come unici nel proprio genere (nel linguaggio giovanile, tale individuo, si definisce “fico”, “gaggio”, ndr.) ma sempre rapportandosi con quelli che sono i doveri verso la comunità; una comunità che ospita e che fa crescere, che dona vigore e temerarietà; tutto ciò per formare l’uomo, la donna del domani.

Dinanzi a cotanta problematica, che quotidianamente emerge sotto tutte le sue forme, occorre porre in essere una sinergia, una simbiosi, un connubio inscindibile tra le varie Istituzioni del territorio. Tutto ciò dev’esser proposto e attuato con nobili intenti e con ogni mezzo disponibile, senza spreco di energie e di risorse, attingendo a specifici fondi messi a disposizione dagli organi competenti, ponendo in essere una sorta di profilassi, quasi fosse un vaccino da somministrare al giovane individuo proiettato in un contesto sociale, come quello Sarrabese, Sanvitese, che non offre grandi opportunità sotto il profilo dello svago, del divertimento, quasi privo di strutture atte a valorizzare la dignità giovanile.

Tra l’altro, alquanto si è appreso per il tramite di fonti certe, alcune Amministrazioni Comunali Sarrabesi, hanno già posto in essere una sorta di seminari educativi, ove viene illustrato quanto citato nella presente premessa.

* * QUESITO * * *

Tutto quanto premesso, ed in considerazione delle problematiche ut supra esposte, con grazia e spirito di collaborazione, SI VOGLIA ESTERNARE IL PROPRIO PENSIERO, LA PROPRIA IDEOLOGIA, GLI INTERVENTI CHE SI RITIENE OPPORTUNO PORRE IN ESSERE, al solo fine di tutelare i giovani che vengono proiettati nel contesto sociale Sarrabese e Sanvitese, creando magari una cooperazione con le Amministrazioni Comunali limitrofe, nonché con l’Unione dei Comuni del Sarrabus. ************************************

I sottoscritti Consiglieri Comunali, relatori della presente interrogazione, ai sensi del richiamato disposto normativo in epigrafe menzionato, depositano la stessa, in data odierna presso l’Ufficio del Protocollo Generale in sede.

……….con preghiera di attenersi a quanto dettato dal comma 4 dell’art. 18 del Regolamento del Consiglio Comunale (alle interrogazioni il Sindaco o l’Assessore delegato competente per materia o, eventualmente, il Segretario Comunale o il Responsabile del Servizio interessato, su autorizzazione orale del Presidente, può dare la risposta orale, di norma ad inizio della stessa seduta, oppure scritta, entro 30 giorni dalla presentazione. Il proponente può richiedere che la risposta sia data nel corso del Consiglio Comunale; in tal caso il Sindaco provvede ad iscrivere la risposta all’interrogazione nel primo ordine del giorno utile del Consiglio*), rimarcandone la sua attuazione, la sua validità, nonché il suo pieno e rigoroso rispetto.

Info su La Redazione

Controlla Anche

Cagliari. Cave trekking tra le grotte di S. Elia

Cagliari. Cave trekking tra le grotte di S. Elia AmbienteSardegna organizza per sabato un’escursione tra …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Optimized with PageSpeed Ninja
Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com