Paola Dubini presenta in Sardegna il saggio “Con la cultura non si mangia”Falso!

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Dal 20 al 22 maggio Paola Dubini, docente di Management all’Università Bocconi di Milano, sarà in Sardegna per presentare il volume “Con la cultura non si mangia”Falso! edito da Laterza.

Il primo appuntamento è a Macomer, lunedì 20 alle 19, al Centro Servizi Culturali. Martedì 21 sarà la volta di Sassari dove alle 18 nella sede della Fondazione di Sardegna il libro sarà oggetto di una tavola rotonda coordinata da Sergio Salis. Mercoledì 22 l’appuntamento è a Cagliari alla Mem, alle 17:30, in compagnia di Silvano Tagliagambe.

Gli appuntamenti di Sassari e Cagliari fanno parte del festival diffuso Éntula, organizzato dall’associazione Lìberos.

Paola Dubini, attraverso il suo saggio dimostra che la cultura in realtà sia redditizia. La Dubini riporta alcuni tra i dati più significativi, che ci fanno comprendere come la cultura sia portatrice di ricchezza: infatti i settori culturali e creativi contribuiscono al 4,2% del PIL europeo.

Continua la Dubini: In Italia l’ultima indagine Symbola- Unioncamere stima che nel 2018 il perimetro del sistema produttivo culturale e creativo sia di oltre 92 miliardi di euro di valore aggiunto. Di questo oltre 13 miliardi provengono da settori creativi (architettura, comunicazione, design), circa 34 miliardi dai settori culturali (cinema, radio, tv, videogiochi, digitale, musica, stampa, editoria),  3 miliardi del patrimonio storico-artistico, quasi 8 miliardi dalle arti performative.

Secondo questa indagine, la cultura ha sul resto dell’economia un effetto moltiplicatore pari a 1,8: in altri termini per ogni euro prodotto dalla cultura se ne attivano 1,8 in altri settori.

Uno dei motivi per cui ci ostiniamo a dire che con la cultura non si mangia, secondo la professoressa, è perché le risorse della cultura vengono percepite come componenti materiali, paragonabili al petrolio. Tuttavia se fosse così, i monumenti e le opere d’arte sarebbero innanzitutto non rinnovabili e destinate ad esaurirsi.

Invece in questo campo funziona esattamente al contrario: per il solo effetto dello scorrere del tempo la consistenza fisica del patrimonio cresce. In compenso le espressioni immateriali della cultura, come tutte le risorse immateriali, non soggiacciono alle stesse regole di finitezza delle risorse materiali. Le risorse hanno tanto più valore quanto più sono rare ed uniche: è in dubbio che la rarità, l’unicità siano caratteri che distinguono le risorse culturali del nostro paese”.

 

 

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