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Comunicato de La Base: ” Bloccata la commercializzazione dei vitelli”

Stamane il consigliere regionale della Base Gaetano Ledda, ha depositato un’interrogazione urgente sui gravi problemi generati dai ritardi nella distribuzione della tubercolina nel comparto zootecnico isolano, in particolare nel settore bovino. E’, infatti, obbligo la profilassi sulla tubercolina per la movimentazione degli animali, col conseguente blocco e paralisi economica per il comparto bovino sardo conseguente alla mancata effettuazione dei test. Gli allevatori di bovini in Sardegna sono nuovamente, per l’ennesima volta, costretti a subire i gravi danni conseguenti alla mancata distribuzione delle dosi di tubercolina nei tempi previsti. In particolare si evidenzia la drammatica situazione nel territorio del Marghine e del Logudoro-Goceano. Come denunciato dalle associazioni di categoria, in Sardegna le dosi di tubercolina arrivano cronicamente in ritardo e in quantità assolutamente insufficienti alle esigenze delle aziende zootecniche isolane. Nel contesto di gravissima crisi che da anni attanaglia la regione, i danni derivanti dai ritardi negli adempimenti a carico del servizio veterinario regionale, producono effetti ancor più devastanti sia sotto il profilo delle perdite economiche sia perché comportano l’ulteriore incrinamento del rapporto con l’Amministrazione regionale della sanità animale che, sempre più, viene vissuta come fardello e ostacolo dal mondo agropastorale. Il blocco della movimentazione comporta, infatti, che devono essere tenuti in azienda anche i capi bovini già venduti, per i quali l’allevatore, anziché incassare i relativi corrispettivi, si trova a sostenere spese non previste e non prevedibili per l’alimentazione e la cura, in una stagione siccitosa in cui il costo del foraggio diventa insostenibile, nonché a sostenere il pagamento delle penali conseguenti al mancato rispetto degli obblighi contrattuali. Il cronicizzarsi e il reiterarsi dei ritardi nella profilassi veterinaria hanno già prodotto e continuano a produrre perdite nel settore zootecnico bovino sardo, in quanto i rapporti commerciali si fondano precipuamente sul rispetto delle modalità e certezza dei tempi di consegna, per cui incertezze e inadempimenti comportano inevitabilmente la perdita di importanti fette di mercato, portando gli acquirenti a rivolgersi a produttori di regioni in cui la burocrazia non incide così negativamente sulle dinamiche economiche e produttive. E’ palese, pertanto, l’inefficienza dell’Assessorato dell’igiene e sanità e dell’assistenza sociale nel gestire una pur semplice misura di prevenzione della tubercolosi bovina, che, peraltro, comporta un costo marginale pari a circa quarantamila euro, sta compromettendo seriamente un comparto fondamentale per l’economia zootecnica regionale.

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