Oristano: una targa in cimitero per le personalità che hanno dato lustro alla città. La lettera del Sindaco

Illustri Ospiti, Autorità, Cari Concittadini,

sono onorato di introdurre la Commemorazione che la Città rinnova quest’oggi, nella vivida ed unisona memoria dei Sindaci e delle personalità, le cui spoglie riposano in questo luogo.

Per volontà della Giunta, la circostanza odierna si arricchisce grazie allo scoprimento della targa e alla deposizione di una ghirlanda che vogliono rappresentare un Omaggio imperituro, rivolto alle donne e agli uomini che si sono adoperati nell’Amministrazione Civica, nelle sedi Istituzionali, territoriali e autonomistiche, e a quante e quanti – nel mondo del lavoro, con opere di scienza, arte e intelletto, o servendo valorosamente lo Stato, la Repubblica e la Costituzione, con abnegazione, altruismo e amor di Patria hanno contribuito a rendere Oristano migliore.

Tutte e tutti hanno concorso al bene comune e a loro rendiamo merito, nella consapevolezza dell’innegabile legame che questo luogo ha con la vita, con le vicende personali e quelle dell’intera Comunità, e perciò con la storia.

Ritrovarci – qui e ora – rinnova e rafforza, anche nella commozione dei sentimenti, la relazione fra il ricordo di chi non è più e la nostra identità.

Ciò aiuta quindi a non omettere il senso e l’essenza della testimonianza, resa da chi – a questa Città – ha reso onore: nella specificità della propria vocazione, laicale o religiosa, civile o militare; nella diversità delle attitudini; nel privilegio enorme di esser stati scelti a guidare la Comunità e l’Istituzione Municipale, e per accrescere dunque il progresso democratico di Oristano, del proprio territorio e delle sue genti.

Anche perciò rivolgiamo anzitutto un pensiero speciale ai Sindaci Davide Cova, Alfredo Corrias, Salvatore Annis, Gino Carloni, Giovanni Canalis, Manlio Odoni, Salvatore Manconi, Pietro Riccio, Sergio Abis, Cenzo Loy, Ignazio Manunza e Sandro Ladu, i quali (dal 1945 in avanti) ci hanno preceduto.

A loro si è aggiunta – donna coraggiosa e forte – la nostra carissima Angela Nonnis, prematuramente strappata alla vita e alla sincera ed entusiastica passione (politica e civile) che – come i predecessori – ella coltivò. in più ambiti e anzitutto come medico e come Primo Cittadino.

All’elenco di quanti ho menzionato desidero aggiungere Lucio Abis e Sandro Ghinami, che molto fecero per tutelare e promuovere (ben oltre i confini della terra natale) i diritti sociali e le attese della Sardegna e dei sardi, di Oristano, dell’Ente e del Capoluogo che contribuirono ad istituire, condividendo – con opinioni pur diverse, ma non contrastanti – le medesime battaglie per il lavoro, la cooperazione e lo sviluppo, che combatté Alfredo Torrente, del quale, nel 2019, ricorre il Centenario della nascita.

Non meno deferente è il nostro ricordo di coloro che sedettero ai vertici della Provincia di Oristano.

Come Tonino Franceschi e come Maria Teresa Sechi, il cui impegno per l’autonomismo si concretizzò, oltre che nel prestigio di esser stata la prima donna chiamata alla presidenza di una Provincia italiana, in una virtuosa sensibilità per i diritti e le prerogative delle donne. Valori che ella fece suoi e per i quali si adoperò anche la compianta Aurelia Giongo, ardimentosa componente della Commissione comunale per le Pari Opportunità.

La ricorrenza e l’insegna – che da oggi arricchisce questo luogo – concedono alla Città, agli Oristanesi e a tutti noi, l’opportunità di rievocare affettuosamente anche coloro i quali (nell’erudizione e nella scienza) ebbero molti meriti, lasciando una traccia illuminata del loro transito terreno in Oristano, luogo che contrassegnò, in modo peculiare o memorabile, le rispettive biografie.

E se non sarà possibile tutti citare, a Beppe Meloni, a Peppetto Pau, nel terzo decennale della sua dipartita, al prof. Salvatore Baldino, nel centotrentesimo dalla nascita, all’illustre artista Francesco Ciusa, nel settantesimo della morte, vada il nostro ricordo, riconoscenti di una sensibilità, umana e sociale, intellettuale e poetica, che non merita l’oblio, e che dunque affidiamo – con orgogliosa fiducia – alle generazioni di oggi e a quelle che verranno.

Grazie