Amico non portarmi via: recupero e sensibilizzazione contro la sottrazione di sabbia dagli arenili del Sinis. foto

Continua incessante l'attività di recupero della sabbia sottratta agli arenili del Sins. 600 chili restituiti in un evento organizzato dal Comune di Cabras. Indispensabile l'attività di informazione e sensibilizzazione.

amico non portarmi via
Prosegue incessante il recupero della sabbia sottratta all’arenile di quarzo del litorale del Sinis. Si affianca all’attività di sequestro compiuta all’aeroporto di Cagliari la restituzione della sabbia sottratta anche molti anni fa, di persona o a mezzo posta. Quasi un mese fa il Comune di Cabras ha presentato il lavoro svolto e ha restituito alla spiaggia di Is Arutas 600 chili di granelli di quarzo. In questa occasione, Sindaco, Guardia forestale, assessori, cittadini, consiglieri, giornalisti: tutti hanno partecipato al breve corteo e hanno poi riversato la sabbia, accompagnati da un meraviglioso sole più che primaverile. All’evento hanno partecipato anche Tiziana Pinna, responsabile della Stazione Forestale di Oristano, Franco Murru, dell’Associazione Sardegna rubata e depredata, e Pina Careddu “sceriffa della sabbia”. Dal confronto fra i diversi attori si leva chiara la volontà di creare una rete che operi in modo efficace su tutto il territorio, tutelando quella peculiarità costiera che rende unico il Sinis.

“Il controllo e la vigilanza – ha affermato il primo cittadino Andrea Abis – devono andare di pari passo alla grande opera di sensibilizzazione e informazione, costellata di azioni che la nostra Amministrazione intende mettere in atto per governare il danneggiamento dell’arenile e per dissuadere le persone a sottrarre i preziosi chicchi. L’idea è di strutturare un programma di vigilanza civica, con la collaborazione volontaria delle persone e affiancare ad essa la grande partita della cartellonistica, con il fine precipuo di corroborare la percezione del messaggio”. In questa opera giocherà un ruolo primario l’Area Marina Protetta Penisola del Sinis – Isola di Mal di Ventre, che strutturerà e coordinerà le diverse attività previste, quali ad esempio l’infopoint o le aree di scuotimento.

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“Stiamo interloquendo con la Regione – prosegue Abis – perché si intervenga sul recupero di quanto è oggetto di trasporto passivo. Numerosi bagnanti inconsapevolmente sottraggono ogni giorno un ingente quantitativo di sabbia, che rimane adesa alla pelle e agli indumenti, o giace dentro le borse e finisce così per perdersi. Quando le persone lasciano la spiaggia, devono potersi liberare dei granelli. Insistiamo molto su questo: si tratta di un segnale molto importante che la Regione potrebbe dare, in risposta a questa nostra volontà di dar vita e azionare una struttura a 360°”.

In vista della stagione estiva, si attende di vedere come la Regione risponderà a questo appello.