Aste giudiziarie al Tribunale di Tempio Pausania: alcuni giudici sapevano e hanno taciuto?

Al centro dell’inchiesta della Magistratura romana alcuni Magistrati che operano e hanno operato nel Tribunale gallurese.

Lo scandalo che ha coinvolto e sta coinvolgendo i giudici del Tribunale di Tempio Pausania, in ultimo l’ex Presidente del Tribunale di Tempio Pausania Dott.ssa Gemma Cucca, fa tremare alcuni palazzi di giustizia dell’isola in particolare quelli di Sassari, Nuoro, Oristano in quanto già nel lontano 2012 alcuni magistrati degli uffici giudiziari competenti erano stati ben informati del Modus Operandi della società “3F SNC” con sede legale a Tempio e facente capo ai fratelli tempiesi  di Fresi Giovanni Maria Lorenzo .

La “3F SNC” non poteva avere alcun incarico giudiziario malgrado per ben 20 anni abbia svolto e ottenuto la concessione alla gestione dell’istituto vendite giudiziarie dei tribunali di Sassari, Tempio, Oristano e Nuoro. Insomma, qualcuno ha protetto i fratelli Fresi, attuali gestori dell’istituto vendite Giudiziarie?

Da un’appurata informativa emerge che la predetta società non aveva i requisiti oggettivi per gestire le vendite giudiziarie. Risulterebbe, infatti, che l’oggetto sociale della “3F SNC” non riportava la gestione di incarichi giudiziari, bensì ha in oggetto sociale il trasporto su gomma e rivendita di materiali edili,  un valido motivo perché non potesse essere neppure selezionata per partecipare al bando ministeriale per ottenere la concessione a svolgere alcun incarico giudiziario come Istituto Vendite Giudiziarie.

advertisement

La “3F SNC”, nello svolgimento delle proprie funzioni come ausiliare del Giudice delle esecuzioni, aveva il delicato compito di informare il giudice degli eccessi di ribasso in asta giudiziaria, ma pare, stando all’inchiesta giudiziaria in corso, che il tutto fosse puntualmente omesso, circostanza che potrebbe avere agevolato alcune delle persone coinvolte nell’inchiesta.

Le informative protocollate sono ben circostanziate e riportano le seguenti date temporali:

” 6 maggio 2011 al Presidente Dott. Francesco Mazzaroppi prot.2011.4.26;

” 23 febbraio 2012 e 2 marzo 2012 al Dott. Francesco Mazzaroppi;

” 28 febbraio 2012 al presidente della Corte di appello di Cagliari;

” 23 ottobre 2012 alla DDA di Cagliari allora coordinata dal capo Dott. Mura;

” 28 febbraio 2012 al Ministero della Giustizia con protocollo HS f325/0IT018036 nella persona della Dott.ssa Filomena Albano;

” 2 marzo 2012 alla procura della Repubblica di Sassari cancelleria Penale;

” 8 maggio 2012 Prot. 524/2012 al Dott. Francesco Mazzaroppi allora presidente della sezione distaccata della corte di appello di Sassari;

” 6 giugno 2012 al Tribunale di Sassari;

” 7 giugno 2012 protocollo 573/2012 tribunale di Tempio Pausania direttamente indirizzato alla Presidente Dott. Gemma Cucca;

” 5 novembre 2012 al Tribunale di Sassari;

” 11 ottobre 2013 procura della repubblica Tempio Pausania.

I magistrati tempiesi come il Dott. Francesco Mazzaroppi, per anni presidente del Tribunale di Tempio Pausania e successivamente Presidente della sezione distaccata della Corte di Appello di Sassari, erano a conoscenza dei fatti di rilevanza penale mediante atti protocollati che facevano emergere il “modus operandi” del sistema poco chiaro su alcune procedure esecutive in asta giudiziaria, ma, secondo le indagini in corso, sistematicamente ignorate.

Solo la Procura della Repubblica di Sassari ha cercato di arginare quel sistema poco trasparente, traendo in arresto un dipendente della “3f SNC”, Mirko Mantellini, e alcuni soci in affari. Ciò nonostante, la concessione per la gestione dell’IVG risulta ancora in capo ai fratelli Fresi, malgrado dovesse essere revocata come da regolamento ministeriale del direttore generale del dipartimento ufficio secondo del ministero della giustizia.

Naturalmente gli inquirenti romani, coordinati dal Procuratore aggiunto Paolo Ielo, stanno cercando di chiudere il cerchio su questa scottante inchiesta, che, tra gli altri, vede coinvolto anche un noto commercialista ex consulente di Meridiana Spa, pare molto noto negli ambienti della massoneria olbiese. Insomma, il terremoto giudiziario relativo al Tribunale di Tempio sta destando tanto clamore a più livelli non solo nell’isola. Un terremoto che, finora, ha scosso non poco anche l’opinione pubblica gallurese. Resta il fatto che non a caso il procuratore aggiunto di Roma, Paolo Ielo, e il sostituto Stefano Fava, hanno iscritto nel registro degli indagati anche gli altri tre magistrati (Chiara Mazzaroppi, Andrea Schirra e Alessandro Di Giacomo, quest’ultimo sospeso dalle sue funzioni per 12 mesi). Il Gip Giulia Proto, tra l’altro, non fa trasparire alcun dubbio sulla eventuale omissione e mancata trasparenza dell’operato dei giudici tempiesi che, al momento, risultano indagati nella vicenda.

La dottoressa Gemma Cucca, sorella del senatore PD Cucca, si difende tramite il suo avvocato Agostinangelo Marras dichiarando di avere agito nel rispetto della trasparenza. In proposito, però, c’è da tener conto che tali dichiarazioni contrastano con gli atti protocollati, secondo i quali la Dott.ssa Cucca e il suo collega, il giudice Alessandro Di Giacomo, oltre alla cancelliera Dott.ssa Burciolu erano ben informati di tutte le magagne in capo a Mazzaroppi, ma incredibilmente gli stessi giudici informarono dell’informativa dell’eventuale reato in capo agli stessi amministratori dell’istituto vendite giudiziario di Tempio Pausania. Il tutto è certificato nella denuncia-querela depositata dal Titolare della 3Fsnc alla Procura della Repubblica di Tempio Pausania. In tale atto di denuncia fresi dichiara che è stato informato dai giudici e dalla cancelliera di determinati atti protocollati alla loro cancelleria attestando cosi di essere a conoscenza un’eventuale indagine interna contro la sua stessa società.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here