Modena: “Nino Garau a Spilamberto:Partigiano e testimone”

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Venerdì 19 aprile Spilamberto riaccoglie il partigiano cagliaritano Nino Garau. Una iniziativa culturale promossa dall’Anpi locale con
il patrocinio del Comune chiamerà a raccolta il centro Modenese per ricordare la figura del combattente sardo, nome di battaglia
“Geppe”, che alla guida della brigata “Casalgrandi” la notte tra il 23 e il 24 aprile del 1945 liberò la città emiliana dai nazifascisti
prima dell’arrivo dell’esercito alleato. Nello spazio “Famigli” in viale Rimembranze 19 a partire dalle 20,30 per la prima volta a
Spilamberto saranno presentati il film “Geppe e gli altri”, storia di vita del comandante partigiano sardo Garau, e il volume
dell’Issasco (Istituto sardo per la storia dell’Antifascismo e della Società contemporanea), “La Sardegna e la guerra di Liberazione”
edito da FrancoAngeli. Partecipano gli storici Claudio Silingardi e Daniel Degli Esposti, il curatore del libro, Daniele Sanna, il regista
del film, Francesco Bachis, Walter Falgio presidente dell’Issasco e il figlio del partigiano, Dino Garau.
ANTONIO NINO GARAU, già Segretario generale del Consiglio regionale della Sardegna, è stato decorato al Valore militare. Nato a
Cagliari nel 1923, vive in città. Allievo ufficiale dell’Accademia aeronautica di Caserta, dopo la Resistenza si laurea in
Giurisprudenza. È cittadino onorario del Comune di Spilamberto dove ha ricevuto le chiavi della città. È stato membro effettivo del
Consiglio superiore della Pubblica Amministrazione ed è stato insignito dal presidente del Coni della Stella d’argento al Merito
Sportivo, dopo aver ricoperto incarichi dirigenziali nella Federazione italiana pallacanestro.
Nel film che sarà proiettato a Spilamberto, il comandante oggi 95enne della Brigata partigiana “Aldo Casalgrandi” operativa durante
la Resistenza nel Modenese ricostruisce per la prima volta attraverso il mezzo cinematografico la sua esperienza di lotta dall’8
settembre 1943 alla Liberazione. Frutto di un anno di riprese per 21 ore di girato, il documento prodotto dall’Issra e dal Laboratorio
di Etnografia Visiva dell’Università di Cagliari nel 2012, ripercorre i mesi dall’armistizio di Cassibile sino al 1945 restituendo la
testimonianza diretta di un protagonista.
IL VALORE ETICO DI UNA SCELTA. La formazione della brigata partigiana, le azioni di resistenza, la prigionia tedesca, la liberazione
del Comune vicino a Modena e il ritorno a Cagliari, sono alcuni dei passaggi centrali della storia. Attraverso il metodo dell’intervista,
“Geppe e gli altri” (autori Francesco Bachis, Giuseppe Caboni, Francesco Capuzzi, Walter Falgio e Laura Stochino) riporta un grande
patrimonio di ricordi personali del partigiano, non tralasciando la riflessione sul valore etico e politico della scelta di u n’intera
comunità.
I MILITARI SARDI NELLA RESISTENZA. “La Sardegna e la guerra di Liberazione. Studi di storia militare” a cura di Daniele Sanna, per
FrancoAngeli editore, è il primo titolo della collana “Sardegna contemporanea” dell’Issasco pubblicato nel 2018. Lo studio, con
contributi di Walter Falgio Francesco Ledda, Giuseppe Manias, Daniele Sanna, Giuseppe Sassu, è incentrato sulla sorte dei militari
sardi tra l’8 settembre 1943 e il 25 aprile 1945 e sull’apporto da loro fornito alla causa della Resistenza. Un saggio è dedicato
proprio al partigiano Garau.
La presenza e la riorganizzazione di una grande massa di truppe, che dopo l’armistizio ha inciso sulle dinamiche politiche del
territorio isolano, apre nuovi scenari di ricerca, sul piano della storia militare, in primis, ma anche riguardo a una più generale
lettura delle implicazioni sociali a livello locale. Lo studio dell’Issasco, lungi dall’essere un’indagine esaustiva, intende proporre
alcuni spunti di riflessione su questo specifico profilo che saranno ulteriormente scandagliati e sviluppati.
IL CONTRIBUTO DEI SARDI. Furono numerosi i reparti inviati dall’isola a combattere al fianco degli Alleati verso la Linea Gustav e la
Linea Gotica, mentre molti soldati sardi, che già si trovavano in continente, diedero un contributo decisivo alla Liberazione: sia
quelli sbandati, che furono anche vittime della barbarie nazista, come nel caso dei martiri di Sutri, sia quelli che operarono nelle
bande partigiane. Le vicende del comandante “Geppe” o del colonnello Luigi Cano, che combatté nella Capitale, sono ricostru ite nel
libro, insieme alla complessa evacuazione tedesca dall’isola e al fatto di sangue di Oniferi sinora mai indagato. Il filo rosso che lega
l’antifascismo sardo alla Resistenza è testimoniato dall’alto numero di brigate partigiane dedicate a Gramsci, a dimostrare quanto
fosse stretto il legame fra il leader comunista di Ales e il Movimento di Liberazione.

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