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The Place, il nuovo film di Paolo Genovese ispirato alla serie The Booth at the End

The Place, il nuovo film di Paolo Genovese ispirato alla serie The Booth at the End

Esce nelle sale The Place il nuovo film di Paolo Genovese ispirato alla serie web americana The Booth at the End, con un cast corale: Valerio Mastandrea, Sabrina Ferilli, Alessandro Borghi e tanti altri

Presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma 2017 il nuovo film di Paolo Genovese The Place esordisce nelle sale italiane 1° in classifica con un incasso di 133.927,00 € e 21.555 presenze.

Genovese, forte del successo ottenuto l’anno scorso con Perfetti Sconosciuti che ha vinto tra gli altri il Premio come Miglior Sceneggiatura al Tribeca Film Festival e ai David di Donatello, tenta una nuova sfida con The Place.

Il film è tratto dalla web serie americana The Booth at the End, senza discostarsi molto da essa, le situazione, i dialoghi, le battute rimangono pressoché uguali. Quello che lo spettatore della serie vedrà nel film sarà un copia incolla privo di originalità se non per qualche particolare nelle interrelazioni tra i personaggi e nelle inquadrature.

Il cast corale comprende volti abituali e non nella filmografia di Genovese, Marco Giallini, Alba Rohrwacher, Valerio Mastandrea, Sabrina Ferilli, Vittoria Puccini, Rocco Papaleo, Silcio Muccino, Alessandro Borghi , Vinicio Marchioni, Silvia D’Amico e Giulia Lazzarini.

Il film si sviluppa intorno al personaggio di un uomo (interpretato da Valerio Mastandrea) che siede sempre allo stesso tavolo di un bar-ristorante, chiamato The Place, con la sua agenda scribacchiata; i vari avventori si avvicinano a lui con qualche richiesta, un desiderio da realizzare, c’è chi aspira ad essere più bella, chi a ritrovare Dio, chi vuole salvare la vita di proprio figlio e così via. A ognuno dei personaggi viene affidato un compito, l’uomo stringe con loro un patto e quando il compito verrà portato a termine il desiderio si avvererà. Il problema è che i compiti non sono spesso moralmente accettati: omicidi, violenze, furti e stragi,  sono solo alcune delle richieste. I personaggi si trovano così davanti al problema etico e morale: cosa sono disposto a fare per realizzare il mio desiderio.

Il procedere della narrazione è dato attraverso i dialoghi tra i richiedenti e l’uomo che altro non fa se non chiedere particolari, senza poter mai interferire nei fatti e senza poter dare consigli. Grande il lavoro di sceneggiatura e mirabili alcune delle interpretazioni degli attori.

The Place si perde però in se stesso, troppo lunga la parte introduttiva che dopo 20 minuti comincia a essere ripetitiva e sembra non decollare mai. Interessanti gli intrecci e le soluzioni che ogni personaggio cerca di adottare per cercare di eseguire il compito ma purtroppo l’impianto narrativo ricorda troppo la serie e a lungo andare il tentativo di portare la storia sul grande schermo rischia di annoiare lo spettatore.
Dopo il successo di Perfetti Sconosciuti Paolo Genovese rimane su l’unità di spazio ambientando nuovamente l’intero film in un’unica location senza però ottenere il dinamismo e l’originalità del precedente film.

Info su Cristina Aresu

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