Assemini, Scano: «volontariato protagonista nelle scelte e nel controllo»

«Non possiamo accontentarci, dobbiamo affermare un cambiamento radicale per reindirizzare la città e renderla più bella e funzionale. Dobbiamo lavorare per la crescita e lo sviluppo di Assemini partendo dalle sue fondamenta, superando i ritardi strutturali, valorizzando le suepotenzialità e facendo della riscoperta dell’identità il principale volano». 

VolontariatoA sostenerlo è Antonio Scano, leader di Proposta Civica che precisa: «non faremo da soli, ma con i cittadini in una nuova dimensione: la democrazia assoluta.

Per Scano: «le sorti della nostra città non possono dipendere solo da chi governa e nemmeno da input egoistici. Occorre agire nel solco di una nuova piattaforma, diversa nel metodo e nella funzione: la democrazia assoluta, appunto. Riteniamo fondamentale collegare la dimensione politico-istituzionale con le strutture socioeconomiche impegnate nell’associazionismo “no-profit” e nel volontariato. Un modello innovativo di coinvolgimento che punti sulla qualità cognitiva e sulla capacità di operare nell’interesse comune. Un nuovo umanesimo. L’associazionismo ed il volontariato sono una immensa risorsa sociale ed economica che va coinvolta non solo per contribuire a risolvere i problemi, ma per costruire e controllare l’implementazione delle politiche comunali, specie nelle movimentazioni finanziarie. Una rivoluzione necessaria per risolvere prima e meglio le vecchie e le nuove criticità, ma anche per anticipare quelle emergenti. Un presupposto in grado di affermare vera e dovuta trasparenza».

«Anche questi cinque anni sono trascorsi senza lasciare segni tangibili di utile cambiamento e la strada da percorrere non può essere quella della continuità politica ed amministrativa. Occorre una rottura in grado di affermare anche un nuovo modello gestionale. Amministrare non può essere un mero strumento di visibilità solo per varcare l’uscio della comoda politica regionale. In gioco non vi è il legittimo interesse del singolo politico, ma quello ben più ampio dell’intera comunità e delle sue prospettive di ricchezza», conclude Scano.

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