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“Tempo di libri”, Milano si conferma città delle relazioni anche per l’editoria sarda

Dopo un tiepido avvio forse un po’ frenato dalla vicinanza con il ponte pasquale entra nel vivo l’anno zero della Fiera del libro di Milano, dando prova della sua spiccata dimensione internazionale. Un contesto in grado di veicolare relazioni importanti con buyer stranieri e con associazioni omologhe, utili a confrontarsi sulle problematiche di settore.

Oltre duemila autori, cinquecento espositori e mille incontri previsti, c’è voglia di dimenticare i dissidi con Torino e guardare al futuro in una cornice quasi avveniristica dalle architetture moderne e funzionali. I 35mila metri quadrati di spazi messi a disposizione alla Fiera Rho hanno iniziato ad accogliere un gran numero di scolaresche e i visitatori sono cresciuti esponenzialmente di numero con l’avvicinarsi del week end.

Al Padiglione 4, a pochi metri dallo stand promozionale della Regione Lombardia e dell’Associazione editori pugliesi (APE) c’è spazio anche per l’editoria sarda, rappresentata dall’Associazione editori sardi e dalla Regione Sardegna. E la cultura sarda sembra davvero non passare inosservata. Accanto ai colossi del libro e ai grandi nomi dell’editoria, il piccolo editore locale diventa una fonte di richiamo inestimabile per la sua originalità.

«In questi primi tre giorni si sono già create le relazioni dirette con interlocutori – spiega Simonetta Castia, presidente AES – sia con buyer stranieri che con organizzazioni territoriali omologhe francesi. Relazioni che contiamo di definire meglio nei prossimi giorni in vista della seconda tappa che si terrà ad Alghero nel mese di luglio, per poi approdare in Spagna, a Madrid, a ottobre».

«Le relazioni sono tutt’altro che virtuali, l’interscambio culturale è concreto – continua Castia – e in questo senso si sono rivelati molto stimolanti gli incontri con le associazioni del sud e del nord della Penisola, dalla Puglia al Trentino».

Proficuo è stato proprio in particolare l’incontro con gli editori del Trentino, che hanno manifestato grande interesse per la legge regionale 22 sull’editoria sarda, da loro ritenuta, assieme a quella piemontese (a sua volta influenzata da quella isolana) la più completa e valida sotto ogni punto di vista. Tanto è vero che proprio alla 22 si sono ispirati per stilare una loro propria normativa, il cui regolamento attuativo sarà approvato ben presto.

«Una conferma del fatto che in Sardegna, pur inconsapevolmente, siamo spesso all’avanguardia, e che in particolare la nostra è un’ottima legge sull’editoria – ha affermato Francesco Cheratzu, vicepresidente AES – con l’unico rimpianto che, per molti versi, la stessa da noi resta quasi inapplicata dopo tanti anni».

A Milano l’aspetto degli stand ricorda il Salone del libro, ma con un impianto decisamente ordinato, snello e fruibile, dove le presentazioni sono inserite in contesti dedicati per evitare situazioni di confusione. Il taglio è decisamente complementare a quello di Torino, del quale è stata abbandonata la veste schiettamente istituzionale per assumere una dimensione per molti versi più professionale e dinamica.

La scommessa di Aes e Regione Sardegna, che avevano deciso di sperimentare questa nuova situazione, sembra quindi promettere bene.

Sono trenta le case editrici sarde presenti a Fiera Rho: da Cagliari Aipsa, AM&D, Arkadia editore, Condaghes, Edizioni della Torre, Edizioni Enrico Spanu, Logus Mondi Interattivi, Scuola sarda Editrice, Cuec; da Sassari Carlo Delfino Editore, Edes, Magnum, Mediando Edizioni; da Nuoro Ilisso, Il Maestrale, Imago Multimedia, Papiros; da Mogoro PTM, SguardiSardi; da Olbia Taphros; da Quartu Sant’Elena Alfa Editrice, G. C. Edizioni; da Selargius Domus de Janas; da Dolianova Grafica del Parteolla; Da Ghilarza Iskra; da Alghero Nemapress; da Ghilarza Nor; da La Maddalena Paolo Sorba Editore; da Aggius Phileas; da Villanova Monteleone Soter Editrice.

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