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Zona Franca Sardegna. Il Governatore Pigliaru e il Pd contro i sardi?

Zona Franca Sardegna. La giunta regione della Sardegna guidata dal governatore Pigliaru continua a commettere una gaffe dopo l’altra, nel totale imbarazzante silenzio della Magistratura e dei media regionali.

Palazzo Giustizia di Cagliari

Per noi di Sardegna Reporter trova forte imbarazzo comunicare che il governo regionale formato da professori universitari e supportato, molto probabilmente, da forti correnti massoniche, non conosce il contenuto degli articoli del nostro Statuto autonomista che riportiamo integralmente.

Testo Originale Statuto Regione Autonoma della Sardegna Art. 12. Il regime doganale della Regione, è di esclusiva competenza dello Stato. Saranno istituiti nella Regione punti franchi.

Clamorosamente giusto per rendere molto più burocratica la vita ai residenti sardi, Pigliaru e company in data 15/04/2016 adottano una delibera commettendo, appunto, una grossa gaffe cercando di attivare con apposita delibera le zone franche doganali non previste appunto dall’art. 12 dello Statuto speciale per la Sardegna. Decreto legislativo 10 marzo 1998, n. 75: “Norme di attuazione dello statuto speciale della Regione Sardegna concernenti l’istituzione di zone franche”.

Conseguenza di ciò, l’art.12 dello Statuto autonomista della Sardegna non cita alcuna zona franca doganale, bensì fa riferimento ai punti franchi e sono, appunto, i porti della Sardegna collegati e collegabili. Ciò sta a significare che la Sardegna, attualmente, è gestita da veri e propri dilettanti della politica.

Altra notizia di rilievo riguarda il comparto agropastorale sardo, fortemente tutelato dalla Zona Franca extradoganale istituita dall’ex Governatore Cappellacci su pressione, soprattutto, del Movimento Politico Sardegna Zona Franca. Al riguardo ben 2 decreti legislativi comunitari resi attuativi, infatti, tutelano dalla concorrenza estera (Rumena, Olandese, Tedesca, Spagnola, Francese), i prodotti degli allevamenti sardi, in particolare formaggi, agnelli, maialetti, vitelli e i suoi derivati come insaccati e, in particolare, il latte da cui deriva un ottimo formaggio.

Zona Franca Sardegna
Vertici del Movimento Politico Zona Franca Sardegna

I formaggi sono super tutelati appunto dalla concorrenza, tanto che, per la vendita in Sardegna, altri formaggi nazionali, per fare un esempio francesi, rumeni e tedeschi sono contingentati e, conseguentemente, di diritto devono essere venduti prima i prodotti degli allevamenti sardi. Ovvio, quindi, che per gli allevatori sardi si aprono concreti scenari di sviluppo.

Zona Franca Sardegna
P.M dottor Marco Cocco

Disarmante risulta essere la relazione (23 maggio 2016) della Polizia Giudiziaria della sezione Polizia di Stato facenti funzione presso la Procura della repubblica di Cagliari, nella quale il vice questore aggiunto, Dott.ssa Rosa Maria Podda, è stata lapidaria nella informativa trasmessa al pubblico ministero Marco Cocco:

“La mancata attivazione della Zona Franca di Cagliari è da ricercarsi nella volontà politica”. Per di più l’agenzia delle Dogane di Cagliari aveva già trasmesso il piano operativo alla regione per l’attivazione del Porto Franco. In pratica, su questo punto, sempre nella relazione della dott.ssa Maria Rosa Podda, risulta evidente la responsabilità politica a livello regionale. Lo si evince n modo inequivocabile dalla nota del 14 maggio 2015del Capo Gabinetto del Presidente della Regione Autonoma della Sardegna, Filippo Spanu, con la quale comunicava che:

1) “la nota dell’Agenzia delle Dogane di Cagliari è stata assunta a protocollo e la stessa nota non risulta ritrasmesso ad alcun assessorato”;

2) “trattandosi di atto risalente al dicembre 2013 – quindi della precedente legislatura- fu gestito da altri funzionari, ora non più in carica a questo ufficio”;

3) “non sono quindi conosciuti i motivi di tale mancata ritrasmissione; si presume che ciò possa essere accaduto in quanto nota indirizzata a questo Ufficio di Gabinetto per conoscenza”.

A margine di quanto sopra, tra l’altro, la dott.ssa Rosa Maria Podda precisa: “appare chiaro che gli uffici coinvolti non hanno interagito tra loro e che la mancata dei provvedimenti a seguito della nota della società Cagliari Free Zone S.c.p.a, è da attribuirsi all’organo politico”.  Il tutto perché il piano operativo della predetta società “non fu ritrasmesso tempestivamente agli uffici titolari delle funzioni gestionali affidati alla dirigenza”.

Ce n’è abbastanza, insomma, per capire che tutto si è arenato per una precisa volontà politica riconducibile a Pigliaru. Che sia stata messa in atto un’azione di “insabbiamento” o di boicottaggio bello e buono per non far nascere la Zona Franca?

Il Pubblico Ministero Dott. Marco Cocco (ritenuto il magistrato castiga politici ) questa volta ha deciso di archiviare l’indagine, mentre sarebbe stato opportuno approfondire i vari aspetti contenuti nella relazione fornita dalla dott.ssa Rosa Maria Podda, per giungere a individuare, in modo inequivocabile, i responsabili della mancata istituzione della Zona Franca.

Giudice Cristina Ornano

Il movimento politico Zona Franca, e per suo tramite l’avvocato Scifo, ha prontamente fatto ricorso sulla richiesta di archiviazione dell’indagine che vede coinvolta l’attuale giunta regionale capeggiata da Pigliaru al GIP Dott.ssa Ornano, la quale, guarda caso, a distanza di 4 mesi continua, di fatto, a non pronunciarsi sul proseguo o o sull’archiviazione della stessa indagine. Perché dunque di quest’arenamento? Motivi  di forti pressioni politiche o i soliti problemi burocratici nell’ufficio del Gip?  Per di più tutti in Sardegna conoscono le indiscusse responsabilità di Pigliaru e Compagni. Pertanto continua il vice questore della Polizia di Stato, le responsabilità vanno cercate nelle figure politiche che potrebbero aver avuto a qualsiasi titolo interessi propri o altrui nel ritardare l’attivazione della Zona Franca in Sardegna.

Va ricordato, inoltre, che il 97% delle istanze di rimborso o annullamento delle cartelle esattoriali presentate alla commissione tributaria di Cagliari, sono state respinte dall’attuale commissione tributaria a danno dei cittadini sardi onesti. In proposito ricordiamo che la commissione Tributaria di Cagliari è presieduta dall’ex Presidente di Corte D’appello di Cagliari, il  Giudice in Pensione dott.ssa Grazia Corradini. Orbene, a smentire la commissione Tributaria di Cagliari è stata la Suprema Corte di Cassazione con sentenza n° 25017, sentenziando a favore del contribuente.

La Sentenza della Corte Costituzionale n. 37/2015, conferma che i poteri e le funzioni che un tempo erano di competenza esclusiva degli Intendenti di Finanza e dei   Dirigenti del Ministero delle Finanze, dall’anno 2000 ad oggi,

–     risultano conferiti a dei semplici impiegati,

–      semplici impiegati, vincitori di concorsi interni anziché pubblici come previsto dall’art. 97 della Costituzione.

Semplici Impiegati, appunto che si sono resi   responsabili del reato di:

1)    ” Usurpazione di Pubblici Poteri ” e di

2)      ” grave danno all’Erario ” grave danno, causato dalla emissione di Cartelle Esattoriali prive della regolare e indispensabile “Iscrizione a Ruolo del debito tributario “firmata da un dirigente di 1^ fascia.

Iscrizione a ruolo che a termini di legge deve essere sottoscritta dalla ” Autorità Fiscale ” come previsto da art. 1 legge 858/1963, art. 51 dpr 633/72, art. 12 d.p.r. 602/73, del D.M. n. 321 del 3 sett. 1999 recante norme per la determinazione del contenuto dei Ruoli di Riscossione.

Autorità Fiscale un tempo individuata nella figura dell’Intendente di Finanza e attualmente (ovviamente) nel Dirigente di prima fascia (più alto in grado) ovviamente assunto tramite Pubblico Concorso.

È importante precisare che dall’anno 1992 in poi, il Ministero delle Finanze ha bandito solo concorsi interni, non potendo bandire concorsi pubblici senza aver  ” PRIMA ” restituito ai ruoli dirigenziali di legittima appartenenza i DIRIGENTI DEFENESTRATI (proprio quelli fatti fuori da semplici impiegati).

Dirigenti Defenestrati che risultavano inquadrati nei Ruoli Dirigenziali istituiti con il d.p.r. 748/72 e modificati dalla legge 358/91 e dal d.p.r. 287/92, Ruoli Dirigenziali salvaguardati dall’art. 2 comma 4 del d.lgs. 29/1993 gli unici Dirigenti abilitati dal Regolamento sull’Autotutela emanato con D.M.  n.  37 dell’11 febbraio 1997 del Ministero delle Finanze, all’annullamento degli atti illegittimi in ” Autotutela “.

Il diritto dei contribuenti Sardi ad ottenere l’annullamento d’ufficio  o la revoca anche in pendenza di giudizio, degli atti illegittimi o INFONDATI / INESISTENTI  è garantita dall’art. 2 quater del d.l. 564/94 convertito nella legge 656/94 dove si prevede che il potere di annullamento degli atti illegittimi in  ” Autotutela ”  compete esclusivamente ad Dirigente del Ministero delle Finanze, ossia il Dirigente assunto tramite pubblico concorso nei ruoli dirigenziali disciplinati dal d.p.r. 748/72 cosi come ribadito  dal succitato Regolamento sull’Autotutela emanato con D.M. 37/1997.

Praticamente i Giudici Romani, delegittimando quasi 800 falsi dirigenti che avevano appunto firmato le cartelle esattoriali anche in Sardegna, dimostrano che il Movimento Politico Zona Franca aveva ragione da vendere.

Ma è mai possibile che in Sardegna, per avere giustizia, occorra sempre varcare il mare? Il movimento politico della Zona Franca, comunque, promette, come sempre, il massimo Impegno per salvaguardare i diritti dei sardi, per tutelarli, soprattutto, da una classe politica ottusa che pensa a se stessa e ignorando di salvaguardare gli interessi dei propri elettori e della stessa regione. Il “Movimento Politico Zona Franca”, infine, sollecita i cittadini ad astenersi dal pagamento di cartelle esattoriali dove comprende il fisco, poiché firmate, per la loro riscossione coattiva, da personale non legittimato, come, appunto, deciso dalla sentenza n° 25017/2015 della Suprema corte di Cassazione.

 

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