Caso Qatar: l’avvocato Merlini e le firme false

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Un’udienza in aula 1 presso il tribunale di Tempio Pausania ha avuto in discussione il coinvolgimento dell’avvocato Angelo Merlini, da sempre proclamatosi ad Olbia e dintorni legale del Qatar.

La richiesta di archiviazione fu presentata dal PM La Femina, ma un giudice del tribunale di Tempio, dott.ssa Cristina Arban, ha voluto riaprire il fascicolo. L’avvocato Ramazzotti, che difende Angelo Antonio Merlini, ha depositato le memorie difensive, incentrate non tanto per dimostrare l’estraneità del suo assistito, ma più che altro per screditare Alessandro Marini, accusato della fantomatica tentata estorsione ai danni dello stato del Qatar. Proprio Marini, tra l’altro, ha citato in giudizio l’intera famiglia dell’emiro Tamin Al Thani.

Va ricordato, in proposito, che Alessandro Marini, a suo tempo, tramite i suoi legali, con un motivato ricorso di ben 25 pagine, si era opposto all’archiviazione, che la dott.ssa Orban accolse in toto.

Al centro dell’udienza, le firme false del manager della Qatar Foundation, Tidu Maini, contraffatte, come ha cercato di dimostrare una scrupolosa e dettagliata perizia calligrafica di oltre 40 pagine. Le accuse dei legali di Marini sono indirizzate contro il penalista nuorese residente a Olbia, che sarebbe anche accusato di aver prodotto, in diversi procedimenti pendenti negli uffici giudiziari del tribunale di Tempio, procure alle liti a firma falsa, che sarebbero ben 13.

L’avv. Ramazzotti (difensore del Merlini) ha tacciato Marini di persecuzione giudiziaria nei confronti dell’avvocato Merlini, tesi, questa, che i legali del Marini hanno rigettato con forza.

Ricordiamo che Marini è divenuto proprietario, attraverso un atto transattivi, dal possessore Luigi Mulas di circa 60 ettari di terreni. Mulas ricevette 100.000 € pur di abbandonare le terre, che però erano state già vendute qualche mese prima a Marini. Sono ettari di terreni adiacenti al Mater, piuttosto rilevanti in quanto è su questi terreni che dovrebbe avviarsi la seconda fase dell’intera struttura ospedaliera. E’ bene ricordare, inoltre, che è pendente l’annullamento dell’atto notarile della Mater Olbia con udienza fissata a gennaio 2020, con contestuale risarcimento danni pari a 200 milioni di euro. In questa richiesta di risarcimento è coinvolto anche il notaio di Cagliari Lamberto Corda.

Nell’udienza, la difesa del Merlini ha messo in evidenza l’aspetto stalkerizzante del Marini. Ramazzotti viene colto di sorpresa quando i difensori del Marini hanno prodotto la minuziosa perizia calligrafica che smonterebbe le firme depositate da Angelo Merlini nei rispettivi procedimenti civili e penali pendenti presso il Tribunale di Tempio Pausania. I legali del Marini, tra l’altro, sono entrati in possesso del passaporto originale di Yoginder Nath Tidu Maini e proprio da tale documento sono state comparate delle firme prodotte da Angelo Merlini e in tutte sono emersi chiari segni di contraffazione.

L’avvocato Ramazzotti si è opposto al deposito della relazione grafologica che inchioderebbe definitivamente l’avvocato Merlini, ma il giudice dott.Marco Contu ha ritenuto opportuno acquisirla agli atti.

Appare evidente che il giudice delle indagini preliminari si sia preso del tempo per valutare la riapertura delle indagini o un possibile rinvio a giudizio dell’avvocato Merlini o, addirittura, un decreto di condanna dello stesso legale.

Per gli avvocati del Marini, la situazione è molto chiara, ossia, Angelo Merlini non ha mai prodotto alcuna firma in originale, ma ha depositato sempre firme in fotocopia che analizzate nel complesso, risultano false.

Intanto, la stampa sarda (Unione Sarda), secondo i legali del Marini, riporta il resoconto dell’udienza omettendo passaggi importanti alla comprensione dell’intera vicenda. Tanto parziale appare la ricostruzione che i legali del Marini chiederanno la rettifica.

Da qualsiasi lato si voglia osservare il caso firme false sul Mater, occorre verità.  Secondo i difensori, fin dall’inizio della vicenda, Marini è stato vittima di una macchinazione tesa ad incastrarlo. “A tale proposito, sottolineano, i molteplici atti depositati da Merlini alla Procura della Repubblica di Tempio Pausania, dai quali emerge che in quel periodo la vittima di stolkeraggio era, il nostro assistito Marini”.

I legali di Alessandro Marini si dichiarano fiduciosi nella giustizia e nel processo penale che vede indagato Angelo Antonio Merlini.

Finora l’avvocato Angelo Merlini non ha prodotto alcun atto che dimostri la sua innocenza e che lui sia il vero legale delle società riconducibili alla Qatar Foundation. Infatti, stando alle risultanze della relazione grafologica sviluppata da un Ten. Col. dei Carabinieri ex RIS, tutte le firme apposte ai diversi documenti risulterebbero false, e, addirittura, sarebbero ben 26.

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