Report: “La Rivoluzione del Filo Rosso”

«Creata una connessione speciale con l'esterno e fra gli artisti». Mostra diffusa realizzata fra balconi, case e giardini da 65 artisti sardi.

La rivoluzione del filo rosso

La Rivoluzione del filo rosso: cosa è?

La Rivoluzione del filo rosso è una manifestazione pacifica.

È un modo di reagire al lockdown che vuole creare una connessione con l’esterno. Ed è una modalità alternativa di allestire una mostra a cielo aperto della durata di 48 ore con opere realizzate ad hoc o parte della produzione degli artisti che si cimentano in nuove sperimentazioni o portano avanti la loro ricerca.

Al progetto – codificato e diffuso grazie all’impegno e all’entusiasmo dell’Associazione tutta al femminile “Il filo rosso” – hanno aderito 65 artisti sardi.

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Gli obiettivi della mostra

L’intento è stato raggiunto: la “Rivoluzione del filo rosso” (#larivoluzionedelfilorosso) ha effettivamente creato una connessione con l’esterno attivata proprio grazie alle opere esposte e alimentata dal creativo e costruttivo legame tra gli artisti che, nella due giorni di fine aprile dedicata a questo esperimento diffuso di mostra all’aperto, hanno interagito tra loro in maniera empatica ma virtuale e condiviso sui canali social le foto dei lavori realizzati.

La rivoluzione del filo rosso

Gli artisti sardi erano stati invitati a esporre utilizzando come location gli spazi delle case in cui trascorrevano la quarantena. Terrazzi e giardini in forma di “cornici” pronte ad ospitare le opere, da ammirare virtualmente sulla pagina evento creata su Facebook o dal vivo sollevando lo sguardo verso un balcone e rivolgendolo all’interno di un giardino.

Dalla Sardegna a Milano, Bologna, Roma e Varese, alla Svizzera, a Londra e alla Spagna. Arte declinata ad arte fra installazioni, dipinti, sculture, illustrazioni, fotografie, fiber art e poesia. Grandi e bambini, fra cui Michele Lapolla (5 anni) e Matilde Loriga (10 anni).

La rivoluzione del filo rosso

«L’associazione il Filo Rosso rivolge il suo ringraziamento più sentito e convinto a tutti coloro che hanno reso possibile la realizzazione dell’evento in unione con i suoi principi e valori. In primis a Stefania Spanu e Antonella Muresu, grazie alle quali è venuta a crearsi tale sinergia di intenti volti all’interazione e alla riscoperta del valore artistico».

I partecipanti

Hanno partecipato:

  • Luciana Aironi, Pietrina Atzori, Blanka Meccanica, Antonella Canu, Antonio Canu;
  • Angela Carta, Paola Cassano, Battistina Casula, Federica Ciotti, Cenzo Cocca;
  • Nietta Codemi De Felice, Alessandra Desole, Giuseppe Disi, Roberta Filippelli;
  • Delia Fiori, Mario Fois, Rita Gadau, Nilla idili, Daniela Innocenzi, Luigi Lai;
  • Michele Lapolla, Lobino, Matilde Loriga, Andrea marongiu, Emanuela Masala;
  • Nadia Mazzei, Max Mazzoli, Maria Grazia Medda, Dante Montisci;
  • Mauro Morittu, Antonella Mulas, Antonella Muresu, Vitoria Nieddu, Sabrina Oppo;
  • Cristina Papanikas, Maria Rosa Perra, Bruno Petretto, Giovanni Pisanu, Valentina Pisu;
  • Cinzia Porcheddu, Giuliana Rais, Francesca Randi, Massimiliano Rausa, Rita&Rita;
  • Stefania Rossi, Laura Saddi, Gabriele Sanna, Joana Sanna, Luca Sanna, Silvia Sechi;
  • Monica Serra, Daniela Siddi, Valerio Simula, Francesca Simula, Giovanni Soletta;
  • Stefania Spanu, Rosaria Strafalaci, Clelia Sussarellu e Romina Tanka.

la rivoluzione del filo rosso