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UN CALCIO ALLE DROGHE DAI RAGAZZI DEL TORNEO INTERNAZIONALE “GIOVANI PROMESSE” DI ASSEMINI.

Centinaia di bambini dai 6 ai 14 anni, suddivisi nelle varie categorie dai “pulcini” agli “giovanissimi”, si sono dati appuntamento da giovedì 15 a domenica 18 nei campi “Coghinas” di Assemini, per contendersi l’ambita coppa da sollevare al cielo come primi classificati della loro categoria.

In una cornice di festa e gioco a vincere è stato lo Sport con la S maiuscola, che ha vinto in tutte le sue sfaccettature: l’amicizia e la voglia di comunicare anche tra ragazzi di squaldre “avversarie” era la nota predominante all’interno dei campi da gioco, senza far mancare quella giusta grinta che caratterizza le gare tra i ragazzi che ce la mettono tutta pur di far emergere il loro valore.

Ma a vincere è stato il messaggio di un netto e chiaro: DI VIVERE LIBERI DALLA DROGA, che i dirigenti della Società “Gioventù Assemini Calcio” hanno voluto lanciare ai ragazzi senza tentennamenti.

Coinvolgendo i volontari di Fondazione per un Mondo Libero dalla Droga, in occasione di questo 22° Torneo Internazionale “Giovani Promesse”, hanno voluto dare un connottato di altissimo valore sociale ad una manifestazione già di grande valore sportivo.

“E’ nostro dovere seguire i bambini nella loro crescita sportiva e fisica, ma non avremmo fatto niente se non insegnamo loro quali siano i pericoli che li circonda, hanno dichiarato all’unisono il presidente Pierpaolo Casula e il vice presidente Alessandro Mamusi, e la droga è un ostacolo pericolosissimo nella crescita dei giovani. Il nostro compito principale, continuano gli organizzatori, è quello di creare dei ragazzi in grado di affrontare la vita in modo autodeterminato. Ci troverete sempre al vostro fianco in questa lotta senza quartiere agli spacciatori e a chi intende sottovalutare i pericoli in cui incorrono i ragazzi usando droghe “leggere” o “pesanti”.

Ancora più determinato il pensiero della Dott.ssa Stefania Esu, medico sociale della Società organizzatrice, che elogiando il contenuto dei libretti e il lavoro dei volontari, ha dichiarato: “questo vostro lavoro di informazione e prevenzione è importantissimo e andrebbe fatto sin dalla 5^ elementare, perchè già a quell’età, con il giusto approccio, si deve iniziare a trattare l’argomento, proseguendo poi il lavoro nelle mesie e nelle classi superiori. In autunno, continua la Dott.ssa Esu, ho in progetto di organizzare, presso il centro poliambulatorio che diriggo, una serie di conferenze sui temi di maggior interesse per gli adolescenti inserendo conferenze sulle droghe e coinvolgendo sia i ragazzi che i genitori.”

Di particolare importanza e soddisfazione per i volontari è stato l’interesse da parte dei dirigenti di varie società e diversi genitori presenti alla manifestazione, da Baunei a Carbonia, a San Giovanni Suergiu, Sestu e Decimomannu, che hanno espresso l’intenzione di esportare nelle loro realtà iniziative simili e di proporle ai dirigenti scolastici dei loro ragazzi.

La sensibilità e la preoccupazione dimostrata da parte di chi con i ragazzi vive tutti i giorni, avvalora il pensiero del filosofo e umanitario L. Ron Hubbard che già nei lontani anni ’70 denunciava le droghe come “l’elemento più distruttivo nella nostra cultura attuale”.

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