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Un congresso per ricordare Eugenio Maddalon e il suo ruolo nel mondo dell’agricoltura sarda

Ricordare  Eugenio Maddalon significa ripercorrere la lunga strada dell’agricoltura sarda, dalle lotte per l’occupazione delle terre nel secondo dopoguerra alle nuove  sfide della produzione di qualità. Per questo, il mondo contadino e non solo ha deciso di tributare al grande attivista e politico due giornate di studio, al fine di ripensarne l’infaticabile attività nel quadro dei profondi mutamenti economici, politici e sociali intervenuti in Sardegna nella seconda metà del Novecento.

L’importante iniziativa, fortemente voluta dalla famiglia, si terrà il 2 e il 3 febbraio nell’aula magna del Dipartimento di Agraria dell’Università di Sassari, con un doppio appuntamento che vede coinvolti numerosi enti istituzionali, personalità e associazioni.

L’incontro sarà anche l’occasione per istituire il “Premio Eugenio Maddalon” destinato alla migliore tesi di laurea su rilevanze cruciali dell’agricoltura sarda, e un secondo Premio a tema riservato ai migliori lavori svolti dagli studenti dell’Istituto agrario Pellegrini di Sassari.

Un’opportunità per studiare gli scenari di un’agricoltura sostenibile rispettosa dei diritti della Terra e delle comunità, in grado di coniugare innovazione e tradizione, specialità ed eccellenza. Un’idea forza coltivata da Eugenio Maddalon  che, come ricorda la famiglia, vuole essere una consegna di impegno e passione ai  tanti giovani che ritornano alla terra per coltivare il futuro.

Combattente nel senso più nobile, Maddalon è stato protagonista delle lotte contadine che dal territorio della Nurra si sono estese a macchia d’olio in tutto il Nord Sardegna. Nel 1949 è diventato segretario della Federmezzadri, poi della Federterra e dirigente di diverse associazioni poi confluite nella Cia, la Confederazione italiana agricoltori, di cui è divenuto presidente nel 1970.

Ha proseguito le sue battaglie a più alti livelli nell’impegno politico come consigliere regionale del PCI dal 1969 al ’79. Interlocutore operoso dei soggetti istituzionali, sempre attento alle urgenze economiche e sociali del territorio non ha mai smesso di denunciare i ritardi e le inerzie nell’applicazione dei dispositivi di leggi statali e  norme comunitarie.

Faceva da svegliarino alla coscienza degli amministratori perché elaborassero programmi coerenti  con la salute dell’ambiente in grado di armonizzare specialità e sfide della globalizzazione. Ha concluso la sua esistenza il 3 giugno 2016.

Il programma. Ad aprire i lavori giovedì 2 febbraio, alle 15, saranno i saluti istituzionali di Antonio Pazzona, direttore del dipartimento di Agraria, Nicola Sanna, sindaco di Sassari, Gianfranco Ganau, presidente del Consiglio regionale, Mariarosa Cardia, presidente dell’Associazione ex consiglieri regionali della Sardegna, Giovanni Maria Canu, presidente della Cia di Sassari, Francesco Cresci, presidente Asa e Paolo Acone, dirigente dell’Istituto agrario Pellegrini.

Subito dopo si aprirà il dibattito, coordinato da Giuseppe Pulina, Amministratore unico di Forestas. Maria Luisa Di Felice dell’Università di Cagliari parlerà di “Agricoltura sarda e politica meridionalistica:tensioni sociali e dinamiche evolutive”. Francesco Nuvoli dell’Ateneo sassarese illustrerà “ Il divenire dell’agricoltura sarda negli anni di Eugenio Maddalon”.

Luigi Lotto, Presidente della V Commissione regionale, interverrà con “Agricoltura in Sardegna tra problemi atavici ed opportunità da cogliere”. Paolo Fois dell’Università di Sassari esporrà “L’agricoltura sarda nell’attività legislativa  di Eugenio Maddalon”. Interverrà infine Martino Scanu, Presidente Regionale Cia.

Le conclusioni sono affidate al Presidente nazionale della Cia, Dino Scanavino.

I lavori proseguiranno  venerdì 3 febbraio  dalle 9.30 alle 13, con la proiezione del documentario “I paesaggi del Meilogu” di Bruno Merella. Seguirà una tavola rotonda su “Agricoltura e giovani, le prospettive” coordinata da Eugenio Cossu.  Interverranno nel dibattito Grazia Manca di Laore, Pietro Pulina dell’Uniss, Francesco Cresci dell’Asa, l’urbanista Sandro Roggio,, lo storico Federico Francioni, Giovanni Maria Canu della Cia Sassari, Fabio Chessa, Direttore Cia, Manuela Sedda, presidente federazione provinciale degli agronomi di Sassari, Matteo Luridiana, presidente Confagricoltura Sassari, Battista Cualbu, presidente Coldiretti Sassari, Mario Moro, perito agrario.

Il  buffet conclusivo col “Il gusto e la qualità”, a base di prodotti tipici sardi, sarà offerto  dalla Lait Ittiri, dell’agriturismo Su Recreu di Ittiri e della Cantina di Santa Maria La Palma.

 

 

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