Teatro Dallarmadio e l’affermazione dell’identità sessuale

Sabato 18 e domenica 19 ultimo appuntamento di TEATRI IN VIA DI ESTINZIONE con FM E IL SUO DOPPIO del Teatro Dallarmadio. Fabio Marceddu racconta l’amore per il palcoscenico e la scoperta dell’identità sessuale, tra discriminazioni e affermazione della propria libertà individuale.

Si conclude questo fine settimana, con un bilancio pienamente positivo per la qualità degli spettacoli proposti e la partecipazione del pubblico, la rassegna “Teatri in via di estinzione” organizzata da Meridiano Zero nello Spazio Bunker di via Porcellana 17/A. A far calare il sipario in attesa di nuovi appuntamenti dedicati allo spettacolo dal vivo, sarà sabato 18 alle 21 e domenica 19 alle 19 lo scoppiettante, ironico ed emozionante one-man show di Fabio Marceddu, “FM e il suo doppio” (info e prenotazioni: spaziobunker@gmail.com), selezionato al Festival “Inscena” di New York e vincitore del Premio della critica nel festival Ermo Colle 2021.

Lo spettacolo

Prodotto dalla compagnia Teatro dallarmadio, scritto e interpretato dall’attore cagliaritano Fabio Marceddu, con la partecipazione alla regia di Antonello Murgia, e le scene e i costumi di Paoletta Dessì, “FM e il suo doppio” parte dal vissuto biografico dell’autore-interprete e racconta, con un punto di vista personale che si fa specchio di un’intera generazione, l’amore per il teatro, la necessità di fare teatro, la difficoltà di essere attori, alla periferia di un Paese, dove è già difficile fare questo mestiere nella capitale. Il monologo di Marceddu è anche il racconto della scoperta del genere sessuale, dell’esperienza della discriminazione e della successiva affermazione dell’identità sessuale (e umana) del protagonista.
F.M raccoglie miscellanee teatrali (dal 1988 al 1998) citando, Beckett, Foscolo, Quenau, Wedekind, Max Aub, Copi, Genet – e li cita, come ordito all’interno di una trama che è la vita di un attore. F.M è Fabio Marceddu, ma è anche maschile e femminile, è anche Frequenze medie, perché la verità sta nel mezzo, ed è anche fra Martino, il grido d’allarme intimato al frate che dorme invece di suonare le campane. E prima che la campana suoni, come recita l’incipit, “visto che ci stanno togliendo il futuro, volgo lo sguardo al passato”.

La Compagnia

Il Teatro dallarmadio nasce nel 2004 dall’incontro artistico di Fabio Marceddu, Antonello Murgia, Paoletta Dessì e Raffaele Marceddu, un sodalizio che trae la sua forza dal dialogo poetico di mondi opposti, lontani, e che identifica il valore della cultura nell’esperienza diretta. L’obiettivo della compagnia è la ricerca continua: l’eredità dei grandi maestri nell’anelito sensibile e permeabile alle nuove forme, come il cinema, ad esempio. La musica è la forza trainante del gruppo.
Il Teatro dallarmadio è civile, sociale, si occupa di attualità in termini non cronachisti, e ha ottenuto numerosi premi e riconoscimenti, tra i quali la menzione speciale al Premio Scenario per Ustica con “Rivelazioni”; il primo premio al Festival Internazionale L’altro Teatro con “Bestie feroci”; il primo premio al Festival della Resistenza Teatro per la Memoria.