Casino e gioco d’azzardo, gli italiani hanno perso 181 miliardi negli ultimi 11 anni

A un anno dall’ultima presa di posizione del governo contro il gioco d’azzardo ci ritroviamo a chiudere il 2019 tirando nuovamente le somme sui soldi spesi per il gioco d’azzardo.

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Negli ultimi 11 anni si parla di ben 181 miliardi di euro. Nonostante il Decreto Dignità, però, di fatto non si sono registrati grandi miglioramenti nel globale. Se è vero che sono diminuiti i soldi spesi per il gioco delle slot machine nelle sale da gioco e nei locali, quello che si è risparmiato, infatti, è finito in altre tipologie di gioco come il gratta e vinci e il settore delle scommesse.

A conti fatti, più che diminuire, la spesa è stata quindi decentrata cambiando molto semplicemente obiettivo. Anche se sembra essere cambiato tutto con le nuove ordinanze, ci si ritrova, pare, con un poco di fatto: gli Italiani giocano come prima. Il lato positivo è che si sono garantite le prestazioni sanitarie minime per chi è stato dichiarato ludopatico e ha intenzione di prendere provvedimenti. A quanto pare quindi il decreto con le sue limitazioni e i suoi divieti non ha portato i risultati sperati.

Gioco d’azzardo: spesi 181 miliardi

Il motivo è semplice da una parte c’è stata la solita “confusione all’italiana”, cioè ci sono stati controlli scarsi e le norme sono state applicate male, alla rinfusa, e dall’altra i controlli sono stati insoddisfacenti, specie contro il gioco illegale. A fare le spese dei provvedimenti sono stati anche i casinò online, che tuttavia sono quelli più sicuri poiché controllatissimi dal Monopolio e per via della tracciabilità di ogni movimento di denaro.

Stato: un controsenso dopo l’altro

Lo Stato nei confronti del gioco d’azzardo si è mosso mostrandosi del tutto inopportuno rispetto all’argomento. Se da un lato infatti ha riconosciuto la ludopatia come malattia, dall’altra ha messo i bastoni fra le ruote a chi voleva adottare misure drastiche. Da un lato tassa il gioco legale (in particolare new slot e videolottery), ma dall’altra vi attinge miliardi continuamente per ristabilire i conti pubblici, per finanziare manovre, decreti, provvedimenti. La conseguenza è una riduzione delle quote destinate alle vincite, cioè il payout, a spese, quindi, dei giocatori.

Questo continuo altalenare ha fatto sì che si sia venuta a creare una pesante situazione sul mercato non solo delle slot, ma dei giochi in generale. La riduzione dei numeri delle slot ha portato a un’improvvisa contrazione delle entrate erariali che l’aumento delle tasse ha compensato solo in parte. A fare la spesa di tutta questa manovra complessa e disordinata è ancora una volta il giocatore, che si ritrova un aumento del divario fra il denaro investito e la restituzione in vincite.

Il gioco più sicuro ed equo è ancora online

Di fronte a un panorama così poco chiaro e complesso, il luogo dove giocare più sicuro è ancora il web, ma solo se il sito è sotto il controllo dell’AAMS. I casino online AAMS sono portali di giochi dove è stato il Monopolio di Stato a concedere la licenza e di conseguenza è questa forma di controllo a vigilare sulla correttezza dei giochi e sui giocatori. L’AAMS si assicura che i players siano adulti sopra ai 18 anni, che il gioco sia regolare, che i payout rispettino il minimo di legge. A fronte di un budget inferiore per le vincite queste sono però più frequenti.

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