Quarto appuntamento della manifestazione Il Giardino del Centro 2019

Venerdì 19 luglio ore 21,00 Retaggi sovrapposti:quando gli interessi comuni superano i muri, incontro con Eva Ziedan
esperta di sostegno alle comunità locali e sviluppo sostenibile.
Durante la guerra, le persone perdono gli elementi di base della vita, e in assenza di istituzioni statali e sotto la fragile situazione di sicurezza e di economica, cercano di occupare lo spazio nel processo decisionale, cambiando il tipo di relazioni con il governo e le autorità locali.

Per fare ciò, le persone di solito si riuniscono, usano e talvolta riscoprono le loro risorse locali, gestendole collettivamente ed estendendo la proprietà delle loro conoscenze.
Perché? perché hanno bisogno di creare soluzioni ai loro problemi.

In questa presentazione si parlerà del caso Siria e come le comunità locali, in alcune aree che hanno subito direttamente la guerra, sono riuscite alcune volte ad attraversare muri di conflitto, negoziare e resistere contro le autorità militari.

Eva Ziedan (PhD) è un’archeologa siriana ed esperta nello studio del ruolo e delle relazioni fra patrimonio culturale e le società odierne; ha più di dieci anni di esperienza di lavoro in Libano, Siria ed Europa.

L’archeologia, come disciplina da usare per sviluppare relazioni e competenze con le comunità locali e sia col mondo del turismo internazionale, rappresenta il suo ambito di specializzazione principale professionale. Grazie alla sua formazione teorica e pratica, Eva Ziedan offre competenze uniche nel campo della relazione fra patrimonio culturale, comunità locali e autorità politiche. Fin dall’inizio della crisi in Siria la Dott.ssa Ziedan ha lavorato intensamente con reti sociali, leader locali, e professionisti esperti in vari aspetti dello sviluppo socio economico legato al patrimonio culturale (soprattutto in aree di crisi), quali il sostegno dei processi di riconciliazione e pacificazione, innovazione progettuale, pianificazione strategica, costruzione di reti cooperazione sociale e, infine, sviluppo delle competenze professionali sulla base delle conoscenze del patrimonio culturale e archeologico.