La resilienza è il segreto per invecchiare bene: ce lo svela l’Università di Cagliari

Uno studio dell’Università di Cagliari, che ha coinvolto gli anziani della Zona Blu della Sardegna, ha cercato di scoprire il segreto per invecchiare con successo. Tutti i dettagli nell’articolo.

A partire dall’identificazione delle Zone Blu (cioè le aree geografiche nelle quali l’aspettativa di vita è nettamente superiore alla media mondiale) gli studiosi si sono adoperati per capire i motivi della longevità degli abitanti di Okinawa (Giappone), Icaria (Grecia), Loma Linda (California), Nicoya (Costa Rica) e Sardegna (Italia).

resilienza

Per quanto riguarda la Sardegna, in particolare, la regione dell’Ogliastra – che conta il più alto numero di centenari – è stata oggetto di uno studio esplorativo dell’Università di Cagliari, il cui obiettivo era quello di valutare il ruolo della resilienza (la capacità di affrontare e superare le situazioni difficili) nel modo in cui si invecchia in questa zona.

Gli Ogliastrini, infatti, si distinguono per il fatto di arrivare in tarda età in ottimo stato di salute, sia fisica sia mentale, e studiarli potrebbe svelare il segreto del successful aging o invecchiamento di successo. Approfondiamo la questione!

La ricerca sulla resilienza negli anziani Ogliastrini

Allo studio hanno preso parte – senza ricevere alcun compenso – 152 partecipanti dai 64 ai 96 anni provenienti da Talana e Urzulei, che hanno svolto dei test di autovalutazione riguardanti la salute fisica e il benessere psicologico, oltre ai fattori che possono influenzare la resilienza nella terza età, come la personalità, l’umore e le relazioni.

Gli anziani erano nati e residenti nei paesi succitati; discendevano da famiglie residenti nella zona blu da almeno due generazioni; alloggiavano in abitazioni private e non all’interno degli istituti; avevano le funzioni cognitive (memoria, attenzione, orientamento, capacità di calcolo) intatte o lievemente in declino.

Ciò era necessario affinché i partecipanti fossero esposti alle stesse condizioni socioculturali e per non compromettere la validità delle misure di salute e benessere autopercepiti, per via di funzioni cognitive degenerate o della residenza in istituto.

Ma cosa è emerso dalla ricerca?

Dalle analisi dei dati raccolti, è emerso che esiste una correlazione positiva tra la resilienza e lo stato di salute e benessere autopercepiti. Tradotto in parole povere, questo significa che più si è in grado di fronteggiare e superare le avversità – grazie a un tratto di personalità resiliente e a relazioni, sia amicali sia familiari, soddisfacenti – e maggiore sarà la sensazione di star bene a livello psicofisico.

Tutto ciò nonostante questi anziani provenissero da una zona con uno status socioeconomico basso, che la ricerca annovera tra le cause compromettenti la salute e il benessere mentali, che innalzano la mortalità.

I ricercatori, inoltre, hanno osservato che i maschi erano più resilienti rispetto alle femmine – fatto che giustificherebbe il maggior numero di centenari maschi in questa zona – probabilmente a causa di fattori genetici legati al sesso e dell’ambiente culturale in cui sono cresciuti i partecipanti, che favorirebbe lo sviluppo della resilienza nei maschi.

Lo studio, dunque, fornisce alcune preziose informazioni sulla complessa e affascinante questione della longevità nella Zona Blu della Sardegna, che speriamo possano essere fonti di ispirazione, per interessanti e future ricerche.

Jessica Zanza

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