Agricoltura e PSR, Lega: maggior impegno nell’elargizione fondi e bandi più vicini alle necessità dell’utenza

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Il settore agro-pastorale in Sardegna riveste ancora un ruolo di primo piano nel quadro economico della Sardegna. Un ruolo che deve essere sostentato e potenziato con azioni politiche concrete, il ben noto PSR, ossia piano di sviluppo rurale è certamente uno strumento tra i più noti a tal riguardo che però non sempre rispetta tempi certi nell’elargizione dei fondi, come avviene invece nei restanti stati membri della CE, e talvolta pare allontanarsi dalle reali esigenze degli attori protagonisti del comparto. Il gruppo consiliare Lega ha raccolto le istanze del mondo agricolo e presentato tre differenti mozioni indirizzate all’assessore all’agricoltura al fine di impegnarla in azioni differenti inerenti il discorso PSR.

“La programmazione del PSR Sardegna 2014/20, a seguito del grande consenso dimostrato dalle imprese e dal sistema pubblico degli Enti di ricerca scientifica sulla misura 124 del precedente piano di sviluppo regionale, ha destinato risorse ancor più consistenti alle sotto misure 16.2, sostegno a progetti pilota e allo sviluppo di nuovi prodotti, e alla sotto misura 16.4, sostegno alla cooperazione di filiera. I progetti presentati a tal riguardo sono stati ben superiori alle dotazioni poste a bando. Tale situazione, di overbooking, rischia di mortificare la volontà di unirsi al fine di promuovere un agroalimentare di qualità che preveda una remunerazione per i produttori primari di ottimo livello.”

Afferma il capogruppo Dario Giagoni “Essendo a conoscenza della richiesta di convocazione del comitato di sorveglianza del PSR, ossia l’organo preposto alle modifiche della spesa, che per l’appunto è avvenuto quest’oggi; abbiamo sentito il dovere di domandare al Presidente e all’Assessore all’Agricoltura di far loro le nostre richieste e impegnarsi a rendere reale la possibilità che le risorse interne destinate a misure aventi dotazioni ingenti ma a rischio disimpegno vengano dirottate su bandi di più ampio e declarato successo, come le summenzionate sotto misure al fine non solo di incentivare l’innovazione ma anche di impedire il pregiudicare parte dei progetti di ricerca già in essere.”

Il consigliere cagliaritano Andrea Piras, membro della V Commissione, punta il faro sui problemi riguardanti la parte giovanile del settore che spera di poterne divenire il nuovo traino ma si ritrova con le mani legate da un’eccessiva lungaggine burocratica “L’immobilismo nella disamina delle pratiche e sui pagamenti relativi sta portando la gran parte dei giovani che si sono presentati ai bandi, ad abbandonare le aziende, e solo in pochi casi i più facoltosi e fortunati stanno portando avanti a prescindere il programma d’investimento.

Resta pertanto chiaro il fallimento di uno strumento di programmazione economica e finanziaria come il PSR rispetto a quelli che sono i tempi d’impresa.

È evidente che servono tempi certi e risposte certe per l’attuazione del programma di sviluppo rurale, ed a maggior ragione per i giovani che si stanno avviando all’attività d’impresa in quando fase più delicata del ciclo di vita.

Nell’immediato occorre avvalersi di figure di consulenti esterni per lo snellimento delle pratiche.

Nel futuro attraverso i super CAA occorre standardizzare e snellire le procedure istruttorie affinché si possano realizzare gli obiettivi precedentemente richiamati.” L’onorevole Annalisa Mele infine chiede conto della mancata elargizione di quegli interventi a suo tempo previsti in favore degli agricoltori colpiti da eventi calamitosi nelle annualità 2017/2018 ma non ancora percepiti “È doveroso e necessario che si abbia una contezza sullo stato di attuazione e di istruttoria di ogni singola pratica al fine di renderci conto in modo tangibile di quante siano le pratiche evase e provvedere alla loro liquidazione.

La coltura in campo aperto è sempre più soggetta ad eventi calamitosi che con l’andata del tempo stanno passando da straordinari a tristemente ordinari, se speriamo di tendere la mano verso un settore antropologicamente ed economicamente importante come quello agricolo dobbiamo adoperarci ad attivare una o più linee guida di finanziamento dedicate alle calamità naturali che consentano di intervenire tempestivamente abbreviando i tempi intercorrenti tra presentazione dell’istanza e individuazione delle relative fonti.”

“Il mondo agro pastorale urla con voce sempre più alta il suo bisogno di azioni concrete, lo urla al mondo politico che deve dimostrare in tal senso dinamismo e soprattutto reale capacità di empatia e operare nella direzione che gli stessi operatori ci indicano.” Conclude Giagoni

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