Tennistavolo Norbello: arriva la franco-argentina Camilla Arguelles

Ha la doppia nazionalità ma si sente anche un po’ italiana. Camilla Arguelles, 29 anni, ulteriore scelta del Tennistavolo Norbello di A1 femminile, è la più forte giocatrice argentina in attività, ma la sua passione si è sviluppata Fontenay-Sous-Bois (Francia, Valle della Marna) quando aveva dieci anni e mezzo: là si trasferì dopo la nascita a Saint Maurice (Parigi).

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Il suo gioco eterogeneo potrebbe creare molte difficoltà alle avversarie: Camilla è mancina e si contraddistingue per la varietà dei servizi. A volte comincia il gioco osando con gli effetti, ma all’improvviso potrebbe sfoderare una soluzione improvvisa d’attacco, oppure bloccare ad oltranza.

Ha deciso di venire in Italia senza conoscere nulla del nostro campionato, a parte qualche giocatrice che ha avuto modo di affrontare nel corso delle competizioni internazionali. Ma militando nella serie A femminile francese, dove non mancano le individualità d’eccellenza (anche lei è stata tra le 102 atlete più forti transalpine e tra le prime 123 al mondo), può senza dubbio dare un solido contributo alla causa norbellese.

In Francia ha militato per tredici stagioni consecutive (2000-2012) nell’ACS Fontenay Sous Bois (ora chiamato US Fontenay Table Tennis). Oltre che con il team giallo-blu, Camilla giocherà per l’Entente Sainte Pierraise.

Tra i suoi successi più importanti cita lo scudetto a squadre, conquistato in Argentina nel 2013, che le ha permesso di entrare nel giro della nazionale argentina che da allora non ha mai abbandonato. E poi per tre volte si è laureata campionessa sudamericana di doppio (due volte misto con Horacio Cifuentes e una volta femminile con Ana Codina). Nel 2014 è stata vicecampionessa continentale nell’individuale.

Camilla Arguelles

L’affetto per la nostra nazione ha una valida motivazione: i suoi nonni materni erano Veneti. Da qui deriva anche la sua passione per la disciplina.

È successo tutto per caso – racconta – perché nelle scuole secondarie francesi si studia obbligatoriamente l’inglese o a scelta tedesco e spagnolo. Ma ce ne sono pure altre dove viene data la possibilità di cimentarsi anche con italiano, cinese e portoghese. E in effetti, a quattro isolati da casa mia, c’era un istituto dove si dava la possibilità di approfondire la vostra lingua. In Francia però le scuole sono settorializzate per quartiere in modo da consentire la socializzazione tra studenti di livelli e classi sociali diverse. Visto che già parlavo bene francese e spagnolo ero disposta a tutto pur di varcare la soglia di quell’istituto che, ironia della sorte, aveva stipulato un accordo con la locale società di tennistavolo. Ovviamente mi avrebbero scritturato se con racchetta e pallina avessi dimostrato di avere molta confidenza; purtroppo ero una principiante e la scuola mi scartò nei test. A questo punto entra in scena mia mamma che si interfaccia col preside e gli spiega di questo mio grande desiderio di fare qualsiasi cosa pur di apprendere l’italiano. Alla fine mi accontentano e dal settembre del 2000 ho cominciato ad allenarmi anche quattro volte alla settimana. Quindi posso tranquillamente dire che è stata colpa della lingua italiana se ho cominciato a giocare a ping-pong.

La società del centro Sardegna non vede l’ora di salutare la franco – argentina e ringraziarla per la scelta. Lei si rivolge così ai suoi nuovi tifosi:

Far parte di una nuova squadra mi dà tanti stimoli, mi piacerebbe combattere per la vetta del campionato e continuare a migliorare. E poi vorrei godermi la cultura italiana! Mando i miei saluti a tutti i fan del club e spero di onorare la maglia!

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