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Zona Franca Sardegna: i vantaggi per le Partite Iva e residenti nel territorio extradoganale sardo

Zona Franca Sardegna. Con l’era di internet, i Politici Regionali fanno fatica nell’occultare le loro “furbizie” andando contro i loro stessi interessi. Sul banco degli imputati stavolta siede, in Primis, il Governatore della Sardegna, Francesco Pigliaru, che, tra l’altro, è pure Professore Universitario ed economista.Va da sé che quando chi governa non cura coscientemente gli interessi e i diritti dei propri amministrati, magari affossando parte di quegli interessi, allora non rimane altro che far valere quei diritti davanti ad un’Aula di Giustizia.

Ormai basta dare una semplice lettura al codice doganale dell’unione Europea, oltre a visionare le leggi nazionali, regionali ed europee, per rendersi conto, a tutti gli effetti, che in Sardegna vige, dal 2013, il regime fiscale di Zona Franca extradoganale. Da ciò derivano vantaggi fiscali per le Partite Iva con sede legale in Sardegna e i cittadini residenti sono equiparati, giusto per capirci, alle Canarie e alla vicina Montecarlo.

Zona Franca Sardegna. Che cosa è cambiato dal 8 febbraio 2013? Elenchiamo con ordine i vantaggi fiscali per i residenti:

– I pensionati si vedrebbero incrementare la pensione del 20% con inizio proprio dal 8/02/ 2013, poiché l’imposta sui redditi delle persone fisiche (Irpef) è rimborsabile da tale data, perciò non ci sarebbe più la necessità di trasferirsi alle Canarie, in Portogallo o in Tunisia per vivere dignitosamente.

Zona Franca Sardegna: i vantaggi per le Partite Iva e residenti nel territorio extradoganale sardo

– I dipendenti dell’amministrazione Pubblica residenti in Sardegna, a seconda dello scaglione retributivo, si vedrebbero incrementare il loro stipendio del 34%, il tutto mediante apposite istanze di rimborso indirizzate ai rispettivi ministeri della Pubblica Amministrazione a far data dal 2013, dal momento che la trattenuta IRPEF non era e non sarà più dovuta.
– Le aziende private proprietarie d’immobili industriali e turistici, vedrebbero cancellata l’odiosa tassa sulla proprietà, anch’essa rimborsabile dal 2013 (IMU).
– Le aziende private potrebbero assumere personale dipendente soprattutto perché il cuneo fiscale da lavoro, già legge dello stato nazionale in accordo con la Regione Sardegna, ricadrebbe interamente a carico del governo italiano. Vale a dire il 100% dei contributi previdenziali e assicurativi sarebbero a carico del governo Italiano (Compensazione) come da Dlg.114/2016
– I residenti In Sardegna e soprattutto i turisti vedrebbero cancellata (IVA) l’imposta sul Valore Aggiunto su beni e servizi, e, conseguentemente, di pari passo sparirebbero le accise sui carburanti, sull’energia elettrica e su beni di consumo quali alcool e bevande in generale.
Di seguito indichiamo il costo attuale della benzina con Iva e accise alla pompa in Sardegna, con tassazione ordinaria equiparata e ingiustamente fatta pagare ai sardi, come appunto una qualsiasi regione a statuto ordinario.

Il costo della benzina al 31/07/2017 è pari ad € 1.441, mentre il costo del Gasolio è pari ad € 1.314. Considerato che Iva e accise gravano del 70% sul prezzo a litro del carburante, con il regime di zona franca extradoganale, la benzina, alla pompa, avrebbe un costo di € 0.60 centesimi al litro, mentre il Gasolio (dovremmo già pagarlo) ad un costo di € 0.50 centesimi al litro.

Zona Franca Sardegna. L’aspetto scioccante, per non dire assurdo, è rappresentato dal fatto, dunque, che fin dal 2013, in seguito di opportune leggi di tutela fiscale cui gode la Regione Autonoma della Sardegna e i suoi residenti, in particolare le Partite Iva, sono state assoggettate ai famosi studi di settore nazionali con la stragrande maggioranza degli imprenditori, artigiani e commercianti sardi dilaniati da sanzioni senza alcuna logica tributaria. Fatto sta che per la Sardegna, essendo un territorio extradoganale, gli studi di settore sono opponibili, in pratica, non hanno valenza giuridica perché viziati in diritto. In sostanza, le imprese con sede legale nel territorio sardo, non possono essere assoggettate per legge a questo odioso studio di settore.
Inoltre, chi non ha mai ricevuto una cartella esattoriale di Equitalia Sardegna Spa con la contestazione di tributi che i sardi non devono pagare? Ebbene, quelle cartelle sono nulle e possono essere regolarmente contestate davanti ad un giudice della sezione civile del competente Tribunale.

Ormai è risaputo che il gran caldo gioca brutti scherzi. Stavolta, a prendere la “classica cantonata” è l’ex Governatore Renato Soru che, non soddisfatto dei danni combinati nella sua legislatura, essendo l’artefice della legge salva coste che ha messo in ginocchio interi comparti produttivi.

Zona Franca. Una legge, è bene ribadirlo, che ha pure contribuito a generare disoccupazione nel comparto edilizio. Non contento, evidentemente, di ciò che quella legge, appunto, ha provocato, ora l’ex Governatore è diventato uno dei più acerrimi oppositori della Zona Franca, che a Sassari, il 31 luglio scorso, ha espresso tutta la sua contrarietà andando proprio contro i diritti e gli interessi dei sardi, tanto da essere stato sommerso successivamente da una valanga di critiche senza precedenti, soprattutto sul social network.
Considerati i diritti che ogni giorno i sardi si vedono negare da certi politicanti dei salotti buonisti, gli stessi residenti hanno deciso di affidare il riconoscimento dei loro sacrosanti diritti ai propri avvocati. Non per niente è già arrivata la prima risposta dei giudici del Tribunale Amministrativo Regionale, i quali stanno analizzando attentamente gli atti. Del caso, tra l’altro, hanno interessato la Procura della Repubblica di Cagliari al fine di verificare se ci siano responsabilità penali in capo all’attuale consiglio Regionale, per l’eventuale omissione di fatto nell’attivazione di determinati diritti consacrati e supportati da norme legislative verso i cittadini residenti.
La Zona Franca è un diritto di tutti ed essa, in realtà, è già normata ed operativa, in grado di produrre benefici a tutti i sardi. Si tratta, infatti, di un regime fiscale che, se omesso dalla politica regionale, deve essere attivato dai pensionati, dagli artigiani, dai commercianti, dai lavoratori pubblici, dalle imprese agricole, oltre che dai privati che risiedono nell’isola. Il tutto, ovviamente, deve avvenire mediante opportune istanze indirizzate agli enti preposti. Ormai ci sono studi Legali e Tributari che forniscono assistenza gratuita, per inoltrare le istanze di esenzione dei tributi, anche mediante Posta elettronica certificata (Pec), oltre ai rimborsi di tasse.

Zona Franca Sardegna. Infine, per gli scettici elenchiamo i riferimenti normativi diventati già legge dello Stato, ma puntualmente, come si è fatto accenno all’inizio dell’articolo, i nostri politici fanno finta di nulla, come se applicare la legge fosse semplicemente una loro discrezionalità.;
” Regolamento Comunità Europea (CE) N. 450/2008 DEL 23.04.2008;
” Legge regionale già in Vigore la N° 25 luglio 2008 legge studiata e fatta approvare dall’onorevole Manichedda che attribuisce competenza specifica alla Regione Autonoma della Sardegna di attivare la Zona Franca in Sardegna.;
” Legge Regionale del 2 agosto 2013 n° 10 studiata appositamente per il funzionamento delle Zona Franca Istituita in Sardegna.;
” Regolamento Comunità Europea (CE) n 659/1999;
” Regolamento Comunità Europea (CEE) n 2151/84;
” Regolamento Comunità Europea (CEE) N 2504/88;
” Il Decreto Legislativo n.75 del 1998 che si rifà esplicitamente ai regolamenti doganali dell’Unione Europea n.2913 del 1992 e n.2454 del 1993;
” Legge Regionale n°12/2013;
” Comunicazione al Presidente della Commissione europea atto N°0000909;
” Deliberazione n°8/2 del 7/2/2013 Comunicazione alla commissione europea dell’attivazione della zona franca nel territorio dell’isola di Sardegna.;
” Deliberazione n°9/2 del 12/02/2013 Attivazione della Zona Franca nel Territorio dell’isola di Sardegna e le sue isole minori circostanti;
” Decreto legislativo 9 giugno 2016, n°114 art.14 trattasi di esenzioni fiscali per aziende e residenti nel territorio della Sardegna;
” Sentenza Corte di Cassazione 4 luglio 2017 n° 154/2017.

In conclusione che dire? C’è semplicemente da prendere atto delle delibere per la richiesta di attivazione della zona franca Extradoganale di 280 comuni della Sardegna che, a suo tempo, hanno spinto l’ex governatore Cappellacci ad istituire di fatto la Zona Franca. Non rimane altro che seguire l’esempio del Movimento dei Pastori Sardi cui va espressa infinita solidarietà e, più concretamente, ricorrere ai giudici civili.

Zona Franca Sardegna. Solo così si possono combattere le idee “distruttive” di Soru e Pigliaru che, continuando di questo passo, trascineranno la Sardegna in un tunnel senza ritorno in cui la farà da padrona la povertà. Solo attraverso una serie di inziative concrete ( ricorso al TAR o davanti ad un giudice della sezione civile del competente Tribunale) si potrà rendere la Sardegna una vera isola felice, che non mancherà di richiamare ingenti capitali finanziari nazionali e internazionali. Ma questo potrà accadere, soprattutto, se i politici di casa nostra faranno fino in fondo il proprio dovere.

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2 commenti

  1. Cosa aspetta il governo regionale ad applicare le norme?

  2. scusate ma da ignorante della materia vorrei fare una domanda. L’applicazione della zona franca determina il non pagamento di tutta una serie di tributi che ritornano alla Regione per far funzionare lo stato sociale, i servizi ecc. Non ricevendo più la parte di tasse versate, come verranno finanziati i servizi? Il vantaggio, dell’applicazione della zona franca, darebbe nel lungo periodo dei benefici in termini di aumento di investimenti, produzione, consumi, occupazione ecc. ma nell’immediato come può funzionare e reggere il funzionamento di: trasporti, sanità, enti locali ecc?

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