Progetto Isula: il turismo esprienziale in Sardegna è un successo!

Gran successo per la prima edizione del progetto “Isula, viaggio esperienziale nelle meraviglie della Sardegna”, che si è svolto tra le località di Cagliari, Lunamatrona, Siddi e Pau per 5 weekend, a cavallo tra novembre e dicembre 2021. Oltre 300 partecipanti malgrado le condizioni meteo proibitive dei primi due appuntamenti, con il 100% di utenti soddisfatti, come emerso dai questionari di qualità fatti loro compilare prima, durante e dopo l’esperienza di visita.

Il turismo esperienziale viene quindi riconosciuto quale fattore di allungamento della stagione turistica e quale strumento di lotta allo spopolamento delle aree interne, ragioni per le quali il progetto “Isula” è stato finanziato dalla Regione della Sardegna, Assessorato del Turismo L.R. n. 7/55 anno 2020.
Ma cosa è il turismo esperienziale? Il turismo esperienziale ed emozionale è, già da diversi anni, una delle più importanti tendenze del turismo internazionale. Con il turismo esperienziale il visitatore e il turista, diventano parte attiva del progetto di visita. Non si tratta più della visita ad un museo o a un’area archeologica che si manifesta attraverso l’interlocuzione solitaria della persona con i reperti, i pannelli esplicativi o un’audioguida.
Si tratta viceversa di immergersi nella cultura di un luogo, vivendo in mezzo alle persone del posto e alle tradizioni del territorio, andando alla scoperta del cosiddetto “genius loci”. E’ una forma di turismo lenta, dove più che decidere dove andare, conta farsi un’idea di quali esperienze si vogliano vivere.

Esperienze a tutto tondo

Per raggiungere questi obiettivi, con il turismo esperienziale, si usano tutti e 5 i sensi: la vista e l’udito com’è facile immaginare, ma anche il tatto, il gusto e persino l’olfatto.
Quello che solitamente si fa fatica a comprendere semmai, come emerso anche dai  questionari, è cosa sia davvero il turismo esperienziale. Significa ad esempio andare a visitare la Sella del Diavolo accompagnati da un archeologo che ci racconta tutto sulla storia del luogo e delle testimonianze archeologiche emerse dagli scavi, ma significa anche essere accompagnati da un biologo che si spiega quali siano le essenze e gli endemismi del territorio e ci insegna, utilizzando bacche e foglie raccolti sul posto, a creare un ottimo distillato da degustare sul momento.
Significa visitare i complessi nuragici e prenuragici sulla giara di Siddi, con i nuraghi e le tombe dei giganti popolati da personaggi in costume storico, vestiti come i nostri avi di migliaia di anni fa, mentre risuonano le note dei più famosi strumenti a canna della Sardegna, launeddas e non solo.
Significa visitare la tomba dei giganti di Lunamatrona e subito dopo imparare a preparare la pasta fresca tipica del posto, risultato di tradizioni millenarie arrivate fino a noi oggi. Badate bene, non solo vedere una persona che le prepara e spiega tutti i segreti del procedimento, ma mettere letteralmente le mani in pasta, cimentarsi in prima persona.
Tomba dei Giganti – Siddi
Significa visitare il museo del’ossidiana di Pau, indossare una maschera che nasconde la vista e conoscere la pietra attraverso il tatto, passeggiare tra i terreni di un antico vulcano estinto, dove i nostri avi andavano a raccogliere l’ossidiana, cominciando a scheggiarla sul posto, oppure sedersi all’aperto attorno al fuoco e imparare i rudimenti dell’arte della tessitura, su piccoli telai creati per l’occasione.
Cagliari – laboratorio liquore essenze locali

Esperienze che le persone ricorderanno a lungo portandole nel proprio cuore, che racconteranno ad amici, parenti e colleghi ad ogni occasione. Che condivideranno nei social sia sul momento, sia ad anni di distanza tra i ricordi, innestando un importante passa parola, capace di attivare e consolidare ulteriori flussi turistici.

Dai questionari è emersa la voglia di conoscere la nostra storia e la nostra tradizione, di conoscere i nostri prodotti, le filiere produttive e i procedimenti di preparazione dei piatti come dei prodotti degli artigiani. Ma soprattutto è emersa la volontà dichiarata dai partecipanti di pagare un giusto corrispettivo per vivere queste esperienze, vissute come uniche. Un corrispettivo capace di remunerare i produttori delle nostre produzioni di qualità e tutti coloro che sono parte attiva di questo innovativo processo di visita e conoscenza del nostro territorio.
Per tutti questi motivi un plauso è andato alla Regione Sardegna, che più del 90% dei partecipanti crede debba finanziare iniziative in tal senso, volte a tramandare la conoscenza dei saperi e delle tradizioni della Sardegna, così come a valorizzare le straordinarie testimonianze del passato che puntellano il territorio.