CIP Sardegna: Achenza campione europeo, Veliamoci ad Oristano, FINP e gli Italiani di Stintino,Europei DSISO a Olbia

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Un bronzo mondiale nel paratriathlon, categoria PTWC, non gli bastava. Giovanni Achenza da Oschiri ha perseverato negli allenamenti in quel lasso di tempo che lo separava dagli Europei di Valencia e l’impossibile si è trasformato in realtà. Il portacolori delle Fiamme Oro costruisce la grande impresa andando a precedere niente meno che l’eccezionale Geert Schipper, colui che nelle gare di cartello arriva alle spalle dell’onnipotente connazionale Jetze Plat.

La tattica attendista del sardo, bronzo alle Paralimpiadi di Rio è stata importante:

Non mi sono mai tolto il pensiero dalla testa – racconta Giovanni Achenza – e alla prima occasione che mi si è presentata ne ho approfittato visto che Schipper è partito senza il suo forte connazionale che dal mio punto di vista lo agevolava nei primi 400 metri della frazione a nuoto, al punto che riusciva a rosicchiarmi un minuto e mezzo; stavolta ci siamo distanziati di tre secondi.

Come è stato l’andamento complessivo della gara?

Il nuoto mi ha permesso di tenere il gap che ho nei suoi confronti; durante i tre giri in bike lo tenevo d’occhio, rendendomi conto che non recuperava come in altre gare. Mi sentivo il fiato sul collo nell’ultimo giro dell’ultima frazione (corsa in sedia a rotelle) ma imboccando l’ultimo rettilineo ho realizzato che non mi avrebbe più raggiunto.

Cosa significa per te averlo battuto?

Si riconduce tutto nel lavoro svolto a Livigno con lo staff tecnico del Direttore Tecnico della Nazionale Mattia Cambi. Si presta molta attenzione ai lavori che faccio rapportati alla mia età e vengono valutati i recuperi dai carichi per essere sempre al top. Possiamo fare di più ma per quanto mi riguarda devo tenere i piedi per terra.

Per un posto a Tokio è già tutto sicuro o devi ottenere altri piazzamenti ?

Il ranking olimpico prevede i tre migliori risultati su otto gare con un terzo posto al mondiale un primo Europeo un terzo in WPS. Mi pare difficile che gli atleti sotto il quinto posto riescano nell’impresa di farmi uscire dai top ten.

A chi dedichi questa vittoria ?

Alla mia famiglia in primis, al DT Cambi e i miei compagni di squadra con cui trascorro tanto tempo durante i raduni

Ti prendi le meritate vacanze o devi riprendere subito

In Sardegna mi attende un dovere assai più importante di medaglie e gare: portare mia figlia all’altare. Poi mi dedicherò ad allenamenti più blandi.

Prossimi appuntamenti “seri”?

A novembre ci sarà un primo test a Verona. Seguiranno raduni suddivisi in blocchi in mete dalle temperature gradevoli: penso alla Sicilia. Nell’anno delle paralimpiadi faremo delle gare mirate per riacquistare il ritmo gara.

Altro da dichiarare?

Il prossimo anno Cannigione ospita la WCUP. Mi farebbe piacere se inserissero una delle nostre gare del circuito.

FIV SARDEGNA: AD ORISTANO LO SPORT E’ INTRISO DI AMICIZIA E PACE INTERIORE GRAZIE A VELIAMOCI

Si chiama Hansa 303, è una barca molto speciale che accontenta davvero tutti, compresi gli atleti paralimpici, in grado di competere ad armi pari con il resto dei regatanti.

Nelle acque del Golfo di Oristano, al largo di Torregrande, ce n’erano ben sette provenienti da zone diverse della Sardegna: un successone se si pensa che nel nostro territorio sono otto in tutto.

La prima edizione del campionato zonale degli Hansa,(targato Federazione Italiana Vela) ha visto la partecipazione della Lega Navale sezione di Sassari, la Lega Navale di Villasimius, il Circolo Velico Porto D’ Agumu Pula e poi lo staff di Veliamoci, padrona di casa, che annovera il campione dorgalese Gian Bachisio Pira, altro punto di riferimento del paralimpismo sardo, che tre anni fa conquistò la convocazione per Rio.

E non a caso è stato lui ad aggiudicarsi la 2^ Coppa Città di Oristano, riservata al primo atleta paralimpico della classifica assoluta che comprende la totalità dei gareggianti.

Ha partecipato l’assistito INAIL Efisio Piras (che ha regatato sull’imbarcazione acquistata grazie anche ad un contributo del CIP Sardegna), in coppia con il direttore sportivo, nonché istruttore di Veliamoci Paolo Marchesi. Podio anche per il sardarese Alessandro Onali che vince il doppio con il contributo della presidente di Veliamoci Maria Cristina Atzori (vedere intervista in basso). Terzo posto per il cagliaritano Walter Puddu.

Tra gli ospiti di riguardo anche la presidente del CIP Sardegna Cristina Sanna che così commenta così l’esperienza velica: “Ho avuto modo di seguire da vicino l’andamento delle gare e devo dire che le sensazioni provate sono state belle ed inaspettate. Ho assistito anche ad un fuori programma con l’interferenza di un nuotatore che pretendeva di compiere la sua performance in mezzo al campo di regata. Fortunatamente ha prevalso la ragione perché rischiava davvero la sua incolumità. Si percepisce molto l’affiatamento tra i componenti di Veliamoci, formano un gruppo molto compatto. Al momento delle premiazioni, per esempio, non sono mancate le parentesi molto divertenti. Questa esperienza mi è servita a constatare come gli atleti incontrino molte difficoltà nell’entrare ed uscire dall’acqua; il porticciolo non è nello stato ottimale per accogliere i velisti disabili. Spero che l’amministrazione comunale possa intervenire per apporre le indispensabili migliorie”.

Le belle sensazioni saranno decisamente amplificate il 2 ottobre in Portogallo, quando a Portimão (Portogallo) Veliamoci Oristano sarà protagonista con una nutrita delegazione composta da Gian Bachisio Pira (singolo e doppio insieme a Maria Cristina Atzori) e l’oristanese Efisio Piras (doppio con Paolo Marchesi). A lanciare un messaggio di opportunità paritarie provvederanno altre due dirigenti oristanesi: Carla Atzori e Noemi Jacob.

Veliamoci porterà sull’Atlantico un carrello colmo di Hansa 303 provenienti dalla FIV Sicilia: verranno messe a disposizione di tutti gli atleti italiani che decideranno di avvicinarsi da quelle parti. A testimonianza di come sia forte il legame con l’altra isola maggiore. A Portimão gareggia anche la nazionale seguita dal tecnico Filippo Maretti.

L’ENTUSIASMO DI MARIA CRISTINA ATZORI

Attualmente ricopre il ruolo di tecnico paralimpico della Terza Zona FIV in quanto anche istruttrice federale. Maria Cristina Atzori fu ammaliata dalla vela sin dalla tenera età, ma ad un certo punto l’amore per questa disciplina è stato così preponderante da spazzare via, senza pentimenti, codici, sentenze e aule di tribunale: la toga le stava davvero stretta.

La vela per me non è sport ma stile di vita – spiega Maria Cristina – e anche l’essere diventata un punto di riferimento dei velisti paralimpici in Sardegna incrementa l’orgoglio personale perché mi incentiva a promuovere il settore e dimostrare con i fatti che si può competere e regatare in una condizione di assoluta parità”.

In appena quattro anni di esistenza, Veliamoci, la società che presiede, è diventata la terza in Sardegna con quasi seicento tesserati.

In primavera è prevista l’inaugurazione della nuova sede ottenuta vincendo un bando comunale (assieme alla Pradelli Gestioni) per l’utilizzo e valorizzazione della ex colonia marina di Torregrande. I due partner avranno vita autonoma con la società imprenditoriale che curerà la parte ricettiva composta da camere, ristorante e piscina. E che rappresenta un punto di riferimento per chi vorrà andare lì ad allenarsi.

Veliamoci avrà a disposizione un’aula didattica, dotata di mezzi multimediali, capace di ospitare trenta persone. Oltre alla veleria, la sala ricevimenti e i servizi igienici c’è la parte a mare che permette di ospitare le barche.

Tutto ciò ci permette di organizzare degli avvenimenti di una certa importanza – rimarca Maria Cristina – sempre nell’ottica di crescita del territorio. Sarebbe indispensabile una passerella di cinquanta metri sulla sabbia per rendere semplice il passaggio dei paralimpici. Se così accadesse si potrebbero fare cose importanti.

E poi c’è un altro problema di accessibilità..

Si, entrare in acqua è estremamente difficile. Sono necessari dei pontili galleggianti adatti, dove poter sistemare la gruetta che permetta la risalita a terra dei velisti in tranquillità e con le loro forze. Assieme ai miei collaboratori, e spero con l’intervento del CIP Sardegna, lotterò per risolverlo nel miglior modo possibile. Nella nostra isola difficilmente troviamo posti del genere perché purtroppo non è diffusa questa cultura.

Il campionato zonale è andato molto bene

Il motto di veliamoci è “ovunque e per tutti”. Sono contenta perché era rappresentata tutta la Sardegna. Si regata assieme, indistintamente. E poi emergono dei bei valori come il rispetto del mare, il rispetto degli altri, il rispetto delle attrezzature. Lavorando in team ottieni grandi risultati.

Con Veliamoci vi occupate di disabilità a 360 °

Un successo inenarrabile lo abbiamo riscontrato lavorando con cinque ospiti di un centro di igiene mentale. Nonostante le loro difficoltà di socializzazione e depressione, si sono sentiti importanti perché hanno collaborato ognuno con le proprie capacità. E questo fa crescere l’autostima personale.

Scrutate gli animi di chi vi viene a trovare

Ascoltiamo le necessità di ognuno per far trascorrere momenti di svago e tranquillità oppure diamo la possibilità di competere alla pari degli altri. Questo grazie anche ai nostri collaboratori che sono tutti istruttori FIV con una certa formazione alle spalle.

E di recente siete stati a Cannigione per il 1° Campus Estivo Summer Contest 2019 organizzato da CIP Sardegna e Inail

Anche in quella circostanza ci sono state risposte ed interessi notevoli. Eravamo presenti con le nostre dotazioni: simulatore, gommone e barche. Li mettiamo volentieri a disposizione per incentivare la crescita di interesse nella nostra disciplina. Gli assistiti erano tutti contenti e spero che l’anno prossimo almeno quattro chiedano di poter fare vela con i corsi di avviamento dell’INAIL.

E prima ancora avete riscosso consensi con la delegazione bielorussa di Minsk

Hanno usato parole molto belle nei nostri confronti. Se trovassero i finanziamenti io andrei a trovarli con una o due imbarcazioni per fare delle dimostrazioni. Sarebbe bellissimo se poi i bielorussi sviluppassero dei progetti a casa nostra.

Insomma siete sempre disponibili..

Andiamo dove ci chiedono di andare, con amore e voglia di fare. Fondamentalmente siamo dei professionisti ma lavoriamo per passione. Quando si agisce con questa mentalità giungono risultati incredibili. La nostra disciplina attira molto, spero che le barche di veliamoci possano aumentare per poter dare la possibilità a più persone di provare.

Potete contare sul prezioso apporto di Pira

Gian Bachisio ha fatto tanto per la vela paralimpica sarda, secondo me la sua attività non è stata valorizzata molto nel passato. Ho sentito il dovere di coinvolgerlo perché è stato protagonista prima nella categoria Laser e poi nel Sonar. Ovviamente fa parte della nazionale paralimpica. E noi vogliamo attribuirli il giusto ruolo che merita.

A Torregrande è andata pure la presidente del CIP Sardegna Cristina Sanna

E’ stata molto sensibile rimanendo con noi tutto il giorno. Ciò mi ha fatto immensamente piacere. Si è resa conto di come la nostra attività sia molto difficile e pesante: questo per me è stato importante. Ha dimostrato di tenere molto alla nostra missione.

Progetti da realizzare?

C’è un forte interesse da parte della classe Hansa per portare una nazionale in Sardegna a patto che si individui un posto particolarmente accessibile. Se ci riuscissimo significherebbe accogliere una trentina di barche da tutta Italia. E poi chissà, da cosa nasce cosa e portare in Sardegna un campionato italiano della classe Hansa sarebbe bellissimo.

FINP SARDEGNA: FREEDOM IN WATER SI CONFERMA MANIFESTAZIONE DI PRIM’ORDINE CON LA SELARGINA FRANCESCA SECCI CAMPIONESSA ITALIANA

E’ cambiata la location ma non l’entusiasmo dei partecipanti che a distanza di un anno sono stati dirottati da Cannigione a Stintino. Come dire, cambiando l’ordine delle località lo splendore naturalistico non cambia.

Nel triangolo di gara dell’edizione n. 6 di Freedom in Water si sono ritrovati assieme nuotatori olimpici e paralimpici, un segno distintivo di questa manifestazione voluta dall’attuale delegato FINP Sardegna Danilo Russu (vedere intervista in basso) e che si svolge ininterrottamente dal 2014.

L’unica nota storta è che il grecale non ha dato tregua ai nuotatori, ma chi si cimenta sulle acque libere sa a cosa si può andare incontro. Nonostante la concomitanza dei mondiali, a Stintino si è riversato un numero importante di atleti paralimpici: ben 20. E tutti hanno sfidato le condizioni climatiche avverse per portare a termine il loro compito.

E non sono mancati i risultati eclatanti degli atleti sardi con Francesca Secci (SA.Spo. Cagliari) che raccoglie il quinto titolo italiano nella categoria S7 – S10 donne. Nella competizione maschile ottimo terzo posto per il consigliere della giunta CIP Sardegna Nicola Azara (Progetto AlbatroSS).

Personalmente sono contenta perché ho realizzato anche un ottimo tempo – confessa Francesca – questo grazie anche alle buone condizioni climatiche degli scorsi mesi che mi hanno consentito di allenarmi con maggiore frequenza. Abbiamo dovuto sopportare un bel venticello, che fortunatamente ha costretto al ritiro solo un’atleta paralimpica. Si è evitato il peggio perché una parte del percorso era molto vicina all’ Isola Piana e lì ci sentivamo protetti, ma poco prima dell’ultima boa ci siamo ritrovati molto esposti alle correnti e quindi era particolarmente faticoso con le onde che ci impedivano di vedere l’arrivo. Nonostante tutto il percorso di Stintino mi è piaciuto molto anche perché nella virata di boa si sono evitati spiacevoli scontri”.

A portare i saluti del CIP Sardegna ci ha pensato il vice presidente vicario Paolo Poddighe: “Ho partecipato con fierezza a questa manifestazione perché da quando è nata ha l’impronta della Sardegna, regione che rispetto alle altre possiede potenzialità diversificate nel poter accogliere un evento di questa portata. Non meno importante il messaggio che Freedom in Water lancia all’esterno a sostegno dell’inclusione totale tra le diverse categorie in gara e credo che i numerosi spettatori presenti l’abbiano recepito”.

DANILO RUSSU CREDE NELLA CRESCITA DEL MOVIMENTO

Dal 2014 ricopre il ruolo di delegato regionale FINP. La passione “politica” di Danilo Russu è nata durante la prima edizione del campionato Italiano Paralimpico in acque libere. Ex Atleta della Sport Full Time Sassari, società che ha contribuito alla crescita del movimento isolano. Per essere particolarmente avvezzo alla materia ha fatto veramente di tutto: istruttore, coordinatore, allenatore, dirigente, gestore di piscina. Una crescita graduale che tende a non fermarsi.

Il tuo personalissimo bilancio di Freedom in Water?

I feedback sono positivi da parte di tutti anche perché la manifestazione è volutamente organizzata per far concorrere assieme paralimpici e non. L’idea va oltre il concetto dell’inclusione perché sotto il profilo agonistico molti atleti hanno il doppio tesseramento FINP e FIN.

Cosa mediti per la prossima volta?

Stiamo già studiando il sistema per portare più atleti nell’edizione del 2020 e fare il possibile affinché partecipino anche i più forti. L’ideale sarebbe organizzare la manifestazione subito dopo le Paralimpiadi di Tokio.

Non vi spaventa il duro lavoro organizzativo?

Beh, ormai sappiamo cosa ci aspetta. Le gare in acque libere richiedono un gran lavoro nell’allestimento dell’area da competizione. E poi c’è da strutturare il campo, l’arrivo, il servizio di ristoro per gli atleti. A cui si aggiungono autorizzazioni varie, il coinvolgimento di giudici e cronometristi e servizi di assistenza.

E’ filato tutto liscio anche sotto il profilo della sicurezza?

Si e sono contento di questo. La garanzia in acqua è stata assicurata, gli atleti erano sempre coperti da imbarcazioni e da canoe.

Come mai vi siete trasferiti a Stintino?

Dopo cinque anni ad Arzachena ci andava bene spostarci per provare nuove location. La finalità della manifestazione è “provocatoria”: vogliamo migliorare il turismo accessibile e quindi fare in modo che le strutture ospitanti facciano un’autocritica e investano per dotare le camere di tutti i necessari requisiti per accogliere le persone con disabilità. Lo stesso discorso va applicato alle spiagge.

Coinvolgere una determinata municipalità, vuole essere anche un motivo di spinta per incentivare la costruzione di strutture sportive accessibili.

Cosa bolle in pentola nelle stanze della FINP Sardegna?

Dal 3 al 6 ottobre a Cagliari si terrà un corso per istruttori paralimpici che seguirà quelli già organizzati a Sassari e Oristano. Inoltre ci sono buone possibilità che sorgano nuove società; questo è importante per l’incremento dei numeri di atleti che si unirebbero a quelli delle società esistenti: Progetto AlbatroSS (Sassari), Promogest (Quartu S. Elena) e Sa.Spo. (Cagliari).

La speranza è, inoltre, di avere all’interno delle scuole nuoto FIN anche istruttori FINP che possano garantire questo tipo di servizio.

Altri obiettivi?

Quello di creare un settore giovanile. Coinvolgere leve fresche in piscina non è semplice. Ma con la formazione di nuovi istruttori le cose dovrebbero migliorare, l’importante è proporsi sul territorio in modo che amministrazioni e cittadini sappiano che possono beneficiare di questa attività, praticabili da tutti i tipi di disabilità.

Un desiderio da esternare?

Mi piacerebbe che in ogni piscina sarda ci fosse un istruttore paralimpico della FINP e che almeno una piscina per territorio possa ospitare un atleta agonista. Considerando che in Sardegna sono attive quaranta piscine, i numeri diventerebbero interessanti.

Concludendo?

Faccio i complimenti alla FINP nazionale perché è arrivata prima nel medagliere dei mondiali e il messaggio che lancia con questo primato, oltre ad essere bellissimo, ha tanti significati perché dietro c’è un lavoro tecnico e politico importante.

CAMPIONATI EUROPEI DSISO

OLBIA SI CONFERMA CITTA’ AMICA DEL PARALIMPISMO

La piscina olimpionica del Geovillage di Olbia ospita fino a domenica 22 settembre 2019 i campionati europei DSISO (Down Syndrome International Swimming Organization) di nuoto e nuoto sincronizzato riservati ad atleti con sindrome di Down. Un gran vanto per la città gallurese e per la Sardegna intera. E anche per la FISDIR sarda, coordinata da Carmen Mura, che è stata chiamata a fare da collante con la federazione nazionale per la buona riuscita dell’evento.

Sono arrivate nell’isola ben 18 nazioni rappresentate da 450 persone di cui circa 200 gli atleti. Alla giornata inaugurale ha partecipato anche il presidente nazionale FISDIR Marco Borzacchini e in rappresentanza del CIP Sardegna il vice presidente vicario Paolo Poddighe: “

Olbia e il Geovillage continuano ad essere un punto di riferimento per eventi internazionali – ha detto Poddighe -e il grande connubio turismo/sport da queste parti funziona a meraviglia. Con tali eventi la Sardegna fa vedere alle altre nazioni di che cosa è capace e quali sono le dotazioni sportive in suo possesso”. Insomma, il paralimpismo, ad Olbia, ha trovato un ottimo punto di riferimento.

E la rappresentativa italiana dimostra di essere a proprio agio grazie ad una autentica vendemmia di medaglie che inorgoglisce tutto il movimento.

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