Sassari: che fine hanno fatto i fondi per l’Hospice?

Sassari: che fine hanno fatto i fondi per l’Hospice?
Mozione di Desirè Manca (M5S)

“Con la legge n. 39 del 26 febbraio 1999 il Governo ha stanziato circa 206 milioni di euro per la realizzazione di progetti regionali di strutture residenziali Hospice, dedicate all’erogazione di cure palliative.

Sono trascorsi oltre dodici anni dall’avviamento di questo piano nazionale grazie al quale la Sardegna ha avuto accesso a 5 milioni di euro per la realizzazione di strutture Hospice sul territorio regionale. Tuttavia, sebbene il finanziamento milionario risulti essere stato completamente erogato e utilizzato dalla Regione Sardegna, ad oggi, nell’area territoriale di Sassari ancora non è presente alcuna struttura Hospice accreditata con la Regione”, spiega Desirè Manca (M5s).

“Trovo inaccettabile – osserva – che la rete per le cure palliative, essenziale per garantire dignità ai malati sardi, non sia mai stata portata a compimento. Attualmente i malati terminali in Sardegna possono essere seguiti in quindici strutture Hospice distribuite su tutto il territorio regionale di cui però neanche una nella città di Sassari, dove per numero di abitanti dovrebbero essere assicurati venti posti letto in Hospice”.

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Così la consigliera regionale del M5s Desirè Manca ha presentato una mozione che impegna il Presidente Solinas e l’assessore alla Sanità Nieddu a completare l’attivazione e l’accreditamento delle strutture Hospice realizzate con i fondi del “Programma nazionale per la realizzazione di Strutture di cure palliative” (DM 28 settembre 1999 e DM 5 settembre 2001) e con i fondi del POR FESR 2007-2013 Asse 2 Inclusione, Servizi sociali, Istruzione e Legalità.

“É necessario poter finalmente garantire ai malati terminali del territorio sassarese adeguato sostegno medico, psicologico e spirituale nelle ultime fasi della vita.

É inaccettabile che ancora oggi non sia stata realizzata la rete per le cure palliative attraverso un percorso che deve coinvolgere anestesisti, oncologi, radioterapisti, psicologi e altri specialisti, oltre all’ospedale ed ai servizi sociali. Tutelare la dignità dei malati sardi ed eliminare le disparità di trattamento nel territorio regionale – conclude – è compito di questo governo regionale”.