ArcheoClub: alluvioni Catania, serve Piano di cura patrimonio italiano

ArcheoClub d'Italia - sito protostorico a Noto

Il Presidente Nazionale ArcheoClub D’Italia, Rosario Santanastasio, commenta la terribile devastazione della città di Catania in seguito alle piogge torrenziali degli ultimi giorni:

“L’Italia ha bisogno di un Piano di Sviluppo

basato sullo studio dei cambiamenti climatici

tenendo conto anche del Patrimonio Culturale del Paese.

 

“Il 18,6% dei beni culturali italiani- continua Santanastasio-  è in aree a rischio frane, mentre il 6% è in aree a pericolosità idraulica elevata, il 15,3% in aree a pericolosità idraulica media e il 19,4% nello scenario di pericolosità bassa. E’ chiaro che con l’aumento di eventi estremi, nel tempo, queste percentuali possano anche eventualmente cambiare e speriamo di no”.

Bisogna ragionare su un Piano di Sviluppo del Paese che sia basato sulla capacità di adeguarsi e di conseguenza pianificare un futuro sostenibile a tutela del Patrimonio Culturale dell’Italia. E’ necessario farlo  in ottica PNRR.

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Ad esempio Archeoclub d’Italia, grazie ad alcune convenzioni firmate con gli enti preposti, sta mettendo a disposizione le proprie competenze, sviluppando progetti ed iniziative di comune interesse, predisponendo un programma informativo e formativo, attraverso l’organizzazione congiunta di workshop e seminari sui temi della tutela del patrimonio ambientale e culturale. Dunque stiamo creando un link tra istituzioni, ricerca, esperti, cittadino per sviluppare progetti che siano in grado di pianificare uno sviluppo sostenibile in quei territori dove insistono patrimoni culturali di particolare pregio. E per patrimonio culturale oramai intendiamo, noi di Archeoclub d’Italia, anche il patrimonio ambientale e naturalistico.

Archeoclub d’Italia aps opera con l’obiettivo specifico di garantire la conservazione e la valorizzazione del patrimonio archeologico, storico – artistico, architettonico e ambientale presente sul territorio italiano, richiamando i cittadini alla responsabilità e al dovere di collaborare con le istituzioni, e mettendo a disposizione delle comunità locali e degli studiosi, professionalità e competenze diverse”.