Sardegna: perso 1/3 dell’olio d’oliva, produzione meno 30%

Sardegna: quest’anno in negativo la produzione di olio d’oliva qualità extravergine.

Calo dell’olio in Italia e in Spagna

Quest’anno si stima un calo di produzione di oltre il 30% rispetto alle 3.613 tonnellate di olio prodotti lo scorso anno. Quella di quest’anno sarà una produzione inferiore alla media degli ultimi quattro anni.

La produzione di olio divide l’Italia: si produrrà in meno al Sud. Di solito, Puglia, Sicilia e Calabria da sole producono il 68% dell’olio evo italiano, di cui il 41% solo la Puglia. Invece, al centro nord si produrrà di più. Solo in Campania la produzione sarà la stessa dello scorso anno.

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Anche a livello internazionale si avrà meno olio. La Spagna è la maggior produttrice mondiale, ma ha registrato un crollo tra il 30 ed il 50%. Si stima che solo la Grecia possa superare i livelli produttivi dello scorso anno, portandosi sopra le 300 mila tonnellate. Potrebbe essere addirittura il secondo produttore mondiale, superando l’Italia.

La produzione in Sardegna

Ma come va la produzione dell’olio d’oliva in Sardegna? Nel centro e nord Sardegna la produzione crolla dal 30 al 50%, ma la qualità dell’olio è sempre alta.

“Il motivo del calo produttivo – spiega Antonello Fois, titolare di Accademia olearia ad Alghero – è dovuto da una parte alla tipologia di coltivazione, ma anche ai fenomeni di temperature molto elevate in un periodo delicato per l’annata. Le alte temperature e le poche precipitazioni hanno fatto soffrire le piante”.

Ci sono, però, anche dei lati positivi: “Il lato buono dell’aumento delle temperature è che ha inficiato il lavoro della mosca, evitando gli attacchi alle olive e consentendo di non fare trattamenti. Questo ha permesso di avere un prodotto più sano e di maggiore qualità”.

E i costi?  “Sono cresciuti sia quelli di produzione, preparazione e raccolta, con l’aumento del costo del gasolio in particolare e sia quello di trasformazione con il costo dei chilowatt quadruplicato. Costo che influisce anche su chi ha investito sul fotovoltaico in quanto non essendo ancora dotati delle batteria di accumulo per l’energia non sfrutta in pieno l’energia verde in quando il lavoro si concentra in un periodo in cui si ha poca luce”.

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