Tempio Pausania: il duro sfogo del Presidente del Tribunale

Sul Tribunale di Tempio, in passato, congetture se ne sono sentite tante, ma non hanno generato ne scompiglio, né prese di posizione significative. Tutto è rimasto a livello di chiacchera e nulla più. Oppure, se si vuole essere più espliciti, si può parlare del trionfo dell'indifferenza.

 

In passato, addirittura, c’era chi lo definiva il “Tribunale delle nebbie”. A tutto ciò c’è da aggiungere le note carenze strutturali, comuni peraltro a tutto il sistema giudiziario italiano.

A rompere quel silenzio, finalmente, ci ha pensato il Presidente del Tribunale, Giuseppe Magliulo, uomo sensibile ai bisogni di un’intera comunità, un Magistrato che, evidentemente, non ha peli sulla lingua e mette nero su bianco per denunciare la carenza di magistrati e cancellieri, da determinare una situazione alquanto allarmante.

La sua denuncia, nero su bianco, è apparsa sul quotidiano de “L’Unione Sarda” del 1° novembre scorso, oltre che su un post pubblicato sui social. Il Dott. Magliulo, tra l’altro, è stato piuttosto esplicito denunciando testualmente “connivenze, responsabilità, abusi e sistematiche violazioni, coperture politiche e correntizie che hanno devastato questo Tribunale e questa incolpevole Comunità, che ogni giorno perde sempre più anche la speranza di avere giustizia”.

Si è di fronte, quindi, ad una denuncia piuttosto dura e forte che non mancherà di provocare gravi scossoni a diversi livelli, sia tra la magistratura, sia nel mondo della politica.

In questi ultimi anni non sono mancati episodi che hanno portato alla ribalta nazionale il Tribunale di Tempio Pausania, con magistrati finiti agli arresti per una serie di reati affaristici sul fronte immobiliare e altri, com’è noto, figurano sospesi dalle funzioni.

Ovviamente tali vicende hanno scosso non poco il mondo giudiziario in particolare e quello forense in generale, oltre ad avere destato serie preoccupazioni tra la collettività gallurese. Non sappiamo se corrisponda al vero una notizia dell’ultima ora, secondo cui un magistrato in servizio, a suo tempo, nella Procura di Tempio e successivamente trasferito a quella di Sassari, pare sia stato “licenziato” dal Ministero della Giustizia. Ignota al momento la motivazione.
Ma non può passare in secondo piano, ovviamente, un altro episodio di grossa rilevanza verificatosi la notte del 25 maggio (ore 23: 15).

Quel giorno magistrato allora a capo degli uffici giudiziari della procura della Repubblica di Tempio Pausania, Domenico Fiordalisi, piombò all’interno della villa di Alessandro Marini in territorio sassarese, nella tranquilla località residenziale del paesino di Codrongianos, una zona abitata da famiglie per bene. Cosa cercava? Da quanto se ne sa, pare fosse alla ricerca di particolari atti, tra l’altro già trascritti presso la conservatoria dei registri immobiliari di Tempio Pausania.
E’ il caso di affermare che quella notte si consumò una delle storie più buie della giustizia gallurese, per come, appunto, la vicenda si è sviluppata nel corso del tempo. Pare, infatti, che essa fu preordinata qualche giorno prima in un noto locale di Murta Maria, frazione di Olbia, precisamente al “caffè della nonna” (stile moti carbonari), tra il Dott. Fiordalisi, l’allora senatore PD Giampiero Scanu, un noto avvocato nuorese ma residente ad Olbia e attualmente indagato per firme false, e niente di meno che l’allora sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Graziano Delrio, fresco di acquisto di villa sul mare in una nota località gallurese.

L’obiettivo da colpire e da abbattere era Alessandro Marini, proprietario legittimato attraverso l’acquisizione di reali diritti di 60 ettari di terra, acquisiti tramite il suo dante causa Luigi Mulas. L’unico modo per cercare di incastralo era addebbiarle la fantomatica tentata estorsione nei confronti di uno stato estero, precisamente il Qatar , oltre che addebitarle il reato di molestie telefoniche nei confronti del direttore generale del “Consorzio Arco lavori” interessato alla costruzione del Mater Olbia Hospital (Battistini Emiliano). Il tutto, dunque, era legato alla nascita della struttura ospedaliera del Qatar, di cui i 60 ettari di terreno del Marini dovevano far parte integrante dell’opera.

Se analizziamo in dettaglio ogni aspetto della nascita del “Mater Olbia Hospital”, è possibile rendersi conto che non sussisteva alcuna prova contro il Marini, ma intanto, a distanza di anni, il processo ha avuto inizio, rubricato al 1093/15. Come non pensare, allora, a quell’articolo pubblicato il 16 agosto 2016 sul sito online http://www.iacchite.blog/?

E’ da tener presente, comunque, che Angelo Antonio Merlini si è da sempre proclamato avvocato del Qatar, che, tra l’altro, si è costituito parte civile nel procedimento penale 1093/15 contro Alessandro Marini. Da una perizia calligrafica depositata agli atti dal Marini, risulterebbe che l’avvocato Merlini, in quel procedimento, avrebbe apposto una firma palesemente falsa firmando in nome del Dr. Yoginder Nath Tidu Maini, rappresentante del Qatar. Il tutto agli atti del procedimento penale 736/2019, ma ad oggi tutto tace all’interno degli uffici giudiziari del Tribunale di Tempio.

Intanto, la denuncia del Presidente Magliulo qualche effetto lo ha prodotto, costatato che il suo grido dall’allarme ha determinato una partecipata assemblea proprio nel palazzo di giustizia, promossa dal presidente degli avvocati galluresi e che ha visto la partecipazione dei vertici dell’Organismo congressuale forense e diversi componenti del Consiglio nazionale forense.

Per l’occasione sono accorsi legali da tutta l’isola, diversi sindaci galluresi, tanti politici, tra cui i consiglieri regionali Andrea Biancareddu e Giuseppe Meloni, oltre al presidente dell’Anci, Emiliano Dessena. Dai vari interventi, è emersa la necessità di ripristinare la legalità e far sì che nel Palazzo ritorni un clima di serenità con un immediato ripristino della legalità. Ovviamente, il raggiungimento di questi obiettivi deve passare attraverso il potenziamento degli uffici giudiziari, tenuto conto che mancano magistrati e cancellieri.

Si deve prendere atto, quindi, della volontà del presidente Magliulo che, con gran caparbietà, punta a combattere e debellare un “sistema” che, dal suo punto di vista, presenta preoccupanti aspetti di connivenze, responsabilità e abusi. E’ evidente che all’interno del Tribunale di Tempio il “sistema giustizia” presenta aspetti inquietanti e paradossali da “risanare”, onde evitare che la situazione si incancrenisca ad un punto tale da indurre la comunità gallurese a “perdere la speranza di avere giustizia”, come, appunto, ha sottolineato il presidente Magliulo.

Sono tante le voci secondo le quali non mancano episodi particolari, che fanno emergere gli sconquassi di un sistema che “zoppica” e produce anomalie inspiegabili. Sempre a proposito del Mater Olbia Hospital, nei mesi scorsi pare che dal fascicolo 736/219 siano stati trafugamenti due atti in originale dai quali il CTU poteva risalire per stabilire la falsità delle firme in cui è coinvolto l’avvocato Merlini, fascicoli custoditi negli uffici della Procura della Repubblica di Tempio Pausania.

Finalmente, dunque, il Tribunale di Tempio Pausania, compresa l’intera Gallura formata da gente onesta, ha trovato un uomo di grande spessore umano, professionale e caratteriale. E’ un uomo tutto di un pezzo, che a denti stretti punta a difendere un’intera comunità che ogni giorno attende giustizia, quella giustizia sana, sincera e leale che non dovrà più essere oscurata e sottomessa da interessi politici e di parte, affinché, d’ora in poi, la legalità trionfi a tutti i livelli.