A Sorso continua il bagno di folla con “Calici di stelle”

Ed è sempre record di presenze e di vendite. Tra i vini più richiesti la spunta il vermentino, seguono cannonau e moscato

Successo sempre in crescita a Sorso per Calici di stelle, che anche quest’anno ha fatto registrare un nuovo record di presenze e di consumi.

Il centro storico della “Città del vino” sabato notte è stato letteralmente “invaso” da una marea di visitatori e turisti, provenienti non solo dalla Romangia ma da tutta la Sardegna e da oltremare. Un afflusso che, secondo le stime degli organizzatori, si attesterebbe tra le 15mila e le 20mila unità.

Dopo il brindisi augurale lanciato al Palazzo Baronale dal sindaco Giuseppe Morghen assieme al sacerdote don Luca Collu, la kermesse ha preso il via in un clima festante a partire dalle postazioni di acquisto dei calici, tra profumi di pietanze tipiche, musica e allegria.

I primi momenti di affluenza sono arrivati in Piazza del Comune e al Palazzo Baronale, dove in apertura di serata, la Corale Polifonica Santa Croce ha proposto i pezzi più emozionanti del suo repertorio.

La calca di visitatori è cresciuta velocemente, creando un vero e proprio fiume umano, in particolare agli angoli delle traverse di Corso Vittorio Emanuele e piazza San Pantaleo. Tanto che in alcuni momenti è stato impegnativo spostarsi da uno stand all’altro.

Protagoniste di questa dodicesima edizione sono state le cantine Bagella 1 Sorso, Tenuta Asinara, Antonio Carta, Nuraghe Crabioni, Cantina Sorso-Sennori e Viticoltori della Romangia. Il pubblico si è trattenuto in gran numero fino alle prime ore del mattino.

La manifestazione ha in qualche modo rappresentato un raffronto coerente con l’andamento generale del mercato. Tra le diverse tipologie di vini, tutti imbottigliati, il più richiesto è stato senza dubbio l’ottimo vermentino, un bianco rinfrescante che ben si adegua alla stagione, e si abbina alla perfezione con i piatti a base di pesce locale, prodotti tipici presenti nei vari punti ristoro del percorso.

Al secondo posto del gradimento è arrivato il rosso cannonau, vino robusto sempre molto amato e, nelle dovute proporzioni, c’è poi una riscoperta del moscato, anche grazie alle recenti campagne di rilancio di questa specialità della Romangia.

Questo vino da dessert, che ha goduto di una degustazione dedicata, è stato presentato in varie declinazioni, tra le quali anche un raffinato barricato.

Grande soddisfazione è stata espressa dagli amministratori comunali, in particolare dal vicesindaco Raffaela Barsi in rappresentanza dell’assessorato alla Cultura e al Turismo e da Gigi Spanu per le Attività produttive, che, in collaborazione con l’associazione “Città del Vino”, hanno dedicato notevole impegno per la buona riuscita dell’iniziativa, anticipata dagli appuntamenti di “Aspettando calici – Tramonti e cantine”.

«I vini sono fondamentali per l’economia del nostro territorio e abbiamo dei prodotti che non sono secondi a nessuno – ha affermato il sindaco Morghen –. Le cantine che già stanno operando hanno intrapreso la strada giusta e sono d’esempio per chiunque vorrà intraprendere una nuova avventura in questo campo».

Grande afflusso di visitatori è stato registrato anche lungo le vie adibite a museo a cielo aperto, dove sono state esposte mostre pittoriche e fotografiche e una collettiva d’arte di dieci autori sardi.

Per l’occasione, al Palazzo Baronale è stato possibile visitare in anteprima il Museo Biddas.

 

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