Superbugs, l’appello degli infettivologi italiani: urgente fare educazione sanitaria nelle scuole

Sempre più preoccupante in Italia il fenomeno della resistenza microbica agli antibiotici, con l’outbreak epidemico nella regione Toscana dove in meno di un anno si sono verificati 32 decessi e 75 pazienti colpiti dal New Delhi Metallo beta-lactamase. L’Italia detiene il triste primato europeo con più di 10.000 decessi l’anno correlati ad infezioni da batteri resistenti. Quasi il 5% dei pazienti ricoverati è colpito da un’infezione

che non può essere trattata con i comuni antibiotici.

Dal 10° Congresso Nazionale della SITA – Società Italiana di Terapia Antinfettiva, che si tiene in questi giorni a Napoli con la partecipazione dei maggiori infettivologi italiani, arriva un accorato appello: facciamo educazione civica sanitaria nelle scuole per insegnare le buone regole dell’igiene e i governi trovino soluzioni per premiare le aziende che promuovono ricerca e sviluppo di nuovi antibiotici.

All’unanimità ieri è stato proclamato neo Presidente della SITA il professor Matteo Bassetti: succede al professor Claudio Viscoli, che manterrà la carica di Presidente onorario.

Napoli, 20 settembre 2019 – Il fenomeno dell’antibiotico-resistenza cresce nel nostro Paese. Stavolta è toccato alla Toscana dove si è registrato in poco meno di un anno un outbreak da New Delhi Metallo beta-lactamase (NDM), che ha i connotati di una vera e propria epidemia da infezione microbica resistente agli antibiotici, con ben 32 decessi e 75 pazienti colpiti. Non è la prima volta che il nuovo ceppo di batteri intestinali (Escherichia Coli e Klebsiella) è isolato in Italia ma è la prima volta che si sono verificati tanti casi in così poco tempo.

Tema di grande attualità quello dell’antibiotico-resistenza, che vede purtroppo l’Italia in pole position rispetto agli altri Paesi europei, con più di 10.000 decessi all’anno correlati ad infezioni batteriche che non sono trattabili con i comuni antibiotici.

Il Congresso nazionale della SITA, la Società Italiana di Terapia Antinfettiva, che per la 10a edizione riunisce i maggiori infettivologi italiani nella città di Napoli, ha aperto ieri i lavori, che proseguiranno per tutta la giornata odierna, puntando i riflettori sulle principali malattie infettive e in particolare sulla necessità di incentivare la ricerca e lo sviluppo di antibiotici innovativi e portare nelle scuole strategie educative di buona prassi igienica.

«Tutti noi infettivologi lanciamo un appello accorato: adesso che l’educazione civica entra di nuovo nelle scuole, va usata anche per la salute – dichiara Matteo Bassetti, Direttore Clinica di Malattie Infettive dell’Azienda Sanitaria Universitaria Integrata di Udine e nuovo Presidente della SITA – è necessario tornare ad insegnare le buone regole dell’igiene, che sono il primo baluardo per arginare la diffusione di infezioni da batteri resistenti agli antibiotici, e del buon uso degli antibiotici. Il secondo appello è rivolto ai governi e alle Istituzioni perché trovino soluzioni per premiare le aziende farmaceutiche che investono in ricerca e sviluppo di nuovi antibiotici. Oggi assistiamo alla ‘globalizzazione’ dei batteri resistenti: questi microrganismi si spostano con le persone colonizzate e con i pazienti. Abbiamo estremo bisogno di antibiotici innovativi».

È un programma fitto quello delle due giornate napoletane del Congresso SITA. Sessioni continuative sulle malattie infettive più comuni, meningiti, Hiv, infezioni emergenti e riemergenti, tante novità sulle terapie e una sessione piena dedicata ai giovani infettivologi e ai loro progetti.

«Nel tentativo di ridurre l’uso inappropriato di antibiotici, la regione Campania è stata la prima a recepire il Piano nazionale di lotta all’antibiotico-resistenza e da due anni abbiamo i Protocolli regionali per affrontare le patologie infettive più comuni – afferma Carlo Tascini, Direttore Prima Divisione di Malattie infettive Ospedale Cotugno di Napoli e Presidente del Congresso – abbiamo fatto un ulteriore sforzo, quello di misurare l’epidemiologia dell’antibiotico-resistenza con il progetto regionale SIRERAR. La situazione è preoccupante anche in Campania, sono in aumento i casi di endocardite negli anziani che devono essere sottoposti a sostituzione valvolare e i device sempre più spesso si infettano».

Ceppi mutati di E. Coli o di Klebsiella esprimono un meccanismo di resistenza chiamato appunto New Delhi Metallo beta-lactamase (NDM), descritto per la prima volta a Nuova Delhi ormai 10 anni fa. Dall’India si è poi diffuso prima nel Regno Unito e adesso da alcuni anni è descritto come ubiquitario. Questo enzima inattiva gli antibiotici e anche i nuovi, commercializzati negli ultimi anni, non funzionano.

Fortunatamente dalla ricerca arrivano buone notizie. La pipeline da qui ai prossimi cinque anni, commentano gli infettivologi, è interessante: tanti nuovi inibitori delle carbapenemasi e nuovi antibiotici in grado di contrastare le NDM e altri meccanismi simili.

Restano stringenti le misure da attuare nei nosocomi e nelle case di cura. Ma quel che serve adesso è insegnare alla popolazione la buona prassi dell’igiene, a cominciare dalle scuole primarie con l’educazione civica in ambito sanitario:

  • lavaggio frequente e accurato delle mani durante la giornata;

  • mettere la mano o un fazzoletto davanti alla bocca quando si starnuta;

  • stare in casa con l’influenza;

  • uso appropriato degli antibiotici solo dietro prescrizione del medico di famiglia;

  • non assumere antibiotici per il raffreddore o la comune influenza;

  • usare gli antibiotici rispettando i dosaggi e i tempi prescritti dal medico di famiglia;

  • completare sempre il ciclo di trattamento anche se ci si sente meglio.

All’unanimità ieri il Consiglio direttivo di SITA ha nominato il professor Matteo Bassetti nuovo Presidente della Società scientifica. Bassetti succede al professor Claudio Viscoli, che lascia per sua scelta la carica ma diventa Presidente onorario.

«Non posso che ringraziare con affetto e doveroso riconoscimento il professor Viscoli – sottolinea Matteo Bassetti che ha fatto cose straordinarie: se SITA esiste e oggi conta più di 600 soci in tutta Italia, il merito è suo. Continuerò nel solco da lui tracciato. Un pezzo di strada importante è stato fatto; cercherò di mantenere forte e vitale SITA, dando una maggiore vocazione internazionale con collegamenti alla Società europea di malattie infettive. Auspico di poter intraprendere nuovi percorsi, ritagliando sempre uno spazio ai progressi scientifici e lavorando per informare la popolazione, che è il nostro target più importante».