XXXVIII Festival La Notte dei Poeti. 19>30 agosto 2020

XXXVII Festival La Notte dei Poeti

Si alza il sipario sulla XXXVIII edizione del Festival La Notte dei Poeti organizzato dal CeDAC/ Circuito Multidisciplinare dello Spettacolo in Sardegna con il patrocinio e il sostegno del Comune di Pula,

della Regione Sardegna e del MiBACT e con il contributo della Fondazione di Sardegna – in programma dal 19 al 30 agosto nell’area archeologica di Nora:

dieci i titoli in cartellone tra ironici e sorprendenti monologhi, dialoghi di dèi ed eroi, moderni riti e avventurosi racconti marini,

diari di bordo e fantasticherie su delitti veri o immaginati, conflitti interiori e pagine di storia, incastonati in un duplice appuntamento in musica – tra jazz e canzoni d’autore.

Tra i protagonisti Lella Costa, nel ruolo di Santippe ne “La vedova Socrate”, irresistibile monologo di Franca Valeri, per un omaggio all’attrice milanese, icona della commedia e del cinema italiano (recentemente scomparsa);

Donatella Finocchiaro con un “giallo” metafisico di Andrea Camilleri, “Il Commissario Collura va in crociera”,

tra le incursioni musicali di Andrea Gattico e Isabella Ragonese per un affresco del Belpaese attraverso parole e visioni d’autore dedicate alle “Spiagge”,

accanto a Francesco Montanari (il “Libanese” di “Romanzo criminale”, Premio Flaiano per “Il cacciatore”), voce narrante di un avvincente e crudele “Processo a Shylock”.

Enrico Bonavera – allievo di Ferruccio Soleri, all’attivo una collaborazione con l’Odin Teatret di Eugenio Barba e un’intensa carriera d’attore –

interpreta insieme con Barbara Usai “Arlecchin dell’onda” per un approdo nel sud dell’Isola dei Teatridimare di çàjka.

L’eclettico attore e cantante Maurizio Rippa (già diretto da artisti come Carmelo Bene, Cristina Pezzoli,

Walter Le Moli, Roberto De Simone, Elijah Moshinsky e Antonio Latella) proporrà i suoi “Piccoli Funerali”

tra ritratti e canzoni sulle note della chitarra di Amedeo Monda mentre Massimiliano Civica e I Sacchi di Sabbia metteranno in scena i “Dialoghi degli dei” di Luciano di Samosata con la loro cifra irriverente e straniante,

svelando fragilità e umanissime debolezze dei potenti abitanti dell’Olimpo.

Ritorna a Nora Rossella Dassu con una riscrittura del suo “Tracce nella città sommersa” per un excursus tra archeologia e storia, memoria e mito.

Travolgente ouverture sulle note del quintetto Cuban Jazz & Blues per un percorso tra sonorità caraibiche e note improvvisate e chiuderà in bellezza il XXXVIII Festival La Notte dei Poeti la cantante spagnola Silvia Pérez Cruz

(Premio Goya nel 2017 con “Ai,ai,ai cerca de tu casa”), che ha duettato con Tosca nella scorsa edizione del Festival di Sanremo,

per un’antologia dei suoi pezzi più significativi in un coinvolgente e spettacolare “Solo Show”.

IL CARTELLONE
Il fascino della musica improvvisata – mercoledì 19 agosto alle 20 – con i ritmi travolgenti del Cuban Jazz & Blues – ensemble a organico variabile che schiera Paolo Iurich (pianoforte e arrangiamenti),

Juan Carlos Albelo Zamora (violino, tromba, armonica cromatica e voce), Tiberio Ripa (basso e voce), Valter Paiola (congas, voce e trombone) e Yoandy Armenteros (timbales e voce) per un viaggio sul filo delle note e delle emozioni.

Sul palco cinque artisti di grande esperienza, amanti delle Blue Notes e raffinati conoscitori e interpreti della musica cubana nelle sue differenti declinazioni,

dalla ricca tradizione di melodie e ritmi alle sue espressioni novecentesche e contemporanee, alle contaminazioni e interazioni con altri generi e stili – a partire dal jazz.

Un ampio repertorio – che spazia dal mambo alla rumba, dal bolero al latin jazz, passando per la riproposizione di brani della musica pop internazionale rivisitati in chiave “latin” per il concerto en plein air

che darà il la alla “Notte dei Poeti” e metterà in risalto il talento e la «versatilità dei componenti del quintetto,

che suonano insieme da anni e che, singolarmente, si sono esibiti con orchestre salsa di New York e Cuba,

gruppi jazz e hanno accompagnato le icone della musica leggera del panorama nazionale ed internazionale».

Ironia in scena – giovedì 20 agosto alle 20 – con “La vedova Socrate” di Franca Valeri, nell’interpretazione di Lella Costa, con la regia di Stefania Bonfadelli:

il monologo, liberamente tratto da “La morte di Socrate” di Friedrich Dürrenmatt (per gentile concessione di Diogenes Verlag AG) e nato da un’idea di Giuseppe Patroni Griffi,

regala un inedito ritratto del grande filosofo dal punto di vista di Santippe.

«Mi incuriosiva l’idea di sfatare questa leggenda che Santippe fosse solo una specie di bisbetica – racconta Franca Valeri -.

«Io ne faccio una moglie come tante, con una vita quotidiana piena di alti e bassi, una donna intelligente che del marito vede anche tanti difetti».

Tra la querelle per i “diritti d’autore” usurpati da Platone e l’idea di cimentarsi a sua volta con un Dialogo, ma al femminile,

dal racconto della vedova emerge un ritratto non troppo lusinghiero ma umanissimo del filosofo e dei suoi amici e allievi; in fondo, per Santippe:

«Non serve indagare sulla vera natura del proprio uomo, basta accettarlo così com’è da vivo e da morto;

d’altronde, la morte di un marito è un così grande dolore che nessuna donna ci rinuncerebbe».

Tra ironia e mito con i “Dialoghi degli dei”, uno spettacolo de I Sacchi di Sabbia e Massimiliano Civica, dall’opera omonima di Luciano di Samosata – in cartellone venerdì 21 agosto alle 20 –

per una divertente parodia, sulla falsariga dell’originale, delle imprese ma soprattutto dei difetti degli abitanti dell’Olimpo.

«Questi Dialoghi scritti nel II secolo dopo Cristo si presentano come una raccolta di pettegolezzi e maliziose insinuazioni su vizi e trasgressioni delle divinità –

si legge nelle note – come gli scontri “familiari” tra Zeus e Era, le continue lagnanze per le malefatte di Eros, i pettegolezzi tra Dioniso, Ermes ed Apollo».

Nella versione dei I Sacchi di Sabbia, nata dall’incontro tra una delle compagnie più interessanti della scena contemporanea e il regista Massimiliano Civica,

«gli Dei sono atterrati in una classe di un ginnasio, diventando oggetto concreto delle spietate interrogazioni con cui un’austera insegnante tormenta due suoi allievi.

Seduti ai loro banchi di scuola e con i calzoni corti, due maturi studenti,

interrogati su tresche e malefatte degli immortali sperimentano sulla propria pelle le ingiustizie della scuola, preludio alle future ingiustizie della vita».

Un rito teatrale tra musica e poesia – sabato 22 agosto alle 20 – con i “Piccoli Funerali” di e con Maurizio Rippa:

un atto d’amore, un ultimo addio tra la malinconia del rimpianto e l’emozione del ricordo per una partitura fatta di parole e musica,

dove la voce dell’attore e cantante dialoga con la chitarra di Amedeo Monda per costruire i piccoli (auto)ritratti di personaggi reali e inventati.

Un’antologia di storie, una galleria di volti, per riannodare il filo del destino o forse meglio per provare a lasciar andare coloro che sono stati verso il loro ultimo viaggio,

con un piccolo dono, una dedica personale, simbolo d’amicizia per offrire o offrirsi una catarsi, lenire il dolore e curare una ferita.

«Questo è un lavoro su due sentimenti, uno d’amore, l’altro di odio – spiega Maurizio Rippa – Quello che amo: la passione e l’amore per il teatro sono arrivati subito.

Provare mi piaceva da impazzire, ma esibirmi in pubblico mi provocava ansia e non poco spavento.

Non ho mai smesso di “fare” teatro, ma ho escogitato un metodo per eliminare la paura: dedicare quello che faccio a qualcuno. Amo dedicare! – Quello che odio: Odio i funerali».

Il fascino della “commedia dell’arte” domenica 23 agosto alle 20 con “Arlecchin dell’onda” di e con Enrico Bonavera,

autore e interprete insieme con Barbara Usai di un inedito “canovaccio” sulle (dis)avventure della celebre maschera,

con l’intento di «creare nuovi lazzi e monologhi, più attinenti al nostro mondo contemporaneo».

La pièce ispirata alle Fiabe Teatrali di Carlo Gozzi, che soleva trasferire in Africa o in un misterioso Oriente i vari Pantalone o Brighella per immergerli in atmosfere oniriche e favolistiche,

racconta di un Arlecchino non più “servitor di due padroni” ma facchino nel porto di Genova – dove è giunto in cerca di fortuna.

Tra «un Pantalone mercante di nuovi schiavi, profittatore dei flussi migratori e un Capitan Matamoros che abbandonato il suo cavallo si è imbarcato

, credendosi novello pirata, su un peschereccio», Arlecchino lotta contro l’inesauribile fame ma spera anche di ritrovare l’amata Carolina.

«Tra racconti veri, veritieri o immaginari, musiche antiche e lazzi delle maschere, “Arlecchin dell’onda” – pensato per il ventennale dei Teatridimare di çàjka –

si propone come uno spettacolo comico e commovente, una divertita e amara riflessione sulle radici e le storie della nostra cultura mediterranea».

S’intitola “Tracce nella città sommersa” il percorso teatrale nel sito archeologico di Nora scritto,

diretto e interpretato da Rossella Dassu – in programma martedì 25 e mercoledì 26 agosto alle 19 (fuori abbonamento) – che indaga sulla storia e sui miti dell’Isola.

«Si racconta che sotto la città di Nora anticamente sorgesse un Nuraghe. A destra la torre. A sinistra le terme»:

lo spettacolo che intreccia le parole di Sergio Atzeni, Giulio Angioni, Michela Murgia,

Maria Teresa Petrini e Marco Tullio Cicerone ripercorre a ritroso il cammino dei secoli, dalla modernità alla preistoria, per ritrovare le radici e l’identità.

«Seguiamo le tracce e ritroviamo brandelli, sassi, cocci,

schegge impazzite di ieri che con tenacia sono arrivate fino a noi per dirci che siamo il risultato di coloro che ci hanno preceduti, la premessa di coloro che saranno» ricorda Rossella Dassu.

Le antiche civiltà e poi il susseguirsi delle dominazioni hanno impresso un segno che le “custodi del tempo” conservano «rivivendo come in un eterno ritorno la storia della notte dei tempi,

quando ancora i Nuraghes erano fortezze e il popolo dei sardi combatteva la sua guerra senza fine contro gli invasori, con i quali inevitabilmente finiva col confondersi, mutuandone usi, costumi e divinità».

Isabella Ragonese è la protagonista di “Spiagge” – in cartellone giovedì 27 agosto alle 20 – un’antologia di pagine “a tema” da cui emerge un affresco del Belpaese tra l’incanto delle coste,

in un susseguirsi di litorali e scogliere, dove lo sguardo si perde tra le distese di sabbia e le acque cristalline, nel susseguirsi di paesaggi mutevoli e di vertiginosa bellezza.

Una fotografia dell’Italia alle soglie del terzo millennio dove i confini delimitati dal mare e le antiche vie d’acqua assumono nuovi e talvolta inquietanti significati.

Il mare è «una condizione ed un luogo che caratterizza la vita e la società, il pensiero e le azioni degli abitanti.

La scrittura ha spesso collocato in riva al mare spaccati di esistenze ispirati dalla divisione fra accessibile ed inaccessibile».

“Spiagge” – con la voce di Isabella Ragonese (vincitrice del Nastro d’Argento per “La nostra vita” e “Due vite per caso”, nel cast di “Mio fratello rincorre i dinosauri”)

– «è un viaggio emozionale guidato dalle parole sapienti e dalle visioni di alcuni fra i maggiori esponenti della letteratura, del cinema e del teatro del nostro paese,

che attraverso le loro suggestioni memorabili ci restituiranno un ritratto della cangiante società dell’Italia contemporanea».

Si ispira a “Il Mercante di Venezia” di William Shakespeare il “Processo a Shylock” interpretato da Francesco Montanari – venerdì 28 agosto alle 20 –

che si confronta con la complessità del dramma elisabettiano dove «una libbra di carne umana è l’immagine che segna la vicenda e disegna un ponte tra la carne e il suo simbolo, l’oro».

Il personaggio shakespeariano è di per sé un enigma, carnefice e vittima allo stesso tempo, incarnazione di una passione per il denaro e bersaglio di scherno e d’odio,

deciso a una crudele quanto assurda vendetta su colui che considera suo nemico – tanto da infrangere tutte le regole del vivere civile.

Sulla note del clarinetto di Nico Gori (che ha curato la scelta delle musiche) e del basso di Massimo Moriconi,

Francesco Montanari darà voce ai pensieri e ai sentimenti umanissimi come ai conflitti che affiorano dal testo nella riscrittura di Tommaso Mattei (da un’idea di Elena Marazzita).

La trama si svolge su piani paralleli:

«II mondo concreto di Venezia si contrappone al mondo mitico di Belmonte, ma i problemi degli uomini a delle donne che li abitano sono gli stessi: la malinconia d’amore,

il valore del denaro, la scelta del proprio destino, la ricerca disperante di un equilibrio impossibile e di un’indefinibile felicità».

“Il Commissario Collura va in crociera” – ovvero “Storie note (e meno note) di Andrea Camilleri” per il reading di Donatella Finocchiaro con incursioni musicali di Andrea Gattico –

in cartellone sabato 29 agosto alle 20 – per un omaggio al grande intellettuale e scrittore siciliano.

«Nella prolifica produzione letteraria di Andrea Camilleri, dalle storie di Montalbano ai romanzi storici – si legge nelle note – brillano alcune perle meno note:

tra queste, una piccola serie di racconti dedicata al Commissario Collura,

collega non meno affascinante del celebre commissario di Vigata anche se dalla ben diversa popolarità».

Il commissario Vincenzo Collura, detto Cecé, non è «omo d’acqua ma di terraferma» eppure dopo esser stato ferito in un’azione di polizia,

sceglie di trascorrere la convalescenza su una lussuosa nave da crociera.

Qui svolgerà funzioni di commissario di bordo con l’aiuto del triestino Scipio Premuda.

«Con lo stile lucido, tagliente e umanissimo cui Camilleri ci ha abituato, il nostro eroe sarà protagonista di una serie di brevi,

godibilissimi e fulminanti racconti gialli, in cui la nave diventa teatro del mondo,

e i suoi passeggeri si trasformano in” tragicomici personaggi della nostra assurda contemporaneità».

Suggellerà il cartellone del XXXVIII Festival La Notte dei Poeti – domenica 30 agosto alle 20 – l’intrigante “Solo Show” della cantante spagnola Silvia Pérez Cruz,

che proporrà un’antologia di brani nati dalla collaborazione con altri artisti e dalla contaminazione tra differenti linguaggi,

dove la musica si intreccia con teatro, cinema, danza, pittura, fotografia, poesia.

La cantante e compositrice spagnola – ospite sul palco del Festival di Sanremo 2020,

dove ha interpretato “Piazza Grande” di Lucio Dalla insieme a Tosca (dal duetto è stato tratto l’omonimo videoclip) –

compare nella colonna sonora di film come “La noche de 12 años”, “Intemperie” e “JOSEP”, ha scritto le musiche di “Grito Pelao” di Rocío Molina e alcuni pezzi per il “Cyrano” con Lluís Homar.

L’artista – vincitrice del Premio Goya nel 2012 e nel 2017 rispettivamente con “No Te Puedo Encontrar” e “Ai,ai,ai cerca de tu casa” – ha da poco pubblicato il nuovo album “MA. Live In Tokyo” con Marco Mezquida,

a tre anni dal successo di “Vestida de nit”. Nel suo “Solo Show” Silvia Pérez Cruz canterà le sue canzoni più famose, oltre a raffinate cover –

da “Hymne a l’Amour” di Edith Piaf a “Estranha Forma de Vida” di Amália Rodrigues, alla celebre “Cucurrucucú Paloma” e a “Pequeño Vals”.

XXXVII Festival La Notte dei Poeti