Golfo Aranci, M5S: “Su Donnigheddu è da bonificare e mettere in sicurezza”

La Regione risponde all'interrogazione presentata dal Consigliere regionale del M5S, Roberto Li Gioi.

A seguito della mia interrogazione del 18 dicembre scorso, gli Uffici dell’Assessorato alla Sanità hanno disposto due sopralluoghi che sono stati effettuati all’interno dell’area della discarica abusiva di “Su Donnigheddu” in data 9 e 13 gennaio 2020. Due verifiche dalle quali è emerso chiaramente che quanto da me denunciato corrisponde alla verità dei fatti. Su quest’area, utilizzata dal Comune di Golfo Aranci dal 1979 al 1991 e che si estende per oltre 15mila metri quadri, non è mai stato realizzato alcun Piano di caratterizzazione. Ciò significa che non si hanno dati relativi alle effettive condizioni del sito, che “potrebbe aver subito fenomeni di contaminazione a carico delle matrici ambientali”, come testualmente specificato in una delle due relazioni allegate alla risposta all’interrogazione. Gli unici dati disponibili – sempre stando al documento – risalgono a campionamenti di acque superficiali del rio Su Laccu, che scorre a fianco alla discarica, eseguiti dall’Arpas nel 2012.

A comunicarlo è il consigliere regionale del M5S Roberto Li Gioi, che, accolte le istanze dei cittadini, ha acceso i riflettori su questa evidente emergenza sanitaria.

Alla luce dei risultati comunicati dal Dipartimento di Prevenzione Servizio di Igiene e Sanità Pubblica incaricato delle verifiche, è emerso inoltre che non risultano, ad eccezione della ricopertura del cumulo di rifiuti, interventi di messa in sicurezza né di bonifica. Le conclusioni della relazione ritengono pertanto necessari “interventi mirati alla rimozione e/o all’isolamento delle potenziali fonti inquinanti al fine di impedirne il contatto con l’uomo e con i recettori ambientali circostanti”. La discarica nella quale sono stati accumulati negli anni oltre 34mila metri cubi di rifiuti di vario genere – prosegue Li Gioi – sorge nel bel mezzo di un’area residenziale su cui insistono un centinaio di abitazioni di pregio. Numerosi terreni limitrofi, alcuni coltivati a vigneto, altri adibiti ad orto o utilizzati per il pascolo, presumibilmente risultano già compromessi dall’inquinamento. A tutela della salute dei residenti e dell’ambiente, chiediamo che i provvedimenti richiesti dagli uffici competenti trovino immediata attuazione per disinnescare una bomba ecologica da troppo tempo dimenticata.