Incendi d’Italia, intervento geologi

Adele Garzarella (geologo Abruzzo, Pres. SIGEA Abruzzo) : “Colpiti irrimediabilmente ecosistemi di inestimabile e irripetibile valore ambientale ed ecologico”

 

Antonello Fiore (geologo – Pres. Naz. Sigea) : “Sull’Alta Murgia è stato distrutto dalle fiamme il Bosco Difesa Grande di Gravina in Puglia, area a valenza naturalistica riconosciuta come sito di interesse comunitario della rete Natura 2000 e dal 2015 anche zona speciale di conservazione”.

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“Gli incendi che hanno colpito e tuttora interessano diverse aree della regione Abruzzo, oltre a mettere a rischio l’incolumità delle persone, e aver distrutto beni come case, stabilimenti, aziende, aree coltivate, hanno colpito irrimediabilmente (per il lungo tempo che sarà necessario ad un recupero solo parziale) ecosistemi di inestimabile e irripetibile valore ambientale ed ecologico, come la Riserva Naturale Punta dell’Acquabella di Ortona (Ch), che proprio recentemente era stata oggetto di interventi migliorativi per la fruibilità dei visitatori. Luoghi, alcuni, non a caso riconosciuti e tutelati come oasi o riserve naturali di interesse non solo regionale, non solo nazionale, ma anche comunitario. Alcuni, come la Pineta Dannunziana di Pescara, sono anche identitari ed espressione di paesaggio urbano, storico e antropologico. Quanto accaduto deve far riflettere e soprattutto promuovere azioni mirate e ragionate di prevenzione e conservazione dell’ambiente, perché non si ripeta mai più di vedere tali scene di distruzione, considerata l’irripetibilità di un così importante bene comune, che rischiamo di non lasciare in eredità ai nostri figli”. Lo ha affermato Adele Garzarella, geologa, Presidente della Sezione Abruzzo della Società Italiana di Geologia Ambientale (SIGEA).

 

“Gli ultimi incendi in Abruzzo, Puglia, Sicilia e Sardegna, confermano quello che stiamo registrando negli ultimi anni con un cambiamento del regime degli incendi che richiede un cambio di strategie nel governo di questi fenomeni e nel governo del territorio.

Sull’Alta Murgia è stato distrutto dalle fiamme il Bosco Difesa Grande di Gravina in Puglia, area a valenza naturalistica riconosciuta come sito di interesse comunitario della rete Natura 2000 e dal 2015 anche zona speciale di conservazione.

 

La distruzione alla quale assistiamo non riguarda solo le specie vegetali – ha affermato il geologo Antonello Fiore, Presidente Nazionale della SIGEA –  ma l’intero ecosistema che caratterizza le aree percorse dal fuoco. Sappiamo che con gli anni la vegetazione colpita dal fuoco si riprenderà, mentre i danni diretti all’ecosistema sono irreparabili, come pure i danni indiretti sulla stabilità dei versanti con possibile innesco a breve e a lungo termine di frane e il verificarsi di eventi alluvionali. Oggi gli incendi e i mesocicloni dalle caratteristiche simili a quelli tropicali si alternano nella stessa stagione con effetti devastanti prima e dopo, conseguenza questa indiretta della crisi climatica.

Da non trascurare, a causa della perdita di vegetazione, l’aumento delle acque che scorrono in superficie che oltre a causare alluvioni riduce sensibilmente l’acqua d’infiltrazione nel sottosuolo, acqua che alimenta le riserve sotterranee, preziosi serbatoi idrici naturali da garantire e tutelare in particolar modo nei momenti di siccità.

In altre circostanze abbiamo fatto riferimento all’ultimo rapporto nazionale disponibile sullo stato delle foreste e del settore forestale – RaF Italia 2017-2018 (Fonte MIPAAFT 2019). Nel rapporto si legge che dal 1980 al 2017 le superfici interessate dal fuoco sono state 4.061.988 ettari, pari a 5.689.058 campi da calcio, con una media di 106.894 ettari/annua; Roma si estende per circa 128.700 ettari. Nell’area mediterranea peggio dell’Italia solo la Spagna con 6.179.279 ettari andati in fiamme e il Portogallo con 4.512.336 ettari. I dati disponibili ci dicono che nonostante l’ultimo decennio abbia visto una diminuzione della superficie forestale percorsa dalle fiamme, eventi estremi che favoriscono l’innesco del fuoco si presentano con sempre maggiore frequenza e intensità come ad esempio nelle annate del 1993, 2007 e 2017, anno in cui sono stati circa 8.000 incendi e sono bruciati oltre 160.000 ettari tra superficie boscata e non boscata. Dai dati raccolti dall’European forest fire information system (Effis) si evince che in Italia nel 2019 è stata interessata dal fuoco una superficie di 20.395 ettari”.