Sardegna seconda in Italia per numero di capi Limousine-charolaise

COLDIRETTI NORD SARDEGNA. PREMIATI IL 90% DEI BOVINI SARDI LIMOUSINE-CHAROLAISE PARTECIPANTI ALLA MOSTRA NAZIONALE.

Sardegna protagonista ai campionati nazionale delle razze bovine da carne Charolaise e Limousine che si è svolta nel fine settimana scorso a Bastia Umbra, dove, come ha annunciato l’Associazione allevatori regionale (AARS), sono stati premiati 9 dei 10 capi isolani presenti.

Un grandissimo successo per una Regione che si piazza al secondo posto in Italia dopo la Sicilia per numero di capi (13.206) delle due razze di bovino da carne. La Sardegna è invece terza per numero di capi Charolaise (2.268) dopo Sicilia e Lazio, e terza anche per numero di Limousine (10.938) dopo la solita Sicilia e Toscana. Nell’Isola il 10,71% del totale di capi italiani di Charolaise ed il 13,32% di quelli Limousine.

Il maggior numero è concentrato nel Nord Sardegna dove sono presenti il 56,35% di capi Charolaise (1.278) e il 48,98% di Limousine (5.357). E provengono da qui, infatti, i nove capi premiati a Bastia Umbra (un campione junior, due primi posti, cinque secondi posti, un terzo posto oltre ad un premio speciale).

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N. CAPI CHAROLAISE

N. CAPI LIMOUSINE

SARDEGNA

2.268

10.938

NORD SARDEGNA

1.278

5.357

NUORO

405

3.757

ORISTANO

507

619

CAGLIARI

78

1.205

“Un successo importante per la Sardegna che ha maggiore valore in quanto arriva dopo due anni di black out dovuti alla pandemia che ha sospeso tutte le mostre ed i momenti di confronto – afferma il socio Coldiretti Michele Filigheddu, allevatore di Arzachena che alla mostra nazionale ha conquistato due secondi posti -. Ci dà nuovi e grandi stimoli per ripartire e preparare la mostra regionale di Charolaise e Limousine che si terrà dal 22 al 24 aprile prossimo a Ozieri”.

“È la conferma del grande lavoro e passione dei circa 450 allevatori di queste due razze di bovini da carne iscritte al libro genealogico – sottolinea il direttore di Coldiretti Nord Sardegna Ermanno Mazzetti – che hanno continuato a lavorare con lo stesso impegno anche durante la pandemia”.