Carbonia. Sabato 30 al Teatro Centrale lo spettacolo “La conosci Giulia?”

Lo spettacolo "La conosci Giulia?" di LucidoSottile da un progetto di Giulia Giornaliste Sardegna - in cartellone sabato 30 novembre alle 20.45 al Teatro Centrale di Carbonia sotto le insegne del CeDAC/ Circuito Multidisciplinare dello Spettacolo in Sardegna - con il contributo della Fondazione di Sardegna.

Focus su temi scottanti e attuali come le discriminazioni di genere in “La conosci Giulia?”, una commedia originale nata da un progetto di Giulia Giornaliste Sardegna (in collaborazione con il Corecom) per un vivace affresco della società con la cifra ironica e dissacrante di LucidoSottile – in cartellone sabato 30 novembre alle 20.45 al Teatro Centrale di Carbonia per un evento speciale sotto le insegne del CeDAC/ Circuito Multidisciplinare dello Spettacolo in Sardegna con il contributo della Fondazione di Sardegna.

Sotto i riflettori Le Lucide – Michela Sale Musio e Tiziana Troja, insieme agli attori Cristina Maccioni, Valentina Fadda, Vanessa Podda, Angelo Trofa e Leonardo Tomasi, la cantante, conduttrice e attrice Ambra Pintore, Federico Valenti e Diego Milia, le ineffabili Tanya&Mara e il Kor Vocal Ensemble, con la voce “fuori campo” di Elio Turno Arthemalle, per il racconto di una “tranquilla” giornata in redazione, tra riunioni, selezione di argomenti, composizione e revisione di articoli, notizie e interviste, con una buona dose di imprevisti e ospiti “a sorpresa”.

La pièce ispirata alle storie e alle testimonianze raccolte dalle giornaliste Susi Ronchi, Roberta Celot, Serena Schiffini, Alessandra Addari, Daniela Paba, Daniela Pinna e Mara Cinquepalmi e ai testi originali di Michela Sale Musio, Tiziana Troja, Vanessa Podda, Angelo Trofa, Valentina Fadda e Ambra Pintore, con drammaturgia di Tiziana Troja (che firma anche la regia) e Vito Biolchini, propone un’interessante riflessione sulla rivoluzione culturale in atto nel Belpaese.

“La conosci Giulia?” è l’enigma intorno a cui ruota la trama, alla ricerca di uno scoop possibile che si rivelerà solo nel finale, mentre l’attività ordinaria e “straordinaria” della redazione continua incessantemente, tra discussioni sui contenuti e le strategie della comunicazione, brevi e animati scambi di opinioni, commenti pungenti sulle “cadute di stile” dei colleghi più avvezzi a un gergo “goliardico” e maschilista dal sapore decisamente retrò, ma anche brevi soliloqui interiori come “a parte” rivolti al pubblico e sorprendenti rivelazioni sulle vicende private e le memorie familiari dell’uno o dell’altra giornalista, e perfino “apparizioni” di personaggi vagamente “sopra le righe”, quando la vita reale improvvisamente irrompe sul palcoscenico (e sul luogo di lavoro), con l’evidenza di un fatto di cronaca.

La chiave volutamente umoristica e leggera permette di toccare questioni cruciali e complesse a partire dal ruolo delle donne nella società, tra la progressiva emancipazione e l’affermazione professionale, cui non sempre corrispondono adeguati riconoscimenti, in particolare sul piano economico, né pari possibilità di carriera, grazie agli invisibili ma inviolabili “soffitti di cristallo”, mentre fortunatamente il “comune senso della morale” si aggiorna anche se ancora si devono trovare“le parole per dirlo” ed è difficile superare i clichés, uno tra tutti quello sui “raptus” di “follia” dei sedicenti “innamorati” o mariti respinti, nell’idea che la passione giustifichi tutto, perfino il delitto.

Uno show scoppiettante e coinvolgente in cui si alternano artiste come la cantante, conduttrice e attrice Ambra Pintore, volto noto del giornalismo televisivo isolano e non solo, nel ruolo di se stessa, per una testimonianza in prima persona sull’universo della musica d’autore e sugli eventuali incidenti di percorso o ostacoli, ma anche sulla determinazione e il talento necessari per cimentarsi con una carriera affascinante e difficile, sulla capacità di una melodia di imprimersi nella mente e lanciare messaggi importanti, come sul ruolo sociale dell’arte, accanto al Kor Vocal Ensemble – a comporre un’ideale colonna sonora a contrappunto di pensieri e affermazioni dei personaggi.

In un susseguirsi di situazioni realistiche e paradossali, “La conosci Giulia?” offre uno spaccato, necessariamente sintetico e parziale, spesso “in soggettiva”, sulle dinamiche dell’universo giornalistico, tra rivalità tra colleghi, antichi pregiudizi che ancora resistono, la vocazione, il coraggio delle proprie idee e un impegno quotidiano, oltre al “senso della notizia”, quel mix di intuizione e conoscenza dei fatti che permette di realizzare servizi e reportages in anteprima, di mettere a nudo “relazioni pericolose” tra politica e imprenditoria o finanza, di cogliere al volo i segnali di una prossima “crisi”. Uno spettacolo avvincente e “necessario”, tanto più in un’epoca di neo-oscurantismi in cui vengono messi in discussione conquiste e perfino principi etici e morali, un racconto per quadri ricco di colpi di scena, fino all’attesa rivelazione sull’identità della misteriosa “figura” del titolo, che il pubblico scoprirà insieme ai protagonisti, in un gioco di specchi che supera la barriera della “quarta parete” e rompe le convenzioni, per mettere in scena importanti anche se “scomode” verità.

“La conosci Giulia?” è la commedia nata da un’idea di Giulia Giornaliste Sardegna (in collaborazione con il Corecom Sardegna) con una preziosa sinergia con la compagnia LucidoSottile – uno spettacolo che è anche un manifesto programmatico e una dichiarazione d’intenti della rete della giornaliste impegnate su diversi fronti, dalla difesa dei diritti civili alla battaglia contro le discriminazioni di genere, all’uso consapevole delle parole, che possono essere “armi” pericolose ma anche strumenti per aprire la mente. Una drammaturgia originale, in cui si fondono cronaca e invenzione, per una pièce contemporanea e multimediale, in cui si mescolano differenti linguaggi della scena e registri espressivi: un’opera teatrale capace far sorridere e pensare. In tournée nell’Isola sotto le insegne del CeDAC – con il prezioso contributo della Fondizaione di Sardegna – accende i riflettori sull’attualità con una particolare attenzione alle giovani generazioni e con l’obiettivo di “dare voce a chi non ha voce”.