Diventa un disco il Berlin Babylon Project di Salvatore Papotto: in uscita il singolo “Evolution”

Diventa un disco il Berlin Babylon Project, lo spettacolo live ideato dal musicista e produttore Salvatore Papotto.

In uscita il 30 ottobre per La Stanza Nascosta Records l’album Level One, anticipato dal singolo Evolution, in radio e sui digital stores da sabato 12 ottobre.

Evolution, che si muove tra sonorità chill-out e downtempo à la Groove Armada, è accompagnato dal videoclip ufficiale, per la regia di Irene Franchi, che affianca il musicista nel progetto.

IL DISCO

Il contesto di produzione e di ricezione di Level One lo contrassegna come opera mista, che si pone a valle della combinazione di una parte scritta e di una parte fonovideografica fissata su un supporto. L’interazione tra l’immagine costruita da Irene Franchi e la musica di Papotto risulta di primaria importanza ai fini dello statuto identitario dell’opera.

Il Berlin-Babylon Project inscrive in una creazione originale un ampio ventaglio di influenze: nell’universo visionario e ipnotico di Salvatore Papotto, che sembra rielaborare gli esiti più felici della French music, si rinvengono reminiscenze dei The Prodigy e dichiarate citazioni dell’espressionismo degli Einstürzende Neubauten, passando per l’avanguardia elettronica tedesca e americana, l’ easytronica degli Air, lo psichedelismo romantico dei Chemical Brothers, lo spirito rétro dei Daft Punk ed il sorprendente patchwork sonoro dei Goblin.

Nell’album, prevalentemente strumentale, figurano anche due episodi cantati: In the mirror (testo e chitarre di Leonardo Guelpa, in arte Clyde, e musica di Papotto), che vede la partecipazione di Selene Cioffi e Tired river, (testo di Claudia Erba e musica di Papotto) interpretata da Marialaura Specchia, già voce dei Verily So.

TRACK LIST

1 Bass Trip

2 In The Mirror feat. Selene

3 Unloving Girl

4 Tired River feat. Maria Laura Specchia

5 Gibilterra

6 Evolution

7 Bracerie

8 Level One

IL LIVE

Berlin Babylon Project nasce come spettacolo oscuro e immaginifico di immediata resa sonora e scenica, inscritto in una ideale linea di congiunzione tra le due capitali che sono state, in epoche diverse, il crocevia dei movimenti artistico-culturali più significativi.

Il progetto si è caratterizzato, fin dall’origine per la peculiare combinazione di onirismo di stampo ambient, riverberi dub e spasmi synth, rumorismo e incursioni jazz.

La ricerca di una dimensione identitaria nuova, ibrida e contaminata si è tradotta in una alternanza di sonorità industrial, techno e jungle tipicamente berlinesi, suoni percussivi e fascinazioni medio-orientali.

Con l’ingresso nel progetto della filmaker e fotografa professionista Irene Franchi, Il Berlin Babylon Project diviene, a tutti gli effetti, uno spettacolo multimediale, arricchito dalla realizzazione/gestione in tempo reale di video fondali dalle atmosfere visionarie, in perfetta simbiosi con il tappeto musicale.

In qualità di vee-jay-racconta Irene Franchi contribuisco alla creazione di una performance live multisensoriale dall’intenso impatto emozionale, che coinvolge l’udito e la visione, il suono e l’immagine, accorpando nel “medium” digitale linguaggi narrativi ed elementi concettuali diversi. Sonorità e texture visuali vengono modulate dal vivo in modo ogni volta inedito, atteggiandosi diversamente, nella singola “esecuzione”, l’interazione tra l’immagine e la musica.

La musica viene associata, nella dimensione live, ad un video diverso rispetto a quello specificamente realizzato per il brano “Evolution”; le scenografie, in continuo mutamento, possono essere lette come nuova interpretazione dell’opera o come creazione di un’opera ulteriore rispetto a quella originaria.

Cerco di non cadere nella facile spettacolarizzazione visiva di ciò che viene suonato, facendo aderire il più possibile la parte visuale alle suggestioni sonore, con l’obbiettivo di dare vita ad un vero e proprio concerto per immagini improntato alla massima coerenza semantica.

Il Berlin-Babylon Project si muove tra oralità, scrittura e fonografia disegnando una personale topografia dell’improvvisazione transidiomatica, nella quale il suono viene trattato in tempo reale attraverso l’impiego combinato di strumenti acustici ed elettronici. Un tentativo di superamento della dicotomia composizione/improvvisazione è attuato mediante l’innesto-su basi elettroniche confezionate sapientemente dall’artista- di un istant composing melodico, realizzato live attraverso campionamenti e loop-station, con l’apporto ora del basso elettrico, ora del contrabbasso in funzione di collante. Tuttavia il Berlin-Babylon Project si inserisce nello scivoloso terreno di confine tra performance e opera, senza volerne forzatamente risolvere le ambiguità che ab origine lo caratterizzano: pur non essendo estranea al progetto un’intenzionalità artistica ed essendo presenti indubbiamente, almeno in parte, degli elementi o delle strutture pregresse, l’evento musicale è immune da qualsivoglia valore prescrittivo; l’autore mette in scena una autentica estetica dell’imprevisto non reinterpretabile, ma che può nel contempo costituire l’origine di un’opera fonografica; si tratta di un evento estemporaneo collocato in un ben identificato contesto spazio-temporale, un’ “opera in atto”, per dirla con Sandrine Darsel (2009); permane-infine- lo iato tra tendenziale irripetibilità e registrazione cristallizzatrice. In questo orizzonte irrisolto e volutamente in fieri, che tende a contrastare la caduta auratica attraverso il rafforzamento della dimensione incommutabile dell’hic et nunc, risiede il fascino del Berlin-Babylon Project, profondamente postmoderno nella sua polisemia.(Claudia Erba su Sound36, Magazine di Cultura Musicale, Arti e Spettacolo.)

Salvatore Papotto- Bio

Nato a Cecina nel 1978, si diploma all’Accademia Nazionale del Jazz di Siena.

E’musicista, compositore, arrangiatore e produttore artistico.

Dal 1998 al 2013 fa parte, in qualità di bassista, dei Madame du Bois, band toscana nata da un’idea di Saverio Guerrini (voce del gruppo).

Con i Madame du Bois, opening-act di Dream Theater, Robben Ford, Marco Parente e Max Gazzè, Papotto pubblica due album,“Non sono il re” (Ray Music 2002) e “Gli occhi di qualcun altro” (Autoprodotto, 2015), e partecipa a numerosi festival e concorsi musicali, calcando tra gli altri il palco del Pistoia Blues.

I MDB ottengono una menzione speciale con “Punk”, che nel 2003 si aggiudica il premio come miglior singolo per la radio RDS.

Nel 2015 S. Papotto fonda La Stanza Nascosta Records, etichetta indipendente con sede ad Alghero (SS) ma operativa sull’intero territorio nazionale.

Tra le collaborazioni, negli anni: “Tweleve”(con i quali scala le classifiche in Inghilterra e Giappone), Giulia Millanta, Richard Kershaw, James Wynne, Livia Ranalli nei live.

Ha inoltre preso parte alla registrazione del disco di Cesare Carugi, Pontchartrain (Electric Bass in “Troubled Waters”, “Long Nights Awake” and “Charley Varrick”), distribuito dalla IRD.

Attualmente collabora in fase di composizione con il cantautore, scrittore e poeta Oliviero Malaspina (Fabrizio De André, Cristiano De André, Raphael Gualazzi).