Si ritorna in campo dopo la pausa natalizia con una sfida ostica per i rossoblù. Il Cagliari, infatti, scenderà in campo domani alle ore 15 alla Sardegna Arena in cui affronterà il Napoli di Gattuso.

Il mister Di Francesco nella conferenza stampa della vigilia parla dei tanti assenti (Godin, Ounas, Faragò e Klavan), ma in primis del grosso infortunio di Rog che starà fuori per mesi.

“Mi dispiace per il ragazzo, stava facendo passi da gigante in un ruolo non suo. La sua assenza si farà sentire, cercheremo di rimediare anche con l’arrivo di Nainggolan”.

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Da una tristezza ad una gioia. Questa settimana, infatti, è tornato in Sardegna Radja Nainggolan dall’Inter in prestito secco. Un giocatore che voleva fortemente l’allenatore, ma l’operazione sfumò la scorsa estate. Il belga sarà ufficialmente rossoblù dal 4 gennaio.

“Speravo nel suo arrivo, sono convinto che sarà un valore aggiunto. Può darci molto, è in grado di disimpegnarsi in più ruoli: dipenderà dalla sua condizione che crescerà col tempo. Ha fatto anche il mediano basso, non è propriamente il ruolo dove dà il massimo, ma questo fa capire la sua predisposizione e disponibilità. Chiaramente più gioca vicino alla porta, più ha la possibilità di far male agli avversari. Radja ha personalità, conoscenza, è un giocatore di grande livello generale: l’importante sarà metterlo in condizioni di esprimersi al meglio, ma dovrà mettersi lui al servizio della squadra, non il contrario”.

Dall’altra parte del campo ci sarà il Napoli che avrà delle assenze importanti (in primis Osimhen fuori per Covid), ma non bisogna sottovalutare l’avversario.

“Il Napoli ha la miglior difesa del campionato e in avanti uomini che possono decidere la gara in qualsiasi momento. Anche loro come noi avranno qualche assenza, ma la qualità della rosa è tale da poter sostituire bene gli indisponibili. Ambiscono ad arrivare tra le prime, hanno un grande possesso palla e aggressività.”

Un periodo non semplice per il Cagliari, ma l’unica medicina che porta via i guai è la vittoria.

“Non mi fa impazzire l’idea di schierare alcuni giocatori in una posizione diversa dalla quale sono abituati, ma devo capire i momenti e cercare in ogni caso di farli esprimere al massimo. La miglior medicina è la vittoria, che aiuta a lavorare meglio e a dare certezza ai ragazzi, sia a livello individuale che di squadra”.