C’è la fiducia sul Cura Italia, ma è scontro con il Centrodestra

Il voto in Senato si è concluso con 142 voti a favore99 contrari e 4 astenuti, e si è svolto seguendo le regole di distanziamento sociale anti-COVID-19, facendo entrare 50 deputati e senatori alla volta. Anche per questa ragione la votazione è durata così a lungo.

Nessun cambio di rotta da parte dei partiti di minoranza: Meloni, Salvini e Tajani avevano annunciato il loro dissenso che è stato confermato, nonostante gli incontri dei giorni passati con il Presidente Conte. Adesso manca il voto della Camera dei deputati.

Senato vota la fiducia al Cura Italia: dura la reazione di Salvini e Meloni

La scelta di porre la fiducia sul decreto Cura Italia aveva spaccato le forze politiche e, come preannunciato, la votazione ha fatto emergere la forte opposizione dei partiti di minoranza.

Nonostante abbia vinto il sì e, quindi, sia stata incassata la fiducia, il voto di oggi ha rivelato la forte spaccatura all’interno del Parlamento. I partiti all’opposizione infatti rivendicano il mancato interesse da parte del Premier Conte verso le idee e le proposte del Centrodestra, i cui emendamenti sono stati scartati. Il Presidente, da parte sua, ha sempre difeso il suo operato, ribadendo il pieno rispetto delle procedure costituzionali in caso di emergenza e l’adeguato coinvolgimento di tutti i parlamentari. Al contrario, per Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, si è trattato di una “farsa”. Queste le sue parole:

«Con l’apposizione della fiducia sul decreto Cura Italia viene definitivamente smascherata la farsa della presunta volontà di condivisione da parte del governo Conte. Mi chiedo a cosa siano servite ore e ore di riunione con le opposizioni se la maggioranza aveva in mente di blindare il provvedimento.»

Anche Matteo Salvini ha espresso in Aula tutto il suo dissenso, definendo il Cura Italia una “presa in giro” poiché non prevede nessuna forma di aiuto economico per i sindaci e per il personale medico – vero protagonista dell’emergenza sanitaria – e ritiene insufficiente il ricorso alla Cassa integrazione.

Intanto oggi, dopo giorni di attesa, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto legge sulla liquidità delle imprese, che prevede lo stanziamento di 400 miliardi di euro in aggiunta ai 25 miliardi stanziati con il Cura Italia.

di Isabella Policarpio

Fonte: www.money.it