Cancellazione della DMO, un ritorno al passato più buio

Ricordate le passerelle elettorali dell’Assessore Regionale Chessa e del Presidente Pais al Palazzo dei Congressi di Maria Pia? Era uno dei punti forti in campagna elettorale: Alghero sede della nascente DMO e Ambasciata del Turismo Sardo, scelta peraltro immediatamente condivisa dall’attuale assessore algherese Marco Di Gangi, anche con dichiarazioni a mezzo stampa.
Invece, eravamo su scherzi a parte.

Le dichiarazioni di oggi dell’assessore Chessa riguardo la cancellazione della Sardegna DMO, l’organismo previsto dalla giunta Pigliaru in applicazione della Legge regionale sul turismo 16/2017, sono chiarissime e preoccupanti. Una pietra tombale.

Più volte abbiamo ribadito l’importanza del rilancio del settore turistico anche attraverso la creazione di un braccio operativo che mettendo insieme soggetti pubblici e privati, camere di commercio e società di gestione degli aeroporti potesse finalmente dare attuazione alle importanti azioni di promozione e marketing indispensabili per rafforzare la destinazione Sardegna. Tutto soppresso.

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Con la cancellazione della DMO si delinea un ritorno al passato più buio, con l’accentramento di tutte le competenze in capo all’Assessorato Regionale, sempre più cagliaricentrico e lontano.
Ci chiediamo se tali decisioni siano state oggetto di discussione con le realtà pubbliche e private dell’Isola, con le istituzioni, le associazioni di categorie, i consorzi turistici. Ma la domanda è retorica.

Ci piacerebbe almeno sapere se l’assessore comunale al turismo Di Gangi fara’ valere le sue posizioni, peraltro inserite nel documento di programmazione, recentemente votato dal Consiglio Comunale che prevedeva anche DMO locale o se si allineerà all’ordine di scuderia, imposto da Cagliari. Dia insomma qualche segnale di vita.