Disabili psichici e inserimento lavorativo, Deriu (PD): “problema sempre più grave”

Roberto Deriu - stampa sarda in crisi
Roberto Deriu (PD).

“Dopo la pandemia, il sistema di collocamento dei disabili psichici farà ancora più fatica a mettersi in moto e non sarà in grado di affrontare le nuove sfide occupazionali. Il problema rischia di essere sempre più grave, è ora quindi di mettere in campo misure concrete in grado di rilanciare l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità. La Regione non trascuri la fascia debole della popolazione”. Così Roberto Deriu, consigliere regionale del Partito Democratico e primo firmatario di un’interpellanza rivolta alla giunta sull’inserimento lavorativo delle persone con disabilità psichica.

“Il mal funzionamento del sistema, unito alla crisi economica e alla pandemia, hanno penalizzato soprattutto le persone con disabilità più deboli, tra cui i disabili psichici – spiega Deriu –. Per questo motivo è necessario occuparsi concretamente dell’inserimento e dell’integrazione lavorativa di queste persone, come indicato dalla legge 68/99, che ha profondamente innovato la disciplina sulle assunzioni obbligatorie e costituisce un punto di riferimento fondamentale per l’inserimento lavorativo dei soggetti con disturbo psichico”. Secondo la legge in questione, infatti, le persone con disabilità psichica vengono avviate su richiesta nominativa mediante le convenzioni ex Legge 68/99, art. 11, per cui non vengono inserite nelle graduatorie valide per gli avviamenti a selezione presso la pubblica amministrazione. La legge, dalla sua entrata in vigore, ha però trovato attuazione solo in misura molto limitata anche in Sardegna. Una situazione che rischia di peggiorare a causa delle conseguenze legate alla pandemia.

“Per questo motivo – prosegue l’esponente del PD – chiediamo se il Presidente della Regione e la Giunta regionale abbiano disposto provvedimenti indispensabili per l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità psichica, secondo le loro competenze e possibilità”.

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“Se il nostro Paese è una Repubblica fondata sul lavoro, il diritto al lavoro dei cittadini più fragili è una vera sfida di civiltà”, conclude Roberto Deriu.