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Tetti per le prestazioni sanitarie: i centri privati chiedono ritiro delibera

Tetti per le prestazioni sanitarie: i centri privati chiedono ritiro delibera

Nuovi tetti di spesa per prestazioni sanitarie da parte dell’Ats. Centri privati chiedono ritiro della delibera di Giunta

Cagliari 15 giugno 2017 –  La delibera della Giunta regionale che ha fissato nuovi tetti di spesa per l’acquisto da parte dell’Ats delle prestazioni sanitarie e socio-sanitarie dalle strutture private accreditate deve essere ritirata.

E’ la richiesta presentata questo pomeriggio alla Commissione Sanità dai Centri specialistici e riabilitativi e dai Laboratori di analisi sentiti in audizione dalla Commissione Sanità del Consiglio regionale.

I rappresentanti di Assolab, Federlab, Med.Net, Sapmi, Acris, Aias, Opera Gesù Nazareno e Consalus contestano tempi e criteri della delibera approvata lo scorso 9 maggio dall’esecutivo.

«Il provvedimento taglia del 20% le prestazioni sanitarie erogabili nei nostri centri – hanno detto in coro le associazioni di categoria – ciò significa che i cittadini potranno vedersi negati alcuni servizi in convenzione. I pazienti saranno costretti a pagare di tasca propria le prestazioni o a sopportare lunghe liste d’attesa».

Le strutture contestano inoltre i tempi di approvazione della delibera: «Non si può stabilire a maggio con un atto retroattivo quante prestazioni potranno essere erogate. La programmazione va fatta a inizio anno». Preoccupazione da parte delle organizzazioni anche sugli effetti per l’occupazione che nel solo settore della specialistica e dei laboratori di analisi potrebbe mettere a rischio circa 800 posti di lavoro.

Il direttore della sede Aias di Cagliari Alberto Randazzo ha parlato di delibera “ad aziendam”. «E’ un atto rivolto contro di noi. L’Aias ha difficoltà nel pagamento degli stipendi perché le Asl e i comuni pagano in ritardo. Vantiamo crediti per 12 milioni di euro. Crediti che i tribunali cominciano a riconoscerci – ha detto Randazzo – eppure nella delibera si minaccia la sospensione delle erogazioni e la revoca degli accreditamenti alle aziende che ritardano nel pagamento degli stipendi. Questo è un provvedimento chiaramente persecutorio nei nostri confronti».

Il presidente della Commissione Raimondo Perra, dopo aver preso atto delle osservazioni dei rappresentanti delle strutture private, ha annunciato la convocazione in audizione dell’assessore alla Sanità.

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