Le medie imprese italiane più produttive di quelle estere


Dopo il rimbalzo del fatturato nel 2021 e le prospettive di crescita anche per il 2022, le medie imprese manifatturiere italiane affrontano le incertezze della congiuntura forti di una storia che le ha viste fare meglio del resto dell’economia proprio nei momenti più turbolenti. Dal 1996 hanno infatti maturato rispetto al Pil un vantaggio del 34,1%, la maggior parte del quale sviluppato dal 2009. È quanto emerge dal ventunesimo rapporto sulle medie imprese italiane promosso da Unioncamere, Area Studi Mediobanca e Centro Studi Tagliacarne.
Le medie imprese sono cresciute in tutti i settori, e anche nella tassazione sono quelle che pagano maggiormente rispetto alle grandi, 650 milioni di euro pagati in più ogni anno.
Secondo lo studio, la produttività delle medie imprese italiane è superiore del 21,5% a quella delle omologhe tedesche e francesi, un risultato rilevante se si pensa che la manifattura di casa nostra nella sua interezza accusa invece un ritardo del 17,9% rispetto agli stessi Paesi. Non è un caso che questo genere di aziende abbiano attratto l’attenzione degli stranieri: oggi l’Italia ne avrebbe 210 in più se queste non fossero passate nell’ultimo decennio sotto il controllo di azionisti esteri, un quarto dei quali proprio tedeschi e francesi.
gsl