Tanti appuntamenti tra Jerzu e Ulassai per il XXIII Festival dei Tacchi

Tanti appuntamenti tra Jerzu
GIUSEPPE CEDERNA

Tanti appuntamenti tra Jerzu e Ulassai per il XXIII Festival dei Tacchi

Tanti appuntamenti tra Jerzu per la XXIII edizione del Festival dei Tacchi, la manifestazione teatrale che ha luogo in Ogliastra tra i comuni di Jerzu e Ulassai, per l’organizzazione della compagnia cagliaritana del Cada Die Teatro.

Si comincia alle 11 alla Biblioteca comunale di Jerzu, con l’incontro teatrale in forma di studio di Alessandro Mascia “Storie Meticce” (prenotazione al 3282553721 – replica anche martedì 9 alla stessa ora e nello stesso luogo). Lo spettacolo ha tratto iniziale ispirazione nella rilettura del libro di Francesca Caminoli “Perché non mi dai un bacio”, incentrato sulla storia di Zelinda Roccia e dell’Associazione Los Quinchos. Un primo passo molto personale e taumaturgico, per confrontarsi e condividere «ciò che ancora non siamo riusciti a fare, trovare la forza di non arrenderci e continuare a credere che delle volte basta poco, una parola, un piccolo gesto, un semplice sogno, un casuale incontro, gli occhi di una bambina, che non siamo soli e che ci dobbiamo perdonare nella condivisione» spiega Mascia.

Alle 17.30, alla Cantina Antichi Poderi di Jerzu, Marcelo Sola del Teatro Telaio di Brescia racconta Kon-Tiki. Un viaggio in mare aperto”. Kon-Tiki è il nome della zattera costruita nella primavera del ’47 dall’esploratore norvegese Thor Heyerdahl, che partì dal Perù per raggiungere via mare le isole della Polinesia Francese. Senza remi, senza motore, sfruttando solo la corrente marina, i venti alisei e la buona sorte: 101 giorni in mare aperto assieme a un pappagallo.

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Alle 19 torna sul palcoscenico ai piedi dei grandi silos di cannonau, Giuseppe Cederna con “Odissea, un racconto mediterraneo”, produzione del Teatro Popolare Ligure per la regia di Sergio Maifredi. L’attore romano legge e racconta il viaggio di Odisseo, un migrante mediterraneo sulla via del ritorno. Una riflessione sull’accoglienza antica dello straniero e la dichiarazione d’amore più bella del mondo.

Alle 21.30, sempre alla Cantina, l’attrice, ricercatrice, autrice, Premio della Critica 2005, Premio Cassino Off 2017 e Premio Hystrio 2017 per la drammaturgia, tra le maggiori esponenti del teatro d’indagine Giuliana Musso, fa un regalo agli spettatori del Festival portando in scena, per la prima volta nell’Isola, “Dentro”. Lo spettacolo, che sostituisce l’appuntamento con Paolo Rossi, «è la messa in scena del mio incontro con una donna e con la sua storia segreta – spiega Musso -. È la storia di una verità chiusa dentro ai corpi e che lotta per uscire allo scoperto. Un’esperienza difficile da ascoltare. Una madre che scopre la peggiore delle verità. Una figlia che odia la madre. Un padre innocente fino a prova contraria. E una platea di terapeuti, consulenti, educatori, medici, assistenti sociali, avvocati che non vogliono sapere la verità». Sul palco, assieme all’artista veneta, ci sarà Maria Ariis, attrice formatasi alla “Paolo Grassi” di Milano e perfezionatasi alla Guildhall School of Music and Drama di Londra.

IMMERSI NEL FESTIVAL”

Tornano anche gli appuntamenti di Immersi nel Festival, il programma parallelo che offre l’opportunità di stare a contatto con la natura e con gli abitanti del territorio.

Dalle 9 alle 13 si potrà partecipare al corso di tessitura organizzato dalla cooperativa Tessile Su Marmuri di Ulassai: in questo laboratorio si potrà osservare da vicino e toccare con mano il lavoro della tessitura, scoprendo i segreti dei telai e delle fibre naturali ma soprattutto della magia che trasforma i fili in piccole opere d’arte. È anche prevista una visita guidata all’interno dell’azienda dell’azienda (0782/79076).

Dalle 9.30 alle 10.30, domani e martedì, nel cortile della chiesa di Sant’Antioco a Ulassai, Sofie Van Looy di Nannai Climbing Home, offrirà due sessioni di yoga. (whatsapp 0032489895419).

 

LO SPETTACOLO “DENTRO”

Drammaturgia e regia Giuliana Musso
Con Giuliana Musso e Maria Ariis
Musiche originali Giovanna Pezzetta
Consulenza musicale e arrangiamenti Leo Virgili
Scene Francesco Fassone
Assistenza e direzione tecnica Claudio Parrino
Produzione La Corte Ospitale
Coproduzione Operaestate Festival Veneto 

Spettacolo ideato per La Biennale Teatro ATTO IV NASCONDI(NO).

Il segreto ha un contenuto preciso e un fine positivo: protegge qualcosa o qualcuno. Il segreto silenzia una verità che potrebbe danneggiare degli innocenti. Anche la censura ha un contenuto preciso ma il suo fine è contrario a quello del segreto: danneggia gli innocenti, protegge vili interessi. Il tabù invece, per noi, oggi, è il puro terrore di sapere, quindi il suo contenuto rimane ambiguo e indeterminato.  
In tutte le vicende di abuso sui minori che io ho conosciuto per voce delle vittime nessun colpevole è mai stato condannato. La violenza sessuale è un segreto che permane tutta una vita dentro alle case, dentro agli studi dei medici, degli psicoterapeuti o degli avvocati, in quelle dimensioni private in cui le vittime possono restare confinate senza venire riconosciute. I fini compassionevoli del segreto quasi sempre si fondono con quelli vergognosi della censura e con quelli inconsci del tabù.
L’esistenza stessa delle vittime, con la loro rabbia inavvicinabile o con il loro inconsolabile dolore, ci turba fino alle radici e così, pur di non maneggiare l’odio dei padri, deploriamo quello dei figli.
Storia antica quanto il patriarcato: narrazioni che sono strategie di rimozione e occultamento, prime tra tutte la normalizzazione stessa dell’abuso e la colpevolizzazione della vittima.
Persino le storie fondanti della civiltà occidentale sono tutte storie di traumi, eppure, mentre conosciamo tutto di Edipo, di Laio invece, il padre assassino, sappiamo ben poco.
Da sempre, pur di salvare l’ordine dei padri, costruiamo impalcature concettuali che fanno perdere consistenza alla realtà dei traumi e alla voce dell’esperienza. E se la nostra esperienza di violenza non può essere riconosciuta allora viene minata alla radice la nostra dimensione ontologica, noi stessi forse smettiamo di esistere.

 

DENTRO” non è teatro d’indagine, è l’indagine stessa, quando è ancora nella vita, la mia stessa vita. Non è un lavoro sulla violenza ma sull’occultamento della violenza. È un piccolo omaggio teatrale alla verità dei figli.

Il Festival è sostenuto da Comune di Jerzu, Comune di Ulassai, Cantina Antichi Poderi, Fondazione di Sardegna, Regione Autonoma della Sardegna e Ministero della Cultura.