Samantha Smith
Samantha Smith con la lettera del leader sovietico Yuri Andropov (AP Photo/Patricia Wellenbach).

“Caro Sig. Andropov,
Mi chiamo Samantha Smith. E ho dieci anni. Congratulazioni per il vostro nuovo lavoro. Mi sono preoccupata a proposito di una possibile guerra nucleare tra Russia e Stati Uniti. State per votare per avere una guerra o no? Se non volete, ditemi per favore come farete per evitare che ci sia una guerra. A questa domanda potete non rispondere, ma mi piacerebbe sapere perché volete conquistare il mondo o almeno il nostro Paese. Dio ha creato il mondo per noi perché potessimo viverci insieme in pace, non per combatterci.

Sinceramente,
Samantha Smith”

Erano gli anni della guerra fredda, delle manifestazioni di protesta anti-nucleari in Europa e nel Nord America e i rapporti diplomatici tra i due Paesi erano caratterizzati da forti attriti.

La risposta da parte del Segretario generale del Partito Comunista dell’Unione Sovietica arrivò qualche mese dopo, il 25 aprile del 1983. Nella sua lettera Andropov rispondeva alle domande della bambina e apriva uno spiraglio di pace e distensione invitandola a visitare il Paese e a trascorrere qualche giorno con i bambini sovietici.

“Cara Samantha,

Ho ricevuto la tua lettera, che somiglia a molte altre giuntami di recente dal tuo Paese e da altri Paesi di tutto il mondo.

Mi sembra – da ciò che posso leggere nella tua lettera – che tu sia una ragazzina coraggiosa e onesta, simile a Becky, l’amica di Tom Sawyer nel famoso libro del tuo compatriota Mark Twain. Questo libro è molto conosciuto e amato nel nostro Paese da tutti i ragazzi e le ragazze.

Hai scritto che sei in ansia circa la possibilità che ci sia una guerra nucleare tra i nostri due Paesi. E hai chiesto se stiamo facendo niente per evitare che questa guerra scoppi.

La tua domanda è la più importante tra tutte quelle che ogni uomo pensante possa mai porre. Ti risponderò con assoluta serietà e onestà.

Sì, Samantha, noi nell’Unione Sovietica stiamo tentando di fare tutto il possibile perché non ci siano guerre sulla Terra. Questo è ciò che ogni uomo sovietico vuole. Ciò che il grande fondatore del nostro stato, Vladimir Lenin, ci insegnò.

Il popolo sovietico sa quale cosa terribile possa essere una guerra. Quarantadue anni fa, la Germania nazista, che mirava alla supremazia mondiale, attaccò il nostro Paese, bruciò e distrusse molte migliaia delle nostre città e villaggi, uccise milioni di uomini sovietici, donne e bambini.

In questa guerra, che terminò con la nostra vittoria, noi eravamo alleati con gli Stati Uniti: insieme lottammo per la liberazione di molte persone dagli invasori nazisti. Spero tu sia a conoscenza di tutto ciò grazie alle lezioni di storia della tua scuola. E oggi desideriamo ardentemente vivere in pace, commerciare e cooperare con tutti i nostri compagni di viaggio su questa Terra – che siano vicini o lontani. E certamente anche con un grande Paese come gli Stati Uniti d’America.

In America e nel nostro Paese ci sono armi nucleari – armi terribili che possono uccidere milioni di persone in un istante. Ma vogliamo che non vengano mai usate. Ed è precisamente questo il motivo per cui l’Unione Sovietica ha dichiarato solennemente al mondo intero che mai – mai – userà queste armi per prima contro qualsiasi altro Paese. In generale noi proponiamo di metter fine alla loro produzione e procedere all’abolizione di tutte le pile di stoccaggio sulla Terra.

Mi sembra che questa sia una risposta sufficiente alla tua seconda domanda: “perché volete fare la guerra al mondo intero o perlomeno al nostro Paese?” Noi non vogliamo nulla di tutto ciò. Nessuno nel nostro Paese – né i lavoratori o i contadini, gli scrittori o i dottori, né gli adulti o i bambini, né i membri del governo – desiderano una grande o “piccola” guerra.

Noi vogliamo la pace – abbiamo dell’altro da fare: far crescere il frumento, costruire e inventare, scrivere libri e volare nello spazio. Noi vogliamo la pace per noi stessi e per tutti i popoli del pianeta. Per i nostri figli e per te, Samantha.

Ti invito, se i tuoi genitori saranno d’accordo, a venire in visita nel nostro Paese, il momento migliore sarebbe questa estate. Scoprirai il nostro Paese, incontrerai i tuoi coetanei, visiterai un campo internazionale per bambini – “Artek” – sulla riva del mare. E vedrai con i tuoi occhi: nell’Unione Sovietica, ognuno è per la pace e l’amicizia tra i popoli.

Grazie per la tua lettera. Ti auguro tutto il meglio per la tua giovane vita.

Y. Andropov”

Il CNDDU considera la vicenda della giovane Samantha come un esempio da far seguire ai giovanissimi per sollecitare i Governanti a rispettare i Diritti Umani sulla terra; è importante che gli adolescenti sappiano conservare senso di giustizia, curiosità e volontà di cambiare quello che non funzione come aveva fatto la bambina statunitense.

Pertanto gli studenti sono invitati a inviare le loro riflessioni alla nostra e-mail: coordinamentodirittiumani@gmail.com.

Prof. Romano Pesavento, Presidente CNDDU