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Sardegna Zona Franca Extradoganale: Aziende Italiane ed Europee pronte a trasferirsi in Sardegna. Boom Economico per l’isola

La Sardegna è apprezzata nel mondo per la sua inestimabile bellezza naturalistica.

On.Antonio Tajani – sostenitore della Zona Franca Sardegna

Uno degli uomini più influenti del pianeta degli anni 80, niente di meno che Ronald Wilson Reagan 40° Presidente degli stati uniti D’America, definì la Sardegna un paradiso prestato al pianeta terra, grazie al suo mare cristallino e le proprie spiagge incontaminate, oltre lo splendore delle singole montagne granitiche.

Presidente On. Ugo Cappellacci ha istituito la Zona Franca presso gli uffici dell’unione Europea

La Sardegna, isola al centro del mediterraneo, sta attirando l’attenzione di mezzo mondo finanziario e imprenditoriale perché ha caratteristiche difficilmente riscontrabili altrove: un clima mite tutto l’anno, senza smog, bellezze incontaminate e un mare unico al mondo. Con queste prerogative, chi non vorrebbe trasferire la propria famiglia in Sardegna? Se poi vogliamo attrarre costoro mediante il prelibato piatto della fiscalità di vantaggio grazie alla Zona Franca Extradoganale, allora i giochi sono fatti.

Il giurista Avv. Scifo e la Dott.ssa Maria Rosaria Randaccio veri sostenitori della Zona Franca

In un apposito sondaggio, Sardegnareporter ha sentito alcuni imprenditori italiani. La stragrande maggioranza di essi sarebbero disposti a delocalizzare le loro industrie proprio nella nostra isola.

Zona Franca Extradoganale
Flavio Briatore favorevole alla Zona Franca Extradoganale con il Movimento dei Pastori Sardi

Si dichiarano pronti, insomma, ad assumere personale e investire sul territorio regionale centinaia di milioni di euro, per non dire miliardi, che andrebbero a trainare positivamente settori come l’edilizia, la meccanica, il turismo, la nautica, il trasporto, l’artigianato e l’agricoltura. Per dirla in parole povere, non ci sarebbe settore che non venisse trainato positivamente dal trend di crescita, azzerando così, la crisi occupazionale.

Ma quali sono i vantaggi per imprese e privati?
E’ presto detto. I vantaggi derivano dal fatto che la Sardegna, in qualità della zona extradoganale e di Regione facente parte di una nazione, i beni all’acquisto e in vendita non sono gravati dall’IVA o da altre tasse. In considerazione delle imposte sui beni di consumo risulta particolarmente conveniente l’acquisto di qualsiasi bene, appunto, per la fiscalità di vantaggio su imposte dirette o indirette.
La zona Franca extradoganale è accessibile, generalmente, attraverso posti di controllo doganali tra cui Porto Torres, Cagliari, Olbia, Arbatax e Santa Teresa Gallura, oltre agli aeroporti di Alghero, Olbia, Cagliari e Tortolì, nei quali viene verificato a campione che i viaggiatori non trasportino con sé merci eccedenti le quantità consentite dalla normativa Regionale e indicate in apposite tabelle esposte in punti di controllo. Quale sarà il regime tassativo di aziende e residenti in Sardegna?
Come descritto precedentemente, le persone fisiche, le imprese individuali e società di persone, oltre a quelle di capitali residenti in Sardegna, sono esenti dalle seguenti imposte indirette: Iva, Accise, Irpef, Ires, irap. Isos, Imu. imposta ipotecaria, imposta catastale, imposta di bollo, imposta sulla pubblicità, imposta sulla successione e donazione, imposta sul consumo e sulla fabbricazione, imposta sugli intrattenimenti e, infine, è cancellata l’imposta sulle assicurazioni.
Ma che regime fiscale avrà la Sardegna? Una volta che i politici regionali di maggioranza formati dal duo Pigliaru/Soru termineranno di deliberare leggi anticostituzionali e proporre referendum popolari in contrapposizione alla zona franca extradoganale, vedendosi cosi recapitare, come sta già accadendo centinaia di ricorsi e rimborsi per imposte non dovute, le cose cambieranno di sana pianta, in proposito va rimarcato che i cittadini residenti e aziende, possono chiedere il rimborso degli ultimi 4 anni dell’imposta sulla ritenuta dei redditi, e cioè 48 mesi, in quanto non dovuta, con la conseguenza che sarà applicata un’unica imposta sui redditi per aziende e persone fisiche del 10%.
Ora il no tax area sarà applicata all’inverso di come é applicata in Italia, proprio per aumentare l’effetto sui consumi. Sarà applicata un’unica imposta indistintamente a tutti i redditi, si ipotizza, appunto, una tassazione del 10%, in modo da non incorrere sui soliti furbetti che, pur di vedersi esentati come molto spesso è accaduto in Sardegna, preferiscono il lavoro sommerso e dichiarare fiscalmente redditi molto bassi. Si arriverà, in pratica, ad un’unica tassazione, sia per chi guadagna tanto, sia per chi guadagna poco.
Diciamo fin da subito che sarà una manovra rivoluzionaria, poiché tale tassazione rappresenterebbe un vero sostegno al sociale. Per di più, se attuata, essa giustifica lo strumento di politica economica per incrementare il PIL della Sardegna, Infatti, coloro che hanno un reddito basso tenderanno, grazie al boom economico e grazie alla bassissima tassazione, a dichiarare il reddito reale e, conseguentemente, i contribuenti potranno spendere di più (teoria della propensione al consumo) e, perciò, in tal modo è possibile accendere una spirale virtuosa in crescendo per effetto delle maggiori spese di tutti i ceti sociali, indistintamente.
C’è giunta voce, inoltre, che in Sardegna ci sarebbero già alcune aziende che lavorano in totale esenzione d’imposte perché, è la conferma, operanti in territorio di zona franca extradoganale. Addirittura una di queste aziende ha sede proprio ad Olbia con centinaia di occupati. Si tratterebbe di un’azienda gioiello che, guarda caso, è seguita dallo studio fiscale dell’ex Ministro all’economia Tremonti. E allora, se la circostanza corrispondesse a quanto ci è stato riferito, possiamo azzardare che se per consulente hai un ex ministro all’economia, allora in Sardegna potrai operare in in totale regime di Zona Franca extradoganale.
Di chi e stato il merito se dal 2010 ad oggi in Sardegna si parla insistentemente di Zona Franca extradoganale, fino ad arrivare alla sua istituzione? È bastata una signora con laurea in giurisprudenza con tanti anni passati ai vertici dell’intendenza di finanza di Cagliari (parliamo appunto della Dott.ssa Maria Rosaria Randaccio), per scoprire alcune magagne dei nostri politici regionali, fatta eccezione per il governo di centrodestra presieduto dall’ex governatore Cappellacci. Va da sé che nel momento in cui i sardi capiranno l’importanza del lavoro fin qui svolto dalla Dott.ssa Randaccio, la incoroneranno come “donna battagliera” per la riscossa dei sardi, considerato che essa continua a lottare, a sostenere e difendere i diritti e gli interessi del popolo sardo.
È da specificare, in proposito, che lo staff della Dott.ssa Randaccio è composto dal Giurista Avv. Scifo, oltre a decine di migliaia di sostenitori. È sufficiente, infatti, visionare il sito internet del movimento politico www.zonafrancasardegna.com per rendersi conto delle decine di migliaia di persone interessate a questo argomento, con un trend di crescita giorno dopo giorno sulle visualizzazioni dello stesso portale internet.
Che dire, dunque, della sentenza della Corte Costituzionale del 4 luglio la n° 154/2017? Una cosa fondamentale: è stata molto chiara e tranciante. In pratica rimanda al mittente la richiesta di qualche miliardo di euro (Vertenza Entrate) da parte della Giunta Regionale (PD targata Pigliaru) contro lo Stato Italiano, La sentenza della Corte Costituzionale n.154 del 4.07.2017 a pagina 18 precisa che il paventato danno causato dall’Italia alla Sardegna, nella cosiddetta “Vertenza Entrate” è stato “superato in conseguenza dei Vantaggi ottenuti con l’accordo stipulato in data 21 luglio 2014, dei cui obblighi non può sostenersi l’inadempienza da parte dello Stato dopo che lo stesso ha dato attuazione all’art. 8 dello Statuto Sardo con l’emanazione del D.lgs. n. 114/2016, in tal modo eliminando la causa principale degli squilibri finanziari lamentati appunto dalla Regione Sardegna”. Per cui cosa ci si può aspettare da una giunta così instabile che in questi 3 anni di governatura ha cercato in tutti i modi di affossare la Zona Franca Extradoganale voluta fortemente da Cappellacci e dall’intero centro Destra. In conclusione, cos’altro si può aggiungere? Si deve prendere atto della pigrizia di un Consiglio Regionale orami paralizzato e incapace di programmare il futuro dei suoi residenti. Così come assistiamo, naturalmente, alle continue dimissioni da parte di assessori regionali, per essere collocati su “poltrone” più stabili nei diversi enti regionali. A questo punto non ci rimane altro che affidarci a qualche studio Legale Tributario esperto in fiscalità, in grado di accettare e svolgere gli interessi dei sardi al riguardo. Forniamo cosi, su apposita autorizzazione dello stesso studio, il seguente indirizzo Pec. [email protected] In caso di richiesta di contatto, sarà lo stesso studio, gratuitamente, a fornirvi tutte le delucidazioni in merito.
C’è da prendere atto, tra l’altro, che il duo Soru/Pigliaru (pur se in questi giorni danno la sensazione di essere ai “ferri corti”) se ne inventano ogni giorno una nel tentativo di affossare la zona Franca extradoganale. L’ultima “trovata”, ideata ad inganno nei confronti degli elettori sardi e quella del fantomatico referendum popolare. Durissima, al riguardo, la risposta della Dott.ssa Maria Rosaria Randaccio (Fonte sito internet www.zonafrancasardegna.com) la quale lancia un chiaro messaggio ai sindaci:
“In questo scenario in cui tutte le carte sono finalmente sul tavolo, il ruolo primario, affinché la zona franca sia operativa a tutti gli effetti, lo detengono i sindaci dei comuni sardi”. “Sono proprio loro che devono deliberare per la zona franca al consumo, incorporando i diritti speciali, cioè le aliquote di riscossione che andrebbero ad impinguare le casse comunali e – di conseguenza – impedirebbero all’Agenzia delle Entrate di continuare ad emettere le famigerate cartelle pazze”. “La Risoluzione del febbraio 2016 è quindi di vitale importanza per l’isola, risoluzione che i politici sardi dovrebbero imparare a memoria prima di proporre referendum o sedere sulle poltrone europee!”. La Sardegna – oltre aver dato i natali a questi professoroni che propongono un referendum geografico, possiede anche altri primati negativi, per esempio essere la terra più povera e spopolata dell’Europa.
Quali altri aspetti, dunque, si possono ribadire? Da ribadire, a questo punto, c’è ben poco, salvo rimarcare che la zona franca extradoganale esiste già in quanto normata. Questa volta, però, è importante che i Sindaci sardi, se non voglio anch’essi incorrere in un eventuale reato penale (Omissione datti d’ufficio), non si facciano prendere in giro dai partiti e dai parlamentari e consiglieri regionali sardi comandati dai vertici nazionali dei rispettivi partiti. Non dimentichiamo, ad esempio, la tessera n°1 del PD, Carlo de Benedetti, che, tra l’altro, è residente nel più grosso paradiso fiscale, ossia la Svizzera. Sembra alquanto paradossale, perciò, che i nostri governanti cerchino di calpestare i diritti dei sardi non applicando la totale esenzione di tasse ad aziende e privati cittadini. Cari politici Sardi, perché, una volta tanto, non fatte gli interessi della vostra regione che vi ha votato in buona fede?

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